Elena Bellantoni a Bologna. Mostra dell’artista che da 10 anni fa ricerca sul mare

Da CUBO, il centro artistico del Gruppo Unipol a Bologna, una mini mostra antologica illustra il mare come elemento per comprendere il mondo e le sue storie, dalla Patagonia alla Puglia

Il mare come elemento intimo, ma anche sociale e politico. È questo il cuore della mini antologica Imperfetto Mare allo spazio bolognese CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, che fa il punto sulla produzione dell’artista Elena Bellantoni nel corso degli ultimi sette anni dalla Patagonia alla Puglia. La personale, che si snoda tra gli spazi di Porta Europa e Torre Unipol fino al 23 settembre, è realizzata per il quinto anno in collaborazione con Arteam Cup – premio d’arte contemporanea nato in seno ad Arteam, associazione culturale che opera nel settore della cultura e delle arti visive dal 2001 –, di cui la vincitrice assoluta per il 2020 è proprio Bellantoni.

IMPERFETTO MARE, LA MOSTRA A CUBO

Il progetto, a cura di Leonardo Regano, mette in risalto l’indagine realizzata da Bellantoni tra il 2013 e il 2020 sul mare, concentrandosi sulle sue connotazioni storiche, politiche, sociali e culturali con video, fotografie, performance, sculture e interventi sullo spazio pubblico. Tra viaggio fisico e introspettivo, tutto ha inizio dal progetto Hala Yella adiòs/addio (2013, Capo Horn), con cui l’artista rende omaggio all’Abuela Cristina Calderón Harban, ultima persona al mondo a parlare da madrelingua lo yaghan, idioma dei nativi della Terra del Fuoco e della Patagonia meridionale argentina. In Maremoto (2016), il mare diventa poi lo spazio attraverso cui l’artista è costretta a fondersi e confondersi con l’Altro, in questo caso il migrante, mentre nel progetto Ho annegato il mare (2018), la voce narrante di Fiammetta Borsellino è quella di una denuncia ecologica (in stretta connessione con il successivo lavoro CeMento). Ultima tappa della “quadrilogia del mare” di Bellantoni è Corpomorto (2020), prodotta in Puglia grazie al supporto del Teatro Pubblico Pugliese: qui, al posto del peso in cemento usato come ancoraggio per le boe, compaiono delle grandi lettere che affiorano sulla superficie dell’acqua componendo una poesia. Capitolo conclusivo di questa ricerca sul mare è stata la performance Il mare si è scocciato (2021-2022), messa in scena lo scorso giugno.

Giulia Giaume

https://www.cubounipol.it/it

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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