Array Collective vince il Turner Prize 2021 grazie all’opera-performance “The Druithaib’s Ball”

Il prestigioso riconoscimento promosso dalla Tate di Londra ha assegnato il primo premio da 25mila sterline al collettivo di artisti e attivisti di base a Belfast, nell’Irlanda del Nord. Per la prima volta, l’edizione 2021 ha visto in shortlist solo gruppi di artisti, impegnati nei temi sociali più stringenti dell’attualità

Array Collective - Photo credit: Doug Peters/ PA Wire
EDITORIAL USE ONLY General views at The Herbert Art Gallery and Museum in Coventry as the Turner Prize Shortlist is announced. Picture date: Friday September 24, 2021. Photo credit should read: Doug Peters/ PA Wire

Trasformare lo spazio della galleria in un pub come gesto di protesta nei confronti di una società divisa: è quello che ha fatto il gruppo di artisti e attivisti irlandesi Array Collective, tanto da convincere la giuria e aggiudicarsi l’ambito Turner Prize 2021. Istituito nel 1984 e dedicato alla memoria del rivoluzionario pittore britannico JMW Turner, il Turner Prize ha visto quest’anno svolgersi un fatto inedito: per la prima volta, infatti, la shortlist è stata composta interamente da collettivi di artisti e “project-run-artist”, impegnati nei temi più caldi dell’arte e dell’attualità britannica: oltre agli Array Collective, in lista anche Black Obsidian Sound System, Cooking Sections, Gentle/Radical e Project Art Works. Nessuno di questi era mai stato candidato prima. Il premio di 25mila sterline è stato consegnato da Pauline Black, attrice e cantante dei 2 Tone, durante una trasmissione in diretta sulla BBC, mentre un’ulteriore somma di 10mila sterline è stata ricevuta da ciascuno degli altri finalisti. I vincitori hanno affermato che il denaro servirà a garantire agli 11 artisti facenti parte del collettivo uno studio a Belfast, nell’Irlanda del Nord.

GLI ATTIVISTI DI ARRAY COLLECTIVE VINCONO IL TURNER PRIZE 2021

Diritti civili, diritto all’aborto, femminismo, uguaglianza, solidarietà, valorizzazione delle differenze e delle minoranze sociali, condivisione: sono diversi e di grande attualità i temi al centro del lavoro di Array Collective (i cui membri sono Sighle Bhreathnach-Cashell, Sinead Bhreathnach-Cashell, Jane Butler, Emma Campbell, Alessia Cargnelli, Mitch Conlon, Clodagh Lavelle, Grace McMurray, Stephen Millar, Laura O’Connor e Thomas Wells), messi in pratica attraverso performance e dimostrazioni pubbliche che mescolano l’azione artistica con l’attivismo. “Quello di cui si occupano è davvero serio“, ha commentato, riferendosi al lavoro dei vincitori, Alex Farquharson, direttore della Tate Britain e presidente del Turner Prize, secondo quanto riportato da Artnet News. E ha sottolineato il modo in cui il gruppo affronta “le questioni LGBT e le prospettive femministe sui problemi di oggi in una società profondamente divisaCiò che la giuria ritiene notevole è l’incredibile leggerezza del tocco, del gioco, della convivialità intesa nel senso di ospitalità che apporta“.

THE DRUITHAIB’S BALL: L’OPERA DI ARRAY COLLECTIVE VINCITRICE DEL TURNER PRIZE

Impegno e “joie de vivre” sono anche le componenti che hanno caratterizzato The Druithaib’s Ball, l’opera vincitrice del Turner Prize 2021 in cui gli artisti hanno ricreato un “síbín” o “shebeen”, termine diffuso soprattutto in epoca proibizionista per indicare un bar o un club illegale in cui le bevande alcoliche venivano vendute senza licenza. In un comunicato stampa, gli organizzatori del premio hanno affermato che “L’arte di speranza e dinamica del gruppo affronta questioni sociali e politiche urgenti che colpiscono l’Irlanda del Nord con umorismo, serietà e bellezza“, hanno affermato gli organizzatori del premio. Tanto che la giuria, composta da Aaron Cezar, direttore della Fondazione Delfina, Kim McAleese, direttore del programma di Grand Union, l’attore britannico Russell Tovey e Zoé Whitley, direttrice della Chisenhale Gallery di Londra Tate, ha affermato di essere rimasta “impressionata dal modo in cui il collettivo è stato in grado di tradurre il proprio attivismo e i propri valori nell’ambiente della galleria, creando una mostra accogliente, coinvolgente e sorprendente“. La documentazione dell’evento di Array Collective, assieme a quella degli altri candidati al premio, rimarrà in mostra fino al 12 gennaio negli spazi dell’ Herbert Art Gallery & Museum di Coventry.

Giulia Ronchi

Premio Turner 2021
Fino al 12 gennaio 2022
Ingresso gratuito
Herbert Art Gallery & Museum
Jordan Well, Coventry CV1 5QP

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.