Quasi 50 nuove opere di Alexander Calder donate al Seattle Art Museum

È la collezione dell'ex presidente di Microsoft Jon Shirley, che ha donato al museo (di cui è co-amministratore con la moglie) anche 10 milioni di dollari e un fondo di ricerca annuale

Trentacinque anni di collezionismo privato entrano in un grande museo pubblico, senza allontanarsi troppo dal proprietario originale. Ben 48 opere del grande artista statunitense Alexander Calder (Lawnton, 1898 – New York, 1976) sono state infatti donate al Seattle Art Museum (SAM) dall’ex presidente di Microsoft Jon Shirley, che raccogliendo opere dell’artista dal 1988 con le mogli Mary (morta nel 2013) e Kim aveva accumulato una delle più importanti collezioni di Calder al mondo. Certo, le opere non faranno un viaggio molto lungo: sia perché i coniugi vivono a Medina, a un quarto d’ora dal centro di Seattle, sia perché Jon e Kim sono entrambi attualmente amministratori dell’istituzione museale.

Alexander Calder, Work in Progress. Archivio storico Teatro dell'Opera di Roma

Alexander Calder, Work in Progress. Archivio storico Teatro dell’Opera di Roma

LA GRANDE COLLEZIONE DI OPERE DI CALDER DI JON SHIRLEY

Da quella prima scultura mobile Squarish del 1970, passando per Dispersed Objects with Brass Gong (1948), Fish (1942), Gamma (1947) e Bougainvillier (1947), la raccolta dell’ex presidente del gigante tech, comparso nella lista dei 200 migliori collezionisti di ARTnews 22 volte in meno di trent’anni, è diventata tanto colossale quanto ben ricercata, e quindi ben nota ad addetti ai lavori quali Alexander S. C. Rower, nipote di Calder e presidente della Calder Foundation. Le opere che andranno al SAM, il cui valore complessivo è di circa duecento milioni di dollari, abbracciano tutta la carriera dell’artista, dalle sculture mobili di varie dimensioni alle opere su carta. La direttrice del museo Amada Cruz ha dichiarato che adesso il museo mira a essere “la casa definitiva di importanti collezioni locali” come questa, precisando che la donazione consentirà ai visitatori di “vedere l’ampiezza della creatività e lo sviluppo di un artista lungo tutta la sua carriera. Un regalo come questo è così importante e un’opportunità unica perché rappresenta una visione molto concentrata e uno studio approfondito del lavoro di un artista”. Studio che era cominciato già nel 2000, quando Shirley era diventato presidente del Cda del museo e aveva donato la scultura del ’71 The Eagle, da cui era poi gemmato sul lungomare l’Olympic Sculpture Park (oggi composto da oltre 20 opere pubbliche).

Seattle Art Museum Olympic Sculpture Park

Seattle Art Museum Olympic Sculpture Park

LA MOSTRA AL SEATTLE ART MUSEUM PER CELEBRARE LA DONAZIONE

Il nuovo nucleo di lavori – la cui donazione sembra fosse in cantiere da tempo – sarà esposto al SAM a novembre 2023 come parte di una mostra che celebra la donazione, per la cui realizzazione gli Shirley hanno dato un milione extra. Tutto per supportare una fruizione a chilometro zero: “A differenza di New York, i nostri musei non esistono per il turismo ma per i visitatori locali”, ha spiegato Jon Shirley. “Come molte città, il nostro centro sta soffrendo perché le persone lavorano da casa. Stavo pensando a dei modi per dare energia al museo e portare più persone, anche quelle che altrimenti non potrebbero entrare”. Sempre per ampliare il bacino di visitatori al SAM, il cui CdA è stato presieduto dal magnate dal 2000 al 2008, la donazione è stata accompagnata da un fondo 10 milioni di dollari e da un impegno annuale da 250 – 500mila dollari per fare ricerca su Calder e il suo impatto sulla storia dell’arte.

Giulia Giaume

www.seattleartmuseum.org

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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