I motori come ispirazione artistica: 9 artisti passati alla storia

In occasione dell’EICMA, importantissima fiera di Milano su cicli e motocicli, ecco una selezione di alcuni grandi artisti che hanno creato delle opere d’arte ispirate alle due e alle quattro ruote. Dai futuristi alla Pop Art, dai fotografi agli scultori.

L’Esposizione internazionale Ciclo Motociclo e Accessori, meglio nota come EICMA, è la più importante rassegna mondiale dedicata alle due ruote. Si tiene regolarmente a Milano e quest’anno cade dal 25 al 28 novembre 2021. Oltre a toccare l’animo di migliaia di visitatori ogni anno, le suggestioni motociclistiche e automobilistiche sono anche strettamente legate alla storia dell’arte novecentesca e contemporanea, dalla fotografia alla pittura. Passiamo in rassegna una piccola selezione di artisti che hanno creato alcuni dei loro lavori migliori ritraendo i motori.

– Giulia Giaume

1. I FUTURISTI

Velocità d’automobile di Giacomo Balla

Quando si parla di velocità, non si può fare a meno di parlare dei futuristi. Nel Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti del 1909 si legge chiaramente: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia”. Il concetto di divinizzazione del progresso, impersonato dalle macchine, è ben visibile nelle opere di Giacomo Balla, per esempio in Forme – rumore di motocicletta o in Velocità d’automobile, e di Umberto Boccioni, come gli Addii, ma anche in dipinti come Gran Premio di Cesare Andreoni, Il motociclista di Achille Funi, in Auto +città + velocità di Roberto Marcello Baldessari.

2. JACQUES HENRI LARTIGUE

Jacques Henri Lartigue, Grand Prix de l’ACF

Come non citare poi Jacques Henri Lartigue (Courbevoie, 1894 – Nizza, 1986), il fotografo che deve parte della sua fama e il suo ruolo di precursore della fotografia di strada allo storico scatto del Grand Prix de l’ACF, automobile Delage, realizzata sul Circuito di Dieppe nel giugno 1912. Per via del taglio dei soggetti e della sovraesposizione, Lartigue aveva inizialmente bollato questa creazione come un errore, riponendola in un cassetto per trent’anni – solo molto più tardi l’avrebbe riestratta, facendola diventare una vera e propria icona della fotografia.

3. PLINIO CODOGNATO

Centauro Plinio Codognato

Il cartellonista e grafico veronese Plinio Codognato (Verona, 1878 – Milano, 1940), allievo di Mosè Bianchi, è stato per vent’anni il pubblicitario ufficiale della FIAT. A lui dobbiamo capolavori della grafica come il manifesto FIAT in pista, disegnato nel ’23 dopo la vittoria al Gran Premio d’Italia a Monza, Il Centauro, che solleva con una mano la 509 sovrastando il Lingotto di Torino e Il Balilla, chiaro esempio di cartellonistica di regime, così come la Rivista Fiat.

4. TAMARA DE LEMPICKA

Autoritratto (Tamara in una Bugatti verde)

Il dipinto di Tamara de Lempicka (Varsavia, 1898 – Cuernavaca, 1980) Autoritratto (Tamara in una Bugatti verde), probabilmente il più famoso mai realizzato dall’artista polacca, era frutto di una commissione. Nel 1929 era stato infatti chiesto all’artista di realizzare un autoritratto per la copertina della rivista di moda tedesca Die Dame: lei rispose con un’opera che la ritraeva come una vera donna moderna, indipendente e alla moda, che con il suo sguardo freddo e altezzoso diventò presto il simbolo di un’epoca. L’uso simbolista del colore unito alle proporzioni cinquecentesche rendevano il soggetto principale mitologico e desiderabile…e quale migliore veicolo di questa inarrivabilità di una splendida Bugatti degli anni Venti?

