Apre a Genova il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana

La nuova istituzione, che si sviluppa nella Commenda di San Giovanni di Prè su tre piani e 2800 metri quadrati, sarà interattiva ed empatica, recuperando l’eredità ancora viva del popolo italiano in viaggio

La Commenda di San Giovanni di Pré, sede del nuovo Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana. Ph Faber1893
La Commenda di San Giovanni di Pré, sede del nuovo Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana. Ph Faber1893

Nella storia italiana il porto della Lanterna è stato spesso l’ultima visione del nostro Paese per milioni di persone dirette in Australia, America, Africa e Asia. Un viaggio spesso senza ritorno, che ha reso Genova città di emigranti: a questa storia è dedicato il nuovo Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, l’istituzione che con autobiografie, diari, lettere, fotografie e giornali ricostruisce un pezzo della storia del nostro Paese. Ospitato all’interno della meravigliosa Commenda di San Giovanni di Prè, il MEI si sviluppa su tre piani e 2800 metri quadrati: attraverso una divisione tematica in 16 aree si possono ripercorrere le molteplici storie delle migrazioni italiane, quelle unitarie e preunitarie, le ondate novecentesche fino alla contemporaneità.

Galata Museo Del Mare, Genova. Ph Christine Zenino
Galata Museo Del Mare, Genova. Ph Christine Zenino

IL NUOVO MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA

Sono oltre 200 le storie di emigrazione raccolte nel museo, con cui i visitatori possono interagire, con oltre 1.300 immagini d’archivio accessibili tramite 70 postazioni multimediali e 25 proiettori laser. Un grande contributo alla nascita del MEI – che gemma dall’esperienza del Mu.Ma – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, e in particolare del Galata Museo del Mare, che ospita delle sezioni dedicate ai viaggi transoceanici e all’immigrazione – viene poi dall’archivio del Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana, che ha già raccolto online i documenti di viaggio di oltre 5 milioni di emigrati italiani. Lungo il percorso è anche possibile “sedersi” con le videoproiezioni 3D di alcuni migranti d’inizio ‘900, come Francesco Sivori, nonno dell’attuale Papa, in procinto di partire per l’Argentina. “É il museo degli italiani nel mondo, abbiamo firmato più di 40 protocolli d’intesa con varie realtà internazionali“, ha detto il presidente del comitato di indirizzo del MEI Paolo Masini. “Giudico il MEI la più grande operazione di memoria popolare collettiva del Paese, un’opportunità di turismo delle radici dei discendenti degli italiani emigrati nel mondo“.

La Commenda di San Giovanni di Pré, interno. Ph Maurizio Beatrici
La Commenda di San Giovanni di Pré, interno. Ph Maurizio Beatrici

IL MEI COME MUSEO GENOVESE E ITALIANO

La scelta su dove collocare il Museo nazionale dell’emigrazione Italiana non poteva che ricadere su Genova per quello che ha rappresentato nella storia dell’emigrazione italiana“, ha sottolineato il ministro della Cultura Dario Franceschini. Un museo, ha fatto eco il sindaco Marco Bucci, che “Genova e i genovesi dedicano a tutti quelli che sono qui, ma provengono da altrove, e a chi se n’è andato. Anche io sono stato migrante, e non dimentico la sensazione che si prova a partire e non sapere se si tornerà“. Un percorso empatico, che attraverso testimonianze e allestimenti ci ricorda un passato molto recente che finisce inevitabilmente per parlarci del nostro presente, e del nostro ruolo e responsabilità come meta d’immigrazione.

– Giulia Giaume
 


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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.