I finalisti del Richard Mille Art Prize in mostra al Louvre Abu Dhabi

Sette artisti, inclusa l’italiana Cristiana de Marchi, sono in lizza con una mostra sul tempo e il territorio. Tra quattro e sei artisti andranno nella selezione definitiva, e uno di loro vincerà il primo premio.

Louvre Abu Dhabi’s plaza © Louvre Abu Dhabi, Photography Mohamed Somji
Louvre Abu Dhabi’s plaza © Louvre Abu Dhabi, Photography Mohamed Somji

Sono le ultime battute del  Richard Mille Art Prize, il premio nato dalla partnership tra il  Louvre Abu Dhabi  e la marca di orologi svizzera  Richard Mille. Sono sette gli artisti in mostra nel gemello emiratino dell’istituzione francese per la prima edizione di Art Here, aperta il 18 novembre, sperando di superare la finale e approdare alla mostra dei vincitori. I finalisti in gara, tutti basati negli Emirati Arabi, sono stati scelti tra oltre 200 candidati con un bando aperto la scorsa estate: sono l’artista italiana di origini libanesi Cristiana de Marchi, Latifa Saeed e Mohammed Kazeem di Dubai, il palestinese Mays Albaik, Tarek Al-Ghoussein del Kuwait, Taus Makhacheva di Mosca e l’artista bahreinita-americano Nasser Alzayani. Ad approdare nella mostra dei vincitori sarà parte di questi artisti, tra quattro e sei, ma uno solo di loro si aggiudicherà il generoso primo premio da 50mila dollari, un forte acceleratore per qualsiasi emergente. 

Louvre Abu Dhabi. The Dome e l'albero di Giuseppe Penone
Louvre Abu Dhabi. The Dome e l’albero di Giuseppe Penone

LE OPERE IN MOSTRA 

La mostra è incentrata sul tema del tempo (caro allo sponsor!) che viene qui intrecciato alla memoria e al territorio. Ci sono le mappe ricamate a mano di Cristiana de Marchi in  Mapping Gaps, con 11 pannelli raffiguranti altrettanti quartieri di Beirut; le tavolette di sabbia  Watering the distant, deserting the near  di Nasser Alzayani, che cadono lentamente a pezzi portando alla luce una scritta in arabo, simbolo di una sorgente morente in Bahrein; un talismano high-tech che comprende un video e un set di gioielli creati da Taus Makhacheva nella sua  Mining Serendipity;  i mattoni di vetro di Latia Saeed in  The Pathway, ispirati alla pavimentazione di Dubai; le  Photographs with Flags  di Mohammed Kazem, una serie di riflessive fotografie dell’artista realizzate dal suo mentore; la serie fotografica in corso di Tarek Al-Ghoussein  Odysseus, che presenta a sua volta figure solitarie che guardano il paesaggio; e le sculture simil-antropomorfe di  Awaiting Weightlessness  di Mays Albaik, con video interconnessi riprodotti su più schermi. 

Louvre Abu Dhabi. The Dome
Louvre Abu Dhabi. The Dome

LA COLLABORAZIONE TRA LOUVRE ABU DHABI E RICHARD MILLE 

Il Louvre Abu Dhabi, aperto quattro anni fa, e Richard Mille, marchio di orologi premium nato nel 2001, hanno deciso di istituire questo premio artistico perché valorizzasse i talenti della regione seguendo le orme di premi d’arte come il Duchamp Prize, lo Hugo Boss e il Turner Prize, che rispettivamente in Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna contribuiscono all’elevazione dei talenti locali. Una promettente collaborazione, ancora più interessante se individuata nel solco di una più ampia vicinanza culturale tra la Francia e gli Emirati Arabi Uniti. 

-Giulia Giaume 

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.