Perché l’artista Hamlet Lavastida è in un carcere a Cuba?

Sarà per colpa della nostalgia della rivoluzione cubana, fatto sta che nessuno o quasi parla di un caso che, se fosse capitato altrove, avrebbe fatto indignare tutto il mondo dell’arte. Il protagonista, suo malgrado, è l’artista cubano Hamlet Lavastida, incarcerato a Cuba dopo una mostra a Berlino.

Hamlet Lavastida, Brigadas internacionales de respuesta rapida, 2013, performance
Hamlet Lavastida, Brigadas internacionales de respuesta rapida, 2013 - performance

Gli esseri umani sono tutti uguali, è risaputo; ma alcuni sono più uguali degli altri. Lo stesso vale per le nazioni. È il caso di Cuba, da sempre guardata bonariamente, sopratutto da parte dell’Italia. Al tempo di Fidel, la dittatura veniva giustificata per cause di forza maggiore; da quando Castro è morto, l’isola non appare molto nei nostri canali di informazione, e quel poco che passa sembra suggerire un miglioramento della situazione. Ma così non è.
Il mondo dell’arte è per fortuna sempre pronto a mobilitarsi per ogni causa etica, morale e umanitaria. Ma alcuni fatti non riescono proprio a rientrare nei suoi radar. È il caso di Hamlet Lavastida.

CHI È HAMLET LAVASTIDA

Hamlet è un bravo artista cubano; è giovane, è nato nel 1983. E come molti di noi, come molti di coloro che leggono quotidianamente Artribune, è riuscito in qualche modo a crearsi un profilo internazionale e a esporre in giro per il mondo. Qualche mese fa era a Berlino, dove ha partecipato a una residenza presso la Kunstlerhaus Bethanien, luogo conosciuto e amato dagli artisti e curatori italiani.
Ma il 21 di giugno, al suo rientro sull’isola, viene detenuto con la scusa del Covid per un periodo di quarantena sotto “la custodia dello Stato”, come riportato anche da Amnesty International. Dopo qualche giorno, la madre dell’artista riceve una telefonata alle 23 con la quale viene informata che suo figlio è stato incarcerato in una prigione di massima sicurezza per detenuti politici. Da allora non si sono avute più molte notizie su di lui, tranne, sembra, una telefonata con la madre, effettuata evidentemente sotto controllo della polizia. Sembra che di recente abbia richiesto l’aiuto di uno psicologo in carcere, una notizia di certo non rassicurante.

Hamlet Lavastida, Vida profilactica, 2014
Hamlet Lavastida, Vida profilactica, 2014

PERCHÉ LAVASTIDA È STATO ARRESTATO

La scusa dell’arresto sarebbe “l’incitamento al crimine e alla disobbedienza civile” per aver proposto, attraverso Telegram sul canale del gruppo 27N, la realizzazione di una performance (mai avvenuta) in cui si sarebbe stampato il logo del movimento San Isidro e quello del gruppo 27N sulle banconote.
In realtà Hamlet Lavastida è stato incarcerato in quanto una delle voci più attive da anni, soprattutto al di fuori dell’isola, contro la dittatura cubana e membro della piattaforma 27N. Il gruppo nasce il 27 novembre 2020, quando artisti, scrittori, registi e intellettuali cubani si trovano per manifestare (una cosa senza precedenti nel Paese) fuori dal Ministero della Cultura dell’Avana. Una folla di più di 300 persone rimane per 12 ore di fronte all’edificio fino a quando 32 rappresentanti sono fatti entrare per esporre le loro richieste. Chiedono al governo uno stop alle continue violenze sui membri del movimento San Isidro (altro gruppo di intellettuali e musicisti critici col regime) e su artisti e intellettuali in generale, e di eliminare le varie forme di censura e di repressione della libertà di espressione. Ovviamente nulla di questo viene accolto.