5. FLAMINIO BERTONI

DS Citroen

Il designer e scultore Flaminio Bertoni (Masnago, 1903 – Antony, 1964) è considerato uno dei più importanti stilisti di automobili di sempre. Specializzatosi alla Macchi di Varese, disegnò molti modelli soprattutto per la Citroën, tra cui spicca senz’altro la DS. L’automobile Désirée Spéciale, il cui nome creava la ricercata ambiguità con la parola déesse, “dea”, aveva una forma slanciata e aerodinamica, ed era nota per la tecnologia innovativa, attuale fino al termine della produzione nel 1975. Presentata al Salone dell’Automobile di Parigi del 1955, ne sono stati venduti circa un milione e mezzo di esemplari.

6. LA POP ART

In the car di Lichtenstein

L’automobile compare spesso nelle opere degli artisti Pop, come simbolo sociale e consumistico: accade nella serie Cars creata da Andy Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987) per la Mercedes-Benz nel 1986, raramente esposta al pubblico. Warhol aveva anche partecipato alla serie Art Car di BMW, che vedeva l’auto come tela, una tecnica già usata negli anni Venti dalla pittrice francese Sonia Delaunay-Terk. La macchina poteva anche avere una funzione strettamente narrativa, come nell’opera In the car di Roy Lichtenstein (New York, 1923 – New York, 1997) del 1963, ispirata a un pannello illustrato da Tony Abruzzo nella serie a fumetti Girls’ Romances. L’auto è qui il luogo dove accadono eventi melodrammatici, la cui intensità è sottolineata dalla velocità, data dalle cartoonesche linee parallele orizzontali.

7. ERCOLE COLOMBO

Ercole Colombo

Se c’è un fotografo il cui nome è legato indissolubilmente alla Formula 1 è Ercole Colombo (Monza, 1944): con oltre 700 Gran Premi alle spalle e quarant’anni di scatti, è diventato celebre per fotografie come il bacio sulla nuca da Ferrari a Villeneuve a Imola, o i segni lasciati dalla McLaren di Hamilton sulla pista in Bahrain, nel 2008. O ancora Niki Lauda che si rilassa nell’abitacolo leggendo un giornale, negli anni Ottanta, o lo specchio fatto installare da Schumacher sulla paletta del pit stop per vedere cosa accadesse alle sue spalle. Colombo, autore di collezioni fotografiche come la grande I love Ferrari del 2008, è stato nominato nel 2020 Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

8. CHRIS GILMOUR

La cinquecento di cartone di Chris Gilmour

Lo scultore inglese Chris Gilmour (Stockport, 1973), specializzato nella creazione di sculture a grandezza naturale fatte di cartone riciclato e colla, ha spesso scelto come modello d’elezione degli oggetti comuni, e in particolare biciclette, moto e auto. Trasferitosi a Udine alla fine degli anni Novanta, ha dato forma ad alcune macchine celebri come la Fiat 500, la Lambretta e l’Aston Martin DB5 di James Bond, con una precisione nei dettagli che scende fino all’esatta targa della filmografia e alle diverse componenti tecnologiche e meccaniche.

9. ANDREA DEL PESCO

Andrea Del Pesco, Jenson Button nel 2009

Il pittore Andrea del Pesco (Milano, 1975) è un artista di Motoring Art: i suoi dipinti si ispirano al mondo delle competizioni automobilistiche, spaziando dall’iperrealismo all’astrattismo. Diplomatosi a Brera, crea opere molto dettagliate e attente ai progressivi cambiamenti del design delle auto: un alettone più largo, il sempre maggiore allargamento degli pneumatici, persino l’abbigliamento dei diversi piloti, che vengono ritratti nel momento dell’azione alla guida dei miti della velocità. C’è Schumacher a Monaco nel 2001, marcato stretto da Raikkonen, un pit stop di Barrichello nel 2000 con tutto il team Ferrari, Alonso sulla Renault e il campione del mondo 2009 Jenson Button, in cui i confini cominciano a perdersi con un estremo “pastello furore”.

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.