A Roma cinquanta artisti reinterpretano i tovaglioli da ristorante: le immagini

Negli spazi della Nuova Pesa, a due passi da Piazza del Popolo, si omaggia L’Osteria dei pittori di Ugo Pirro e il cenacolo di artisti e intellettuali che cambiò l’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

L’Osteria dei pittori, Magni
L’Osteria dei pittori, Magni

Pagarsi il pasto… con un disegno: una pratica di tantissimi artisti che ha portato i ristoranti di mezza Italia a ritrovarsi con delle grandi collezioni. È proprio questa tradizione che vuole omaggiare la mostra collettiva organizzata alla galleria della Nuova Pesa di Roma, dedicando un’intera esposizione al disegno su tovagliolo. L’Osteria dei pittori, così si chiama la mostra ideata e curata da Roberto Gramiccia: il nome riprende l’omonimo libro di Ugo Pirro e la sua atmosfera di metà secolo, informale e intellettuale allo stesso tempo. Questa gemma letteraria narra infatti le vicende che ruotavano attorno alla trattoria romana dei Fratelli Menghi in via Flaminia, dove si riunivano grandi personalità della cultura e dell’arte degli anni Cinquanta e Sessanta, primo tra tutti Mario Mafai, ma anche Giulio Turcato, Dorazio, Consagra, Scarpitta, Sanfilippo, Accardi, Leoncillo, Attardi e ancora Fellini, Flaiano, Monicelli, Moravia e Penna. Sulle tovaglie e i tovaglioli dei Menghi, Mafai e gli altri improvvisavano piccole opere d’arte per pagarsi da mangiare e da bere, un gesto che riassumeva questo ambiente creativo e affettuoso, unico nel suo genere. È proprio questo spirito che Gramiccia ha voluto replicare negli spazi di via del Corso – a due passi da Piazza del Popolo e quella via Flaminia dove si trovava l’osteria – coinvolgendo ben cinquanta artisti in una mostra aperta al pubblico fino al 25 febbraio 2022.

CINQUANTA ARTISTI INTEPRETANO IL TOVAGLIOLO ALLA NUOVA PESA

I cinquanta artisti coinvolti, di respiro internazionale ma tutti operanti in area romana, hanno raccolto la proposta di realizzare delle opere su quei semplici tovaglioli di stoffa usati da Mafai e gli altri per permettersi le cene in trattoria. Sono presenti così opere di Alfani, Aquilanti, Basso, Bulzatti, Cademartori, Calabria, Calignano, Capogrosso, Caporossi, Ceccobelli, Ciuffetelli, Colagrossi, Crudi, Dessì, Di Stasio, Dormino, Filippetta, Florescu, Fusj, Galizia, Gandolfi, Gironda, Grosso, Levini, Limoni, Lotito, Magni, Modica, Mulas, Nalli, Nonnis, Nunzio, Padroni, Palmieri, Pietrosanti, Politi, Pulvirenti, Rotiroti, Ruffo, Salvatori, Sanna, Sarra, Savini, Schirripa, Scolamiero, Solendo, Soscia, Stucky, Turco e Verrelli. Tutte insieme, le cinquanta opere restituiscono un ambiente e una promessa di nuovo come dovevano essere quelli portati dal “cenacolo di artisti” che cambiò le sorti dell’arte italiana.

-Giulia Giaume

http://www.nuovapesa.it/ 

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.