La storia umana attraverso la tecnologia. Una mostra al FACT di Liverpool

Come una sorta di “museo alternativo”, la mostra propone opere che si servono di scienza e tecnologia per interrogarsi sul passato dell’umanità

Future ages will wonder. FACT, Liverpool ©2021. FACT. All Rights Reserved
Future ages will wonder. FACT, Liverpool ©2021. FACT. All Rights Reserved

Future ages will wonder, ovvero “Le età future si interrogheranno”. Ma rispetto a cosa? La nuova mostra al FACT di Liverpool prova a spiegare quanto e come le grandi scoperte scientifiche, se reinterpretate, possano fornire nuove prospettive di comprensione della storia umana. A cosa servono, alla fine, le scoperte scientifiche sull’essere umano se non a capire, definire e circoscrivere meglio proprio la natura dell’essere umano stesso? Dal DNA microcellulare alla proliferazione delle immagini digitali: da sempre scienza e tecnologia sono mezzo di raccolta e condivisione di informazioni volte alla comprensione della complessità e al tempo stesso dell’essenza della natura umana. Molto è stato scoperto e di conseguenza tanti modelli – scientifici e non – sono stati teorizzati per essere poi confermati o confutati nel tempo. Affinché, poi, tali scoperte complesse potessero essere comprese dai più, le discipline estetiche si sono da sempre prodigate nel tradurle in un idioma universalmente valido, accostando personali messaggi e interpretazioni.

LA OPERE DELLA MOSTRA FUTURE AGES WILL WONDER AL FACT

Al FACT di Liverpool, finanziato dall’Arts Council England e dal Liverpool City Council, sono esposte quattordici opere di sette artisti che sovvertono, ritrattano, propongono vie e punti di vista innovativi e alternativi per comprendere il passato della scienza e della tecnologia, reinterpretando le scoperte operate in tali ambiti e proponendo una chiave di lettura alternativa delle stesse nell’influenzare tradizioni, usi e costumi della civiltà contemporanea. Una sorta di museo “alternativo” che, attraverso una vasta gamma di materiali e creazioni artistiche, dai tessuti, sculture e fotografie realizzate attraverso la realtà virtuale, algoritmi informatici e DNA sintetico, rivolge l’attenzione alle storie alternative, alle questioni politiche ed etiche che si rintracciano nelle scoperte appartenenti alle più disparate discipline, dall’archeologia alla botanica, dalla genetica all’informatica. Gli spettatori, visitando Future ages will wonder sono invitati a interrogarsi e meravigliarsi – come wonder nella sua doppia accezione suggerisce – rispetto a ruolo della scienza e della tecnologia nell’influenzare il progresso umano e umanistico.

– Marta Pizzolante

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Marta Pizzolante, classe 1997, vive a Milano, è laureata in Psicologia e studia Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Trento. Si occupa di indagare il rapporto tra scienza ed estetica, facendo ricerca nell’ambito delle neuroscienze e scrivendo articoli per alcune riviste d’arte.