“Visioni Oblique”, il progetto di libri d’artista che riflette sul terremoto del Belìce in Sicilia

Ideato durante il lockdown, “Visioni Oblique” invita oltre venti artisti a riflettere sul sisma che nel 1968 colpì la Valle del Belìce in Sicilia, e tra tutte la città di Gibellina. Attraverso un particolare supporto: il libro. Ne abbiamo parlato con la curatrice Cristina Costanzo

Giuliana Barbano_Tarousalogìa, 2021, Ph. Église
Giuliana Barbano_Tarousalogìa, 2021, Ph. Église

Parla di memoria e ferite, ricucite per mezzo della pratica artistica e che trova forma attraverso un peculiare supporto, il libro d’artista, Visioni Oblique. Libri d’artista, libri oggetto, fototesti per il Belìce, progetto ideato e curato da Cristina Costanzo che accoglie, da quando è nato, le voci di 27 artisti, tutti differenti per formazione e attitudine e accomunati, in Visioni Oblique, “da un’attenzione speciale riservata per ragioni storiche, paesaggistiche e culturali a quest’area geografica della Sicilia”, la valle del Belìce, “con cui dialogano attraverso la ‘forma-libro’”. Un modo per approfondire e riflettere su un evento storico particolare, il terremoto che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 colpì appunto la Valle del Belìce – area della Sicilia compresa nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento –, causando centinaia di morti e feriti e ingenti danni in diverse città, tra cui Gibellina, completamente rasa al suolo. È proprio qui che nel 1981, su invito di Ludovico Corrao (visionario sindaco di Gibellina che, dopo il terremoto nella valle del Belice, affidò la ricostruzione della cittadina ad architetti e artisti, tra cui Burri, Consagra, Accardi, Isgrò, Pomodoro, Paladino, Nunzio, Schifano, Quaroni, Venezia, Samonà, Mendini, Purini, Levi, Damiani, Sciascia, Dolci, Buttitta, Beuys), Alberto Burri realizzò una tra le sue opere più note, il Grande Cretto, tra le opere di Land Art più estese al mondo.

IL PROGETTO “VISIONI OBLIQUE” PER IL BELÌCE

Il progetto è stato ideato nei mesi del lockdown, momento in cui Cristina Costanzo stava conducendo ricerche “sulla storia di Gibellina, dal terremoto alla ricostruzione, con particolare attenzione al ruolo dell’arte contemporanea in un difficile processo di transizione e di risemantizzazione delle ferite”, spiega la curatrice ad Artribune. “Durante la pandemia continuavano a essere rimandati progetti espositivi già avviati, così ho provato a connettere artisti a me particolarmente cari e vicini ad artisti di cui apprezzavo il lavoro ma con cui non avevo ancora avuto la possibilità di lavorare”; a ogni artista è stato così chiesto di riflettere e interpretare il tragico evento storico, realizzando un “oggetto-libro”:  “si tratta di un progetto corale che scaturisce dalla selezione di artisti invitati a confrontarsi liberamente con la Valle del Belìce attraverso la ‘forma-libro’ e secondo la propria sensibilità”.

LA MOSTRA “VISIONE OBLIQUE” TRA PALERMO E GIBELLINA

“Nella fase di ideazione di ‘Visioni Oblique’, è stata fondamentale la volontà di uscire dallo stallo del lockdown provando a lavorare su un progetto dinamico e a lungo termine che fosse capace di connettere artisti distanti tra loro ma accomunati da ricerche affini per sensibilità”, continua Costanzo. “Quando il progetto si è fatto più concreto e si è configurato come una collezione di qualità, siamo stati concordi nella scelta di voler destinare queste opere a un’istituzione museale e alla fruizione pubblica”. Una prima esposizione dei lavori di Visioni Oblique è si è tenuta a Palermo, lo scorso ottobre, negli spazi di Église; il prossimo 21 maggio invece la mostra verrà inaugurata al Museo delle Trame Mediterranee – Fondazione Orestiadi di Gibellina, e vedrà la partecipazione di Paolo Assenza; Giuliana Barbano; Davide Bramante; Giovanna Brogna/Sonnino; Laura Cantale e Giuseppe Mendolia Calella; Anna Capolupo; Iole Carollo; Tiziana Cera Rosco; Mimmo Di Cesare; Giorgio Distefano; Maurizio Galimberti; Simone Geraci; Alberto Gianfreda; Paolo Grassino; Giuseppe Iannello; Ellie Ivanova; Francesco Lauretta; Filippo La Vaccara; Danilo Maniscalco; Marilina Marchica; Noemi Mirata; Marco Pace; Rossana Rizza; Massimo Siragusa; Carla Sutera Sardo; Samantha Torrisi.

– Desirée Maida

Gibellina (TP) // dal 21 maggio al 20 giugno 2022
Visioni Oblique. Libri d’artista, libri oggetto, fototesti per il Belìce
Museo delle Trame Mediterranee
https://www.fondazioneorestiadi.it/museo/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.