È morto a 92 anni Mario Persico tra i fondatori di Gruppo 58 e Arte Nucleare

L’artista napoletano è morto nella sua casa del Vomero a 92 anni. Considerato uno dei più attivi e influenti animatori del dibattito culturale mediterraneo, la sua produzione ha spaziato tra pittura, scultura, opere-oggetto, teatro e attività editoriale.

Mario Persico
Mario Persico

È morto nella sua casa del Vomero, a Napoli, Mario Persico (1930 – 2022), tra i più attivi e influenti nella produzione e nel dibattito culturale meridionale, artista partenopeo che ha saputo attraversare la seconda metà del Novecento, fino agli ultimi anni, con inesauribile pratica innovatrice. È stato tra i firmatari, nel 1955, del manifesto dell’Arte Nucleare, assieme ad esponenti come Enrico Baj e Sergio Dangelo, mentre tre anni dopo ha partecipato alla fondazione del Gruppo 58 (espressione della pittura nucleare napoletana, che assume progressivamente connotazioni sempre più dada e surrealiste), con Guido Biasi, LUCA Luigi Castellano, Franco Palumbo, Mario Colucci e Lucio Del Pezzo. Noto per i suoi soggetti pittorici dismorfici e mostruosi, tra i suoi ambiti di ricerca si contano quello della scultura, degli oggetti praticabili, del teatro e dell’erotismo. Ha esposto in realtà pubbliche e private in Italia e all’estero, come Galleria Schwarz di Milano, Galleria Sherman di Chicago, Studio Inquadrature 33 di Firenze, Castel dell’Ovo e Madre di Napoli.

LA PRODUZIONE ARTISTICA DI MARIO PERSICO

È negli anni Sessanta che Mario Persico inizia a concentrarsi su un assetto tridimensionale della sua arte, realizzando le prime sculture – Segnali e Oggetti ammiccanti – in cui il rapporto abituale tra uomo e manufatto è rovesciato. Nel 1969, le sue Gru erotogaie compaiono in alcuni parchi pubblici di Stoccarda, durante la mostra a lui dedicatagli dalla galleria Senatore: opere tattili, opere-oggetto, scacchiere modificabili in diverse combinazioni, riflettono sulla relazione tra costruzione, funzione e uso e sottolineano l’indeterminazione tra artista e spettatore. Una linea di pensiero che viene approfondita anche in opere altrettanto significative come Sedie dell’Isteria Sedie della Tortura, del 1974-75. Segnante è stata l’esperienza fatta nel 1973 con il poeta e autore Edoardo Sanguineti alla Scala di Milano (Laborintus II e il Combattimento di Tancredi e Clorinda) a seguito della quale Persico comincia a pensare al teatro come libertà terapeutica, rigenerazione psichica. Ampio anche il suo impegno nell’attività editoriale, che si concretizza attraverso la rivista Documento Sud – prodotta nel ’59 assieme al Gruppo 58 – di cui Persico sarà redattore oltre che impaginatore dal terzo numero. Le sue opere sono oggi all’interno di importanti collezioni museali, come Museo e Real Bosco di Capodimonte e del Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo a Napoli.

MORTO MARIO PERSICO. IL CORDOGLIO DEL MONDO DELL’ARTE

Tra i vari messaggi di dolore e affetto circolati in rete a partire dalla diffusione della notizia della morte dell’artista, c’è quello del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che così lo ricorda: “Ci lascia oggi Mario Persico (1930 – 2022), uno dei protagonisti dell’Avanguardia a Napoli, autore di “Monumento all’amore seriale”, opera del 1965, presente nella sezione di arte contemporanea del Museo e Real Bosco di Capodimonte”, scrive il museo sulla sua pagina Facebook. “Sperimentatore di linguaggi e tecniche eterogenee, ha collaborato con le riviste Documento Sud (1959 – 1961) e Linea sud (1963 – 1967) ed è stato tra i fondatori del Gruppo 58. Negli anni Sessanta ha gradualmente abbandonato il formato del quadro per approdare a composizioni di oggetti realizzati con materiali di scarto ed extrapittorici, opere ludiche e praticabili, di cui è un esempio l’opera di Capodimonte. Dal 2001 ha avviato la pubblicazione di PATAPART rivista sperimentale legata all’istituto patafisico partenopeo, fondato da LuCa nel 1965”. Ad esprimere parole di cordoglio per la scomparsa di Mario Persico è anche il Museo Madre: “Apprendiamo con dolore della scomparsa di Mario Persico, tra le figure fondamentali del dibattito culturale nel Meridione. Persico ha animato col suo spirito irriverente l’avanguardia artistica a Napoli. Tra i protagonisti del Gruppo ‘58, Rettore Magnifico dell’istituto patafisico partenopeo dal 2001, anno in cui è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia, è autore di opere presenti nelle collezioni del Museo di Capodimonte e del Museo del 900 a Napoli di Castel Sant’Elmo. È stato protagonista della mostra a lui dedicata dal Madre nel 2012”, conclude. La Presidente Angela Tecce, la Direttrice Kathryn Weir e tutto il personale del museo Madre esprimono il loro profondo cordoglio”.

-Giulia Ronchi

https://www.madrenapoli.it/mario-persico/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.