Muore a Napoli a 87 anni Rosa Panaro, scultrice e attivista femminista

L’artista e docente è scomparsa lo scorso 5 marzo. La sua ricerca ha tratto ispirazione dall’immaginario mitologico e dalla Pop art, per un’arte votata all’impegno per l’emancipazione femminile. Panaro è stata tra le fondatrici del Gruppo XX

Rosa Panaro
Rosa Panaro

“Una vita da combattente per l’arte e per i diritti delle donne”: con queste parole il Comune di Napoli ricorda in una nota stampa Rosa Panaro, artista, docente e tra le protagoniste del movimento femminista scomparsa a 87 anni lo scorso 5 marzo nel capoluogo campano. La Città le aveva recentemente conferito una medaglia al merito. Rosa Panaro è ricordata per il suo impegno sociale e politico e per una ricerca artistica che predilige materiali naturali e industriali, dalla terracotta alla cartapesta, dal cemento alle resine, per un universo creativo che trae ispirazione dalla realtà e dagli esiti della Pop art a lei coeva, come le opere di Claes Oldenburg.

VITA E ARTE DI ROSA PANARO

Nata nel 1935 a Casal di Principe in provincia di Caserta, Rosa Panaro frequenta, dopo il Liceo artistico, il corso di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si diploma nel 1958. Nel 1959 partecipa alla Quadriennale di Roma. In questi anni inizia a delinearsi la sua ricerca artistica, fortemente caratterizzata politicamente. Da una mostra tenutasi alla Galleria San Carlo insieme a Mathelda Balatresi nascerà il Gruppo XX, fondato da Panaro insieme ad Antonietta Casiello e Mimma Sardella, collettivo che si pone come obiettivo la denuncia delle discriminazioni sociali cui è soggetta la donna. Queste istanze daranno vita a una mostra, inaugurata nel 1977 alla Galleria Lucio Amelio, frutto di un’esperienza vissuta proprio dalle artiste e intellettuali: un viaggio a Venezia, per andare a visitare la Biennale, durante il quale sono state vittime di discriminazione.

IL GRUPPO XX

“Il nostro gruppo nasce da una situazione oggettiva, e cioè dall’esserci ritrovate insieme per compiere un viaggio reale, e da una situazione più a monte e maggiormente significativa, che è quella di essere ‘donne’ consapevoli del proprio ruolo familiare e sociale, e coscienti di vivere una crisi che investe tutta la società mettendo in discussione i termini, finora stabili ed incontrovertibili, in cui ciascuna di noi, o meglio ciascuna donna, vive i propri rapporti con gli altri e con le istituzioni”, spiega il Gruppo XX, il cui nome fa riferimento ai cromosomi femminili. “Il viaggio compiuto a Venezia per la visita alla Biennale ha significato per noi in effetti entrare maggiormente nel nostro specifico; e cioè ha significato, nel nostro ruolo strettamente professionale far scaturire dalle osservazioni che riguardano sempre il problema della donna, ma questa volta del come la donna vive la sua professione e del come affronta il suo lavoro, del come cioè viene accolta dall’organizzazione maschile della produzione ‘materiale’ (il che significa ‘culturale’)”.

IL RICORDO DEL MADRE DI NAPOLI

“La Presidente della Fondazione Donnaregina Angela Tecce e la Direttrice artistica del museo Madre Kathryn Weir hanno appreso con dolore la notizia della scomparsa di Rosa Panaro, e salutano con affetto Tony e Antonella Stefanucci”, si legge in una nota del Museo Madre di Napoli. “Artista, scultrice, fin dagli anni ’50 allieva di Greco, Monteleone e Venditti, ha attraversato numerose fasi di sperimentazione caratterizzate dall’impiego di materiali e pratiche differenti, e negli anni ’70 dall’avvicinamento agli ideali del femminismo e dall’impegno radicale per la città di Napoli, anche attraverso la partecipazione al Gruppo XX, con il quale è stata esposta al Madre nella mostra ‘Utopia Distopia: il mito del progresso partendo dal Sud’”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.