Persones Persons. Ecco come sarà la Biennale Gherdëina 2022

Persones Persons è l’ottava edizione della Biennale Gherdëina che si terrà a Ortisei e nella Val Gardena, progetto a cura del Leone d’Oro Lucia Pietroiusti con Filipa Ramos

Velasco Vitali, ARIA, 2014
Velasco Vitali, ARIA, 2014

Esistono selvatici sentieri che l’Arte può percorrere per farsi incontro alla Natura, tutelarla, mentre silenziose metamorfosi e cicliche migrazioni si influenzano in un processo di osmosi continuaA questi temi s’ispira Persones Persons, l’ottava edizione della Biennale Gherdëina, che si terrà dal 20 maggio al 25 settembre 2022 nella cornice del Patrimonio Mondiale Unesco delle Dolomiti, a Ortisei e nella Val Gardena. Con la collaborazione del Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano e la rassegna ecologica a cura di Sarah Solderer e Mara Vöcking.

Lucia Pietroiusti and Filipa Ramos. Photo by Thaddäus Salcher
Lucia Pietroiusti and Filipa Ramos. Photo by Thaddäus Salcher

BIENNALE GHERDËINA: 28 OPERE SITE SPECIFIC

In progetto è impostato sul nuovo illuminismo: al centro non c’è più l’uomo, ma tutto ciò che ha importanza ora, da un albero a un sasso. Le opere dei 28 artisti sono ovviamente site specific, nate dagli spazi nei quali saranno collocate: la Biennale ospita i lavori di Etel Adnan, Chiara Camoni, Alex Cecchetti, Gabriele Chaile, Revital Cohen e Tuur van Balen, Jimmie Durham, Simone Fattal, Barbara Gamper, Kyriaki Goni, Ignota, Karrabing Film Collective, Britta Marakatt-Labba, Lina Lapelytė, Eduardo Navarro, Angelo Plessas, Tabita Rezaire, Sergio Rojas, Giles Round, Thaddäus Salcher, Martina Steckholzer, Himali Singh Soin e David Soin Tappeser, Ana Vaz e Nuno da Luz e Bruno Walpoth. La ciclicità, concetto portante della manifestazione, rimanda ai mandala di sabbia disegnati sui fondali dal pesce palla: un’immagine evocata da Lucia Pietroiusti, co-curatrice della Biennale insieme a Filipa Ramos.

BIENNALE GHERDËINA: IL CONCEPT

La Natura ha un’intelligenza oltre-umana da proteggere: “Ci sono vari fiumi nel mondo che hanno ottenuto personalità giuridica contro lo sviluppo industriale. Urge un sostegno reciproco” ha spiegato Pietroiusti. Il mondo naturale è ineffabile e “l’ineffabile è proprio il territorio dell’arte”, ha aggiunto l’artista Chiara Camoni, citando il vitalismo diffuso di Rosi Braidotti e gli interrogativi esistenziali di Vladimir Jankélévitch. “Anche la Natura vorrebbe dire qualcosa”, ha proseguito Camoni. “A noi il compito di coglierne il linguaggio. Per l’arte è lo stesso: quando non sappiamo come esprimerci subentrano musica, teatro, poesia”. Deve nascere con la Natura un rapporto di sorellanza, fatto anche di ombre, dove il buio è funzionale quanto la luce.

– Francesca de Paolis

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Francesca de Paolis
Francesca de Paolis si è laureata in Filologia Moderna con indirizzo artistico all'Università La Sapienza di Roma, completando il proprio percorso con un CFA all'Istituto Europeo di Design. Collabora da alcuni anni con artisti e gallerie d'arte per la stesura di recensioni, comunicati stampa e fogli di sala. Amante della scrittura, dell'arte e della Neoavanguardia letteraria, sta scrivendo un saggio sui trovatori provenzali con un filologo della Sapienza.