Ad Antibes nuova spettacolare sede per la Fondazione Hartung-Bergman

Dopo due anni di restauri apre un percorso che si snoda tra la villa-studio, i giardini, le terrazze e gli spazi espositivi per recuperare l’eredità dei due espressionisti

Hartung Bergman Foundation at Antibes, France, 2022 Ph Claire Dorn Courtesy Fondation Hartung Bergman & Perrotin
Hartung Bergman Foundation at Antibes, France, 2022 Ph Claire Dorn Courtesy Fondation Hartung Bergman & Perrotin

Una nuova veste per celebrare l’eredità di Hans Hartung (1904-1989) e Anna-Eva Bergman (1909-1987), figure chiave dell’espressionismo astratto: con questo obiettivo riapre sulla Costa Azzurra, ad Antibes, la Fondazione Hartung-Bergman a maggio 2022, dopo due anni di ristrutturazione e ampliamento della villa-studio dei due artisti. Ristorante (gestito dalla cuoca storica del duo Marchelle), terrazze, parco di ulivi, studi e sale di proiezione: il nuovo volto della Fondazione – che i quasi trent’anni di esistenza ha aperto le sue porte al pubblico solo eccezionalmente e su prenotazione – aspira a rappresentare tutte le sfaccettature dell’eredità dei due. Il programma si apre con la mostra Archivi della creazione, che dall’11 maggio al 30 settembre va a esplorare uno dei comun denominatori del lavoro dei due artisti: la tendenza a conservare schizzi, lettere, fotografie e giornali.

Anna Eva Bergman et Hans Hartung dans leur atelier a Antibes 1975 © Francois Walch
Anna Eva Bergman et Hans Hartung dans leur atelier a Antibes 1975 © Francois Walch

HANS HARTUNG E ANNA-EVA BERGMAN

Anna-Eva Bergman e Hans Hartung – entrambi esponenti dell’espressionismo astratto, in Norvegia la prima (dove si trasferì dalla Svezia seguendo la madre) e tra la Germania e la Francia il secondo – si sono conosciuti nell’ambiente artistico parigino negli anni Venti. Sposati nel 1929, vissero a Parigi e in Germania, e successivamente a Minorca divorziando dieci anni dopo il matrimonio. Dopo vicissitudini (che hanno visto Hartung risposarsi e divorziare, allontanandosi dalla Germania nazista e combattere per la Francia) si risposarono nel 1957 stabilendosi ad Antibes nei primi anni Settanta. La Fondazione nasce in risposta a un desiderio esplicito dei due, espresso mentre erano ancora in vita proprio in funzione archivistica, e si costituisce come associazione no profit dal 1994. “La Hartung-Bergman Foundation è un miscuglio di oggetti pieni di energia che, se si è disposti a farla uscire, regala sorprese inaspettate e straordinarie”, spiega il direttore della fondazione Thomas Schlesser. “Né Hans Hartung né Anna-Eva Bergman sono universalmente considerati con il l’ammirazione e il rispetto che il loro considerevole corpus di opere esige da coloro che si prendono la briga di guardare da vicino. E questa è essenzialmente la ragion d’essere di questa Fondazione, per consentire a quante più persone possibile, dall’eminente curatore al novizio completo, di conoscere lui – un pioniere dell’astrazione informale e gestuale, ferito durante la guerra – e lei – disegnatrice di talento che è poi diventata un’artista di genio impossibile da classificare, da qualche parte tra il Beato Angelico e Ólafur Elíasson”.

LA FONDAZIONE HARTUNG-BERGMAN AD ANTIBES

Lo straordinario complesso architettonico, vero e proprio patrimonio del XX Secolo, comprende oltre alla stupenda villa ben 1500 mq di giardini, 500 mq di terrazze e 600 mq di spazi espositivi, a cui si sommano aree di meditazione, laboratori e un centro di accoglienza ad opera dell’architetto Cristiano Isnardi. Ma non solo: nel corso di quest’anno la Fondazione aprirà anche un centro di ricerca all’interno della villa, con progetti biennali – il primo dei quali dedicato al temae un ambiente di lavoro per i ricercatori ispirato alle “utopie” del Getty Center e di Villa Medici.

– Giulia Giaume

 

 

LINK

Fondation Hartung Bergman

https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/09/mostra-hans-hartung-perugia/

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.