HollAndMe. La street art olandese arriva in 6 città italiane: 6 murales in 6 mesi

Mantova, Santa Croce di Magliano, Lentini, Torino, Lecce, Napoli sono 6 le città coinvolte nel progetto di arte urbana sviluppato da INWARD insieme all’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia.

I diritti umani, il cambiamento climatico, l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio sono alcuni dei temi affrontati da 6 street artist olandesi durante il loro viaggio nel Belpaese durato 6 mesi. Stiamo parlando di HollAndMe – Dutch Street Art In Six Italian Cities, il progetto dedicato all’arte urbana, parte del più ampio programma culturale (S)punti di Vista dell’Ambasciata e del Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia sviluppato in partnership con INWARD – l’osservatorio nazionale che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito dell’urban (Street Art, urban design, graffiti, muralismo) nei settori pubblico, privato, non profit e internazionale. “Si è voluto rafforzare il sodalizio creativo e artistico che da sempre unisce Paesi Bassi e Italia”, dichiarano i promotori, “e riattivare la fruizione pubblica dell’arte e della creatività nei luoghi e nei diversi contesti da sempre deputati alla collettività”. Da Mantova a Santa Croce di Magliano, da Lentini a Torino, da Lecce a Napoli, sono 6 le città che, grazie alle loro rispettive ACU – Associazioni per la Creatività Urbana, hanno ospitato altrettanti artisti urbani olandesi, selezionati grazie ad una speciale collaborazione con Dennis Elbers di Blind Walls Gallery. Ne sono nati 6 murales che hanno portato all’attenzione del grande pubblico temi di stringente attualità. Vediamoli nel dettaglio…

– Claudia Giraud

1. MANTOVA

HollAndMe, Mantova, Erosie

A Mantova l’olandese Erosie e l’italiano 108, hanno lavorato insieme a un murale curato dall’ACU Caravan SetUp. In occasione della sesta edizione di Without Frontiers, Lunetta a Colori, festival di arte urbana per la valorizzazione culturale del quartiere Lunetta a Mantova, i due artisti, virtuosi della tecnica del writing, hanno realizzato Aperta, opera di riflessione sul senso della lettera “e”, segno grafico ma anche congiunzione copulativa. L’artista olandese e quello alessandrino hanno, così, lavorato all’evoluzione della lettera, scomponendola, mutandola e riunendola in forme astratte e simboliche, in grado di fondersi e, allo stesso tempo, di esaltare ciascuno dei due stili. Grazie alla posizione strategica dell’edificio, visibile da più punti del quartiere Lunetta e rivolto verso il centro storico, poi, il lavoro definisce simbolicamente l’unione fra Lunetta e il centro di Mantova, andando così a creare un ponte tra centro storico e periferia e destrutturando la tradizionale funzione divisoria dei muri.

2. SANTA CROCE DI MAGLIANO IN MOLISE

HollAndMe, Santa Croce di Magliano, Maaike Canne

La seconda tappa di HollAndMe è stata in Molise, dove il sodalizio creativo tra Olanda e Italia ha visto l’artista olandese Maaike Canne, chiamata dall’ACAG – Associazione Culturale Antonio Giordano, realizzare un murale in occasione della ottava edizione del PAG – Premio Antonio Giordano: un festival che, dal 2014, cerca di instaurare un forte dialogo tra le opere d’arte e il territorio. Va proprio in questa direzione Daydream, un’opera profondamente influenzata dagli spazi liminali, di architettura e natura, della città di Santa Croce di Magliano: questo murale onirico – dipinto su una tipica abitazione popolare che costeggia il centro storico della piccola città in provincia di Campobasso – rappresenta, infatti, una realtà tra due mondi che convivono fianco a fianco, che sembrano familiari ma surreali allo stesso tempo.

3. LENTINI

HollAndMe, Lentini, Nina Valkhoff

A Lentini Nina Valkhoff, muralista specializzata in grandi composizioni botaniche e nella raffigurazione di animali, ha potuto fare un’approfondita ricerca naturalistica della sua area più antica grazie all’ospitalità dell’ACU Badia Lost & Found. Qui, la sua attenzione è stata attratta dal “pollo sultano”, specie protetta e reintrodotta nel lago Biviere di Lentini, e dalla trama floreale di piante autoctone diffuse e impiantate su questo territorio, diventando così questi i soggetti scelti per la produzione. L’artista ha operato su un edificio che si affaccia sulla Corte Superiore del Palazzo Beneventano, sede operativa attuale di Badia Lost & Found e location di molti eventi culturali del territorio.

4. TORINO

HollAndMe, Torino, Vincent Huisbers

Ospitato dall’ACU Il Cerchio e Le Gocce, Vincent Huibers, nella quarta tappa del progetto, ha realizzato Open Minds See No Borders. Per farlo, è stato scelto un edificio più che mai simbolico: la facciata del Residence Universitario EDISU Olimpia, nel quartiere Vanchiglia di Torino, luogo popolato da una comunità di studenti eterogenea e multietnica e, quindi, location ideale da cui far partire un messaggio importante e positivo di conoscenza, apertura e uguaglianza verso il prossimo, senza distinzione di genere, etnia, età o estrazione sociale.

5. LECCE

HollAndMe, Lecce, RISE In the meaning of stand tall, work together and unite, Collin Van Der Sluijs

Il muralista Collin van der Sluijs, ospitato dall’ACU 167/B Street, è stato l’artista che ha firmato RISE – In the meaning of stand tall, work together and unite, l’opera della quinta tappa di HollAndMe. Dopo un confronto con l’associazione culturale sul tema degli uccelli locali, l’artista ha scelto il pettirosso (specie assai diffusa anche in Olanda) come elemento iconografico da riprodurre nei suoi tipici tratti fiabeschi.

6. NAPOLI

HollAndMe, Napoli, Joren Joshua, Theory

Ultima tappa a Napoli con l’operazione di Joren Joshua, a cura di Arteteca. L’illustratore e artista urbano è intervenuto su una grande parete del complesso di Monte Sant’Angelo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, già ricco di opere murali di artisti di fama internazionale nate dalla sinergia tra i Dipartimenti scientifici ed INWARD. Qui, ha voluto rendere omaggio alla città e al suo polo scientifico realizzando la grande opera Theory, raffigurante Giove che plana sulla Terra: un’iconografia classica che fa riflettere lo spettatore sul dialogo tra divino e umano ma anche tra scienza e natura.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).