Immortalità in vendita: la mostra di arte contemporanea dentro una fiera funeraria

All’interno di Tanexpo, fuori Bologna, si terrà tra il 22 e il 24 giugno un’esposizione in cinque installazioni che propone delle “soluzioni di immortalità”: è “R&P Contemporary Art presenta: No Time To Die” con opere di Danilo Sciorilli e la curatela di Giacinto di Pietrantonio

D. Sciorilli, No Time To Die 6
D. Sciorilli, No Time To Die

Anche dal pensiero della morte può fiorire l’arte: in occasione dei trent’anni della fiera funeraria bolognese Tanexpo, apre all’interno della rassegna una mostra d’arte contemporanea, la personale R&P Contemporary Art presenta: No Time To Die di Danilo Sciorilli, curata da Giacinto Di Pietrantonio. Aperta il 22, 23 e 24 giugno 2022, la mostra propone delle vere e proprie “soluzioni di immortalità” per il pubblico specializzato attraverso una serie di installazioni poste tra gli stand. 

MORTALITÁ E IMMORTALITÁ NELL’OPERA DI DANILO SCIORILLI 

Sono sempre stato ossessionato dall’idea del dover morire”, racconta Danilo Sciorilli. “A tre anni vivevo a casa dei miei nonni. Improvvisamente mio nonno, a cui ero legatissimo e che chiamavo papà, è venuto a mancare. Hanno usato degli eufemismi per farmi capire, “volare in cielo” e cose così: io però ho capito subito che cos’era la morte, e che poteva succedere me e a chiunque conoscessi. Questa idea di sparizione totale dell’individuo mi ha sempre accompagnato: poi, studiando astronomia al liceo e arte in Accademia, ho visto una possibilità di salvezza, perlomeno per me stesso”. La morte, diventata un’ossessione anche nel lavoro, lo ha portato a includere nelle opere dei piccoli autoritratti, per conservare l’immagine dell’autore e continuare la sua missione dopo la morte: “É un po’ una speranza e un po’ un’illusione, la mia”. “Danilo lavora da sempre con l’immortalità”, conferma Giacinto Di Pietrantonio. “Io avevo già curato una sua mostra a Torino, durante il lockdown, in cui aveva affittato un camioncino a vela con un manifesto e distribuiva dei volantini: su questi supporti invitava a chiamare a un numero o scrivere a una mail per avere l’immortalità attraverso un ritratto”. 

Installation View No Time To Die 2
Installation View No Time To Die

IL PROGETTO SULL’IMMORTALITÁ ALLA FIERA TANEXPO 

L’esposizione è organizzata e sponsorizzata dalla società benefica R&P Contemporary Art di Sara Zambon e Andrea Raimondi e mostra agli operatori del settore funerario delle forme di immortalità alternative a quelle tradizionali del rito funebre con cui arricchire, se lo desiderano, i servizi proposti ai clienti. In una specie di trittico religioso-artistico-scientifico, schematizza Di Giacinto, la mostra è composta da cinque installazioni che occupano circa mille metri quadri. Nell’installazione Ambrosia viene proposta la più diretta immortalità del corpo: qui viene offerto agli acquirenti un pregiato elisir della vita eterna distillato con un processo fantasticamente decritto dallo stesso artista (e la cui boccetta ricorda la piccola Moretti Filtrata a Freddo); l’immortalità dello spirito è dunque raggiungibile con una misteriosa biglia “di ascensione/discensione”, come emerge nell’opera A Boundless Drop e in una serie di disegni (ispirati a Raffaello) estrapolati da un video tramite rotoscopia. Infine l’opera Go over like a lead balloon propone una sopravvivenza dell’aspetto esteriore (ricordando il tragico incidente di un pallone aerostatico), permettendo a chi aderisce di entrare in una video-installazione concettualmente infinita e diventare una sagoma di luce in “una specie di Grande Artista ribaltato”, dice Sciorilli. Inframmezzate al percorso ci sono infine le installazioni Facilmente viene, facilmente va, in cui tre video animazioni raccontano gli oggetti con cui si ricordano i defunti (la lapide, i fiori e le foto) e un quarto video ospita un dialogo muto con la Luna (realizzato con fotografia Schlieren), e la site specific Cause all we got is here to lose (l’ultima, vicina all’uscita) che va a raccontare il momento della morte e del “dopo” con l’aiuto di un grande ledwall – con tanto di addio alla Truman Show – e una stanza scura che nasconde un disegno retroilluminato. “Danilo si ispira alla fantascienza, al cinema (incluso James Bond, come suggerisce il titolo), alle mitologie ancestrali e contemporanee, ma anche all’orizzonte concettuale di Gino De Dominicis. All’interno di queste esperienze porta sempre sé stesso, perché per lui l’artista è un “Cristo” che si assume la responsabilità dell’immortalità per tutti”, racconta il curatore. “Anche se è molto giovane ha una grande maturità, lo si vede anche nel fatto che il suo primo medium è il disegno. Ha una grande ironia, ma anche in questo è molto adulto: non c’è cinismo”, chiosa. La mostra – visitabile per gli esterni al settore solamente su richiesta a questo indirizzo – non è che la prima tappa di un percorso più aperto, che vede coinvolto anche il progetto parmense Il Rumore del Lutto, con cui Sciorilli proporrà workshop e momenti di discussione con ragazzi di diverse età. 

– Giulia Giaume  

  

www.ilrumoredellutto.com
www.tanexpo.com/it

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.