L’intervento di Ignasi Aballí trasforma e corregge il Padiglione della Spagna a Venezia

L’artista Ignasi Aballí “corregge” il Padiglione Spagna alla Biennale di Venezia: una nuova costruzione interna occupa le pareti dell’edificio nazionale, che nel 2022 compie cent’anni

SPANISH PAVILION_Corrección, Ignasi Aballí, 2022. Photo Claudio Franzini. Cortesía de AECID
SPANISH PAVILION_Corrección, Ignasi Aballí, 2022. Photo Claudio Franzini. Cortesía de AECID

Correzione di Ignasi Aballí (Barcellona, 1958) è un progetto monumentale e altamente concettuale. Lartista, che rappresenta la Spagna alla Biennale di Venezia, ha scelto di intervenire direttamente sul padiglione nazionale ai Giardini, costruito nel 1922 dallarchitetto Javier Luque, con laggiunta di una facciata più sobria negli anni Cinquanta firmata Joaqúin Vaquero.  

Ignasi Aballi, Photo Roberto Ruiz
Ignasi Aballi, Photo Roberto Ruiz

PADIGLIONE DI SPAGNA, LA POSIZIONE ANOMALA AI GIARDINI 

Basta rivolgere unocchiata al padiglione, che si trova non lontano dallingresso, per accorgersi dellanomalia rispetto ai vicini padiglioni di Belgio e Olanda. L’edificio è un po’ storto” spiega Aballì – stranamente non allineato rispetto agli altri che si affacciano sullo stesso vialetto e che sono stati costruiti qualche anno prima. Nasce così l’idea di correggere questerrore, lanomalia della posizione attuale, ricostruendo ledificio in scala 1:1 e alterandolo, dando cioè un giro di 10 gradi che genera allinterno nuovi spazi. La rotazione è sulla carta un movimento minimo ma, in realtà, ha comportato uno sforzo titanico dal punto di vista progettuale. Ignasi conclude così: Devo ringraziare tutti i collaboratori del progetto e soprattutto Attiva spa, limpresa italiana che lo ha realizzato sotto la direzione dellarchitetto Maio. Sono stati fantastici. Le nuove pareti sono dipinte di un bianco diverso, per distinguersi dalle originali. Diversa è anche la dimensione dello zoccolino. La ricostruzione interna delledificio si scontra inevitabilmente con lesistente, creando cunicoli inaccessibili e intercapedini inspiegabili, strettoie e complicati passaggi. Sul soffitto, sono state rimosse le coperture dei lucernari per far penetrare liberamente la luce naturale, senza il pericolo di danneggiare opere darte che non sono presenti. La luce – insieme al pulviscolo, evidenziato dai raggi solari – è protagonista: modifica lo spazio nel corso della giornata e durante i mesi di apertura della Biennale. 

SPANISH PAVILION, Corrección, Ignasi Aballí, 2022. Photo Claudio Franzini. Cortesía de AECID
SPANISH PAVILION, Corrección, Ignasi Aballí, 2022. Photo Claudio Franzini. Cortesía de AECID

PADIGLIONE SPAGNA: TENSIONI FRA CONTENITORE E CONTENUTO 

Fra contenitore e contenuto si creano tensioni. Sono due spazi che convivono facendo concessioni luno allaltro, come spesso succede nella vita reale, spiega Bea Espejo, curatrice del Padiglione Spagna. La rotazione è un gesto fisico che implica una lettura simbolica. Funziona come meta-esposizione: invita a guardare due volte, quando in realtà, solo apparentemente, non c’è nulla o poco da vedere”. Un progetto artistico insolito e azzardato, ma senza dubbio stimolante, che genera dubbi e questioni.Ci vuole tempo per cogliere la complessità, forse non evidente, dellopera di Ignasi, continua Bea Espejo, l’ideale sarebbe soffermarsi un po’ più di tre minuti nel padiglioneLe contraddizioni e gli antagonismi che contiene sono infiniti: tra dritto e storto, pieno e vuoto, tra dentro e fuori, antico e nuovo, tra giusto e sbagliato, visibile e invisibile, tra copia e originale, architettura e scultura; tra una costruzione temporanea e una permanente. Nel padiglione è contenuta una scultura, ma è presente anche la pittura”. 

Horizontes, Ignasi Aballí, 2022. Cortesía del artista, Caniche y AECID
Horizontes, Ignasi Aballí, 2022. Cortesía del artista, Caniche y AECID

IL PADIGLIONE DELLA SPAGNA PROPONE UN ITINERARIO INEDITO PER LE CALLI DI VENEZIA 

L’intervento artistico di Ignasi Aballí alla Biennale 2022 non finisce qui. Altrettanto curiosa e insolita è l’iniziativa a carattere quasi performativo che, dal padiglione ai Giardini, induce a percorrere itinerari insoliti nel centro di Venezia: una sorta di caccia al tesoro sul filo dellarte. Completa, infatti, il progetto ledizione di sette piccoli libri che corrispondono a diverse fasi della creazione artistica di Aballí raccontando, allo stesso tempo, il suo legame con limmaginario veneziano. Una mappa – che viene consegnata dentro il padiglione – invita il pubblico ad uscire dal recinto dei Giardini. L’idea è percorrere la città per raccogliere gratuitamente i singoli libretti che si trovano in sei diversi luoghi, poco frequentati dai turisti, per lo più librerie, come la Toletta e Bruno, o negozi storici come La Beppa. I libri sono da conservare, nellapposito raccoglitore in dotazione, come ricordo di uninsolita visita veneziana tra calli e sestieri, ma anche come unautentica opera d’arte, firmata Ignasi Aballí. 

-Federica Lonati 

Biennale di Venezia 2022
Giardini, Padiglione Spagna
Correzione di Ignasi Aballí
Curatrice Bea Espejo
https://www.labiennale.org/it 

  

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Federica Lonati
Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca, ma anche di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 al 2005 ha lavorato nella redazione di Lombardia Oggi, supplemento settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero della stessa Prealpina, occupandosi delle pagine di arte, moda e classica. Dalla Spagna ha scritto articoli per Libero, Qui Touring, Corriere del Ticino e Sole 24 ore. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con Agrisole, supplemento settimanale del Sole 24 ore, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola. Oggi scrive articoli, interviste e reportage raccontando la Spagna contemporanea, la sua cultura e il suo mondo artistico. Come freelance, oltre all’impegno costante con Artribune (iniziato nel 2014), collabora con testate come Bell’Europa e Bell’Italia, Il Gambero Rosso, Interni e D di Repubblica.