LA MOSTRA DI LAVASTIDA A BERLINO

Tutto il lavoro di Lavastida è basato sulla riflessione politica e la protesta nei confronti della dittatura comunista (e della sua propaganda) ormai da molti decenni al potere. Dal 2011 al 2015 è stato cacciato da Cuba per le sue attività contro il regime. Nella mostra di aprile e maggio presso gli spazi del Bethanien ha presentato due installazioni immersive realizzate in carta ritagliata, una delle sue principali cifre stilistiche assieme al collage, i video e le performance.
Un’installazione consisteva nella trascrizione sia dell’interrogatorio del fotografo Javier Caso, avvenuta nel 2020 da parte di agenti statali (una registrazione che Caso è riuscito a far arrivare segretamente ad alcuni media), sia di una lettera del poeta Heberto Padilla scritta al governo rivoluzionario nel 1971 contro la censura (ha collaborato rileggendo pubblicamente questo testo anche con l’artista Coco Fusco). Sul muro opposto dello spazio espositivo era esposto un archivio di testimonianze del periodo in cui le dottrine socialiste divennero legge negli Anni Sessanta.

Hamlet Lavastida durante la residenza alla Künstlerhaus Bethanien, Berlino 2021. Photo Peter Rosemann
Hamlet Lavastida durante la residenza alla Künstlerhaus Bethanien, Berlino 2021. Photo Peter Rosemann

ARTE E CENSURA A CUBA

È opinione comune degli altri artisti cubani del movimento che il suo imprigionamento sia usato anche come una sorta di esempio e monito per disincentivare gli artisti dissidenti all’estero a rientrare nel Paese e per coloro che sono a Cuba ad andarsene.
Le autorità cubane continuano a detenere artisti e dissidenti politici senza nemmeno chiarire quali sarebbero i capi di imputazione e spesso senza dare alcun tipo di informazione a parenti e amici. Semplicemente alcune persone vengono fatte sparire, per un periodo più o meno prolungato. Una legge, il Decreto 349, entrata in vigore nel 2018, costringe gli artisti a richiedere un’approvazione governativa prima di poter presentare le loro opere pubblicamente. Ci tengo a scrivere questa frase una seconda volta: una legge, il Decreto 349, entrata in vigore nel 2018, costringe gli artisti a richiedere un’approvazione governativa prima di poter presentare le loro opere pubblicamente.
Qualche tempo fa la famosissima artista Tania Bruguera è stata prelevata a casa dalla polizia di Stato e detenuta per 11 ore in carcere. Ne ha parlato dettagliatamente sulla sua pagina Facebook, raccontando come l’interrogatorio vertesse sulla sua amicizia con Hamlet. Di recente anche Katherine Bisquet, fidanzata di Lavastida, è stata trattenuta per alcune ore dalle autorità.

IL SILENZIO SUL CASO LAVASTIDA

Hamlet è uno di noi, della nostra famiglia, fa parte della nostra comunità. Questo non lo rende certo maggiormente meritevole di attenzione rispetto a altri casi di diritti umani nel mondo. Ma non lo rende nemmeno meno meritevole. Perché allora il suo caso non viene praticamente coperto dai media, salvo rare eccezioni? Perché nella marea di cause etiche, morali e impellenti che sosteniamo ogni giorno non riusciamo a dedicare qualche minuto a lui? Perché Hamlet Lavastida, detenuto da più di due mesi, più di sessanta giorni, lascia tiepide le nostre testate e i nostri canali di informazione? Come è possibile che nei nostri post di Instagram non ci sia quasi spazio per lui?
Credo che soprattutto il mondo dell’arte italiano, per la storica vicinanza del nostro Paese a Cuba e alla comunità cubana, dovrebbe fare molto di più.

Un fotogramma dal film Prima che sia notte (2000) di Julian SchnabelIL CARCERE DI VILLA MARISTA

È spaventoso e quasi ironico notare come Hamlet Lavastida, così come i dissidenti politici e gli intellettuali di oggi, sia detenuto nel carcere Villa Marista, lo stesso di Reinaldo Arenas, il poeta cubano su cui il pittore Julian Schnabel ha realizzato quello che è il suo film capolavoro, Prima che sia notte, tratto dall’autobiografia del poeta.
Nessuno ha evocato il film negli articoli che ho letto, forse per paura di creare una continuità con quel passato. Villa Marista è probabilmente la più longeva istituzione artistica creata dal regime cubano, sempre pronta ad aprire le sue porte per accogliere magnanimamente le migliori menti del paese, per un piacevole periodo di residenza della durata non precisata.

– Antonio Grulli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI