Land art tra le vigne. Il Parco della Filandetta sulle colline del Prosecco Superiore

A Valdobbiadene, la famiglia Bortolomiol ha avviato un progetto di recupero industriale che ha portato alla realizzazione di una Art&Wine Farm. Al suo interno c’è spazio per una collezione di land art che sostiene la creatività femminile. L’ultima opera è stata inaugurata in occasione di Cantine Aperte

Parco della Filandetta, ph. Mattia Mionetto
Parco della Filandetta, ph. Mattia Mionetto

È stata una festa per la cultura enologica italiana l’ultimo appuntamento con Cantine Aperte, andato in scena il 28 e 29 maggio in tutta la Penisola. L’iniziativa del Movimento Turismo del Vino si ripete ormai da moltissimi anni, con l’intenzione di valorizzare il patrimonio vinicolo nazionale proprio nella sua dimensione culturale, intesa come tradizione agricola e sociale peculiare di gran parte del territorio italiano. Ma c’è di più. Da tempo, numerose realtà hanno intrecciato la loro attività con il mondo dell’arte, sostenendo artisti chiamati a interagire con l’identità umana e paesaggistica della cantina.  

Parco della Filandetta, ph. Mattia Mionetto
Parco della Filandetta, ph. Mattia Mionetto

IL PARCO DELLA FILANDETTA. IL PROGETTO DI BORTOLOMIOL 

Succede con una certa continuità al Parco della Filandetta, frutto del restauro di un’antica filanda di Valdobbiadene – a opera dell’architetto Wally Tomè – sostenuto dalla famiglia Bortolomiol, nome tra i più celebri della viticoltura che identifica l’area molto vocata delle colline del Prosecco Superiore. Il progetto è valso alla casa spumantistica il Premio Prometeo, per la capacità di integrare un simbolo dell’industrializzazione locale con una tradizione artigianale antica e caratteristica dell’area, quella della viticoltura. E proprio qui sta prendedo forma, un intervento dopo l’altro, una collezione di land art con opere site specific che si pone l’obiettivo di trasformare il Parco in uno spazio di espressione artistica in tutte le sue forme, dalla scultura alla musica, dall’architettura al design (il luogo è già contenitore culturale per concerti, presentazioni di libri, incontri e degustazioni nel cuore delle Colline del Prosecco).  

Parco della Filandetta, l'opera di Ines Coelho da Silva
Parco della Filandetta, l’opera di Ines Coelho da Silva

LA RESIDENZA D’ARTISTA TRA LE VIGNE 

A sostegno di questo interscambio costante tra mondo del vino e dell’arte, la famiglia Bortolomiol ha investito nel 2019 per realizzare una Residenza d’Artista che oggi è a disposizione di creativi italiani e stranieri interessati a farsi ispirare dal paesaggio rurale (qui tutelato come Patrimonio Unesco, sempre dal 2019) e dalla cultura della vite, per poi lasciare una traccia del proprio passaggio. Nella seconda metà di maggio, è arrivata Inês Coelho da Silva, artista portoghese selezionata nell’ambito del concorso Female Land Artists Wanted, progetto a sostegno dell’arte femminile sposato da Bortolomiol (azienda oggi a conduzione femminile), che in passato ha già coinvolto la land artist tedesca Susken Rosenthal (testimonianza della sua residenza è Cocoon). L’opera realizzata nelle ultime settimane ha fatto invece il suo esordio proprio in occasione del weekend di Cantine Aperte. 

Parco della Filandetta, ph. Mattia Mionetto
Parco della Filandetta, ph. Mattia Mionetto

LA COLLEZIONE DI LAND ART DI BORTOLOMIOL 

L’antica Filanda continua così ad arricchirsi di contenuti che scriveranno il futuro di uno spazio votato alla vitalità e all’incontro, funzionale e contemplativo insieme. Il luogo ospita infatti anche la cantina di vinificazione e una sala di degustazione, cui si affiancano un anfiteatro a gradoni di pietra e il progetto di Land Art che si sviluppa a margine del vigneto biologico dello Ius Naturae, dove è molto presente l’opera di Giovanni Casellato, artista originario di Maser (TV), che qui firma, oltre al Gomitolo, al Campo di Vento e agli Aerei di Francesca, il Tavolo (2020), omaggio alla pianta della vite. Realizzata in corten – materiale molto impiegato in viticoltura per la sua versatilità – l’opera si integra perfettamente con la natura circostante, e riveste anche una funzione pratica, perché permette di riunirsi attorno a uno spazio condiviso durante le visite guidate tra le opere del Parco, che abitualmente conducono i visitatori della cantina (e non solo) a scoprire la collezione.  

LA MOSTRA SPAZIO – VISIONI INTEGRATE 

Non distante, nel frattempo, fino al prossimo 15 agosto, il complesso ottocentesco dell’ex Opificio di Villa Cedri, a Valdobbiadene, ospita la mostra Spazio – Visioni Integrate, con cui Arte Laguna Prize trasforma la struttura in una temporary gallery aperta al pubblico, sotto la direzione artistica di Sara Tortato e Alessandra Lazzarin. Non è un caso che la dimora sia sede dell’Associazione delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, in un contesto paesaggistico e culturale trainato dalla cultura enologica, ma sempre più votato ad aprirsi all’intervento dell’arte contemporanea. 

Livia Montagnoli 

www.bortolomiol.com/parco-della-filandetta/  

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