La collezione di Ludovico Corrao, il visionario sindaco di Gibellina, va in mostra a Tunisi

La collezione di manufatti artigianali della cultura araba e siciliana che il politico e intellettuale siciliano – fautore della ricostruzione di Gibellina all’insegna dell’arte contemporanea – tenne esposta nello storico edificio di Dar Bach Hamba a Tunisi, torna nella città africana per una mostra all’insegna del dialogo tra i popoli del Mediterraneo

Ceramiche Quallaline
Ceramiche Quallaline

Raccontare le connessioni, le sinergie e la comune matrice culturale dei popoli del Mediterraneo attraverso una mostra che racconta, a sua volta, la storia di una collezione e della visione di chi, della mediterraneità e della cultura, ha fatto il proprio ideale di vita e di etica. È questo Trame Mediterannee. La collezione Ludovico Corrao e Dar Bach Hamba di Tunisi, mostra in corso fino al 6 marzo al Presbiterio di Santa Croce nella Medina di Tunisi che racconta la genesi e la storia della collezione di oggetti e manufatti artigianali che il politico e intellettuale siciliano Ludovico Corrao – il visionario sindaco di Gibellina che, dopo il terremoto nella valle del Belice, affidò la ricostruzione della cittadina ad architetti e artisti (tra cui Burri, Consagra, Accardi, Isgrò, Pomodoro, Paladino, Nunzio, Schifano, Quaroni, Venezia, Samonà, Mendini, Purini, Levi, Damiani, Sciascia, Dolci, Buttitta, Beuys) le cui opere ne hanno fatto un museo a cielo aperto, oltre ad aver dato vita sempre a Gibellina alla Fondazione Orestiadi e al Museo delle Trame Mediterranee – ha raccolto per il Dar Bach Hamba, edificio settecentesco diventato negli anni Novanta un centro culturale dedicato all’artigianato e alle forme artistiche mediterranee a Tunisi.

Ludovico Corrao
Ludovico Corrao

LUDOVICO CORRAO E LA TUNISIA. STORIA DI UNA VISIONE MEDITERRANEA

“Molti siciliani ai primi del Novecento andarono in Tunisia per via delle persecuzioni politiche del fascismo e per la crisi economica; tra questi erano anche i parenti di mio padre”, racconta ad Artribune Francesca Corrao, figlia di Ludovico, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Orestiadi e Professore Ordinario di Lingua e Cultura Araba alla LUISS di Roma. “Negli anni Settanta mio padre andò a Tunisi per andare a trovare i suoi cugini – partii anche io –, e rimase affascinato dall’ambiente artigianale della città, così simile a quello siciliano. Una volta tornato a Gibellina, gli venne l’idea di riscostruire la memoria mediterranea attraverso la ricerca, nei mercati arabi, di oggetti e manufatti artigianali che gli ricordassero la sua infanzia. Queste opere recano simboli, intrecci e immagini floreali che ritornano anche nell’artigianato siciliano, facendo quindi parte della cultura decorativa non solo del Nord d’Africa ma anche dell’Europa del Sud, e la Sicilia fa da ponte culturale tra queste due sponde”. Nasce così la collezione che oggi è in mostra al Presbiterio di Santa Croce, e che per anni è stata esposta a Dar Bach Hamba. “Dall’incontro con l’allora Vescovo di Tunisi Monsignor Fouad Twal nacque l’idea di creare a Dar Bach Hamba un centro di attività di scambio artistico e culturale tra la Sicilia e la Tunisia che desse continuità e costanza agli antichi rapporti tra la Sicilia e la Tunisia, nel rispetto delle diverse comunità del mercato”, ci spiega il curatore della mostra Enzo Fiammetta, “l’idea era quella di aprire a Tunisi una sede dove raccogliere le testimonianze della collaborazione artistica e culturale degli artigiani tunisini e siciliani”.

Palazzo Bach Hamba Tunisi
Palazzo Bach Hamba Tunisi

LE ATTIVITÀ DI LUDOVICO CORRAO A DAR BACH HAMBA

Nasce così, nel 2002, “La Casa Sicilia”, che in diversi anni di attività ha promosso numerose iniziative come mostre d’arte e convegni, invitando studiosi ed esperti di arte islamica: “molte mostre di arte contemporanea sono state curate da Achille Bonito Oliva e hanno visto la partecipazione di artiste e artisti tunisini e italiani tra cui Nja Mahdawi, Muhammad Messaoudi, Baldo Diodato, e la collaborazione per opere e manifesti di artisti come Mimmo Paladino ed Enzo Cucchi”, continua Fiammetta. “All’interno del palazzo”, ci spiega Francesca Corrao, “erano contenuti anche manufatti che mio padre richiedeva agli artigiani locali. Dal 2012-2013 le attività iniziate da mio padre purtroppo sono state interrotte, ma non la sua eredità: oggi il palazzo è sede di un’associazione di artisti tunisinio che continua le attività culturali con gli artigiani del mercato”. Con la speranza di che la collezione un giorno possa tornare a Dar Bach Hamba: “il mio auspicio”, continua Corrao, “è che si possano trovare dei locali in cui continuare a esporre la collezione, perché rappresenta un’importante testimonianza del dialogo nel Mediterraneo, soprattutto in questo momento storico”.

Particolare abito tunisino
Particolare abito tunisino

LA MOSTRA TRAME MEDITERRANEE A TUNISI

Trame Mediterannee. La collezione Ludovico Corrao e Dar Bach Hamba di Tunisi segna quindi il ritorno della Fondazione Orestiadi a Tunisi con un progetto che – promosso dalla Fondazione Orestiadi con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Tunisia e la Municipalità di Tunisi – raccoglie costumi, gioielli, oggetti di rame e ceramica collezionati da Ludovico Corrao dagli anni Settanta e donati al museo creato prima a Gibellina e poi a Tunisi nel Dar Bach Hamba. Protagonisti della mostra sono il teatro dei pupi, allestito con le marionette originali provenienti dall’immigrazione di massa dei siciliani del XIX secolo, le poesie degli autori siculo- arabi, Giufà, il celebre personaggio della tradizione popolare araba tramandato quella siciliana e ancora vivo in entrambe le culture, e naturalmente le opere dell’artigianato tunisino: le ceramiche di Nabeul, i tessuti preziosi, le terrecotte modellate a mano, i manufatti lignei dell’Atelier Driba.

– Desirée Maida

Tunisi // fino al 6 marzo 2020
Trame Mediterannee. La collezione Ludovico Corrao e Dar Bach Hamba di Tunisi
Presbiterio di Santa Croce
www.fondazioneorestiadi.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.