Penumbra: la mostra veneziana di In Between Art Film è un inno alle immagini in movimento

Curata da Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, la collettiva internazionale di installazioni video aprirà al pubblico il 20 aprile 2022 in occasione della 59esima Biennale di Venezia all’Ospedaletto e alla Chiesa di Santa Maria dei Derelitti

Gli spazi che ospiteranno Penumbra

Uno spazio poco illuminato, intriso dell’atmosfera ultraterrena e rarefatta di Venezia: questo lo scenario a cui allude il titolo di Penumbra, la prima mostra della Fondazione In Between Art Film in apertura il 20 aprile 2022 durante la 59esima Biennale di Venezia. Curata dal direttore artistico e dal curatore della Fondazione, rispettivamente Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, la collettiva andrà a trasformare gli spazi dell’Ospedaletto e della Chiesa di Santa Maria dei Derelitti in un dispositivo cinematografico per promuovere la cultura delle immagini in movimento, creando una riflessione interdisciplinare sulla trasformazione materiale e metaforica portata da queste ultime: “La mostra Penumbra raccoglie otto nuove installazioni video commissionate ad altrettanti artisti internazionali”, hanno raccontato Rabottini e Bigazzi, spiegando come queste “ci accompagnano attraverso i molteplici significati del concetto di ‘zona grigia’, raccontando stati transitori e spazi di trasformazione: dalle tenebre alla luce, dall’umano al non-umano, dalla storia alla finzione e dalla verità all’incertezza. A partire dall’interpretazione letterale di penombra come effetto dell’eclissi solare sulla Terra, ci muoviamo attraverso l’interpretazione metaforica di uno spazio dove la linea di demarcazione tra categorie opposte si rivela ambigua e fallace. Il titolo della mostra si riferisce anche all’assenza di luce, condizione necessaria per la visione delle immagini in movimento. Difficile immaginare un miglior contesto di Venezia per una mostra fatta di oscurità e lampi improvvisi di luce”, concludono.

Il Complesso dell'Ospedaletto
Il Complesso dell’Ospedaletto

GLI ARTISTI IN MOSTRA CON PENUMBRA A VENEZIA

Penumbra presenterà una serie di nuove produzioni video di Karimah Ashadu (1985, Regno Unito), Jonathas de Andrade (1982, Brasile), Aziz Hazara (1992, Afghanistan), He Xiangyu (1985, Cina), Masbedo (Nicolò Massazza, 1973 e Iacopo Bedogni, 1970, Italia), James Richards (1983, Regno Unito), Emilija Škarnulytė (1987, Lituania) e Ana Vaz (1986, Brasile). Tutte e otto le installazioni affronteranno, a modo proprio, i temi urgenti della contemporaneità in un serrato dialogo con le diverse aree del Complesso dell’Ospedaletto, dove più epoche e funzioni si sono sovrapposte organicamente, anche grazie all’allestimento curato da Ippolito Pestellini Laparelli e dal suo studio 2050+. “In questi anni, ci siamo progressivamente dedicati a commissionare e produrre opere originali: la scelta di accompagnare gli artisti nel processo di realizzazione delle loro visioni si inserisce nella missione della Fondazione di espandere il ruolo e il potenziale delle immagini in movimento nel nostro presente”, ha spiegato Beatrice Bulgari, presidente di In Between Art Film e sua fondatrice nel 2019. “Venezia è una città unica e con la Biennale diventa un palcoscenico internazionale, per questo è stata la scelta più naturale per la nostra prima mostra. Sono felice di portare otto nuove commissioni all’attenzione di un pubblico mondiale, nella speranza di contribuire alla vita artistica della città e al dibatto su alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo”.

IL COMPLESSO VENEZIANO DELL’OSPEDALETTO

Gli spazi del Complesso dell’Ospedaletto”, hanno specificato Rabottini e Bigazzi riguardo agli spazi che andranno ad accogliere la loro Penumbra, “evocano una polifonia di storie, epoche e funzioni. Per secoli questo è stato un luogo di cura e di speranza, e oggi la sua struttura rivela una molteplicità di narrazioni stratificate nel tempo”. Costruito nel 1517 come struttura provvisoria per accogliere i bisognosi, l’Ospedaletto è diventato uno dei più importanti ospedali della città repubblicana. Dopo la costruzione di reparti permanenti e l’aggiunta la Chiesa di Santa Maria dei Derelitti, influenza da Andrea Palladio, il Complesso fu sottoposto a progressivi ritocchi che rispecchiavano il gusto dell’epoca, come gli interventi barocchi di Baldassare Longhena sulla facciata della chiesa e le decorazioni di alcuni degli artisti più celebri del momento, tra cui Giambattista Tiepolo. All’Ospedaletto sono stati aggiunti anche un cortile, un loggiato, una scala a chiocciola, progettata da Giuseppe Sardi, e una sala concerto ellittica decorata dai dipinti illusionistici di Jacopo Guarana, discepolo di Tiepolo. Il suo ruolo è cambiato di pari passo con gli ammodernamenti: oggi, grazie all’iniziativa di Venews Arts Ospedaletto Contemporaneo, è a tutti gli effetti un prezioso spazio culturale.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.