È morto a 98 anni l’artista Achille Pace, maestro dell’astrattismo informale

Noto soprattutto per la sua “poetica del filo”, ha ideato il Premio Termoli d’arte contemporanea nel 1955 ed è stato fondatore del Gruppo Uno nei primi anni Sessanta. Ha esposto alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia nel 1980 e nel 1982.

Ritratto Achille Pace ph. Michele Porsia via Wikipedia

Se ne va un gigante dell’arte del Novecento: Achille Pace è morto a Roma il 28 settembre 2021, all’età di 98 anni. Di origini molisane – era nato a Termoli nel 1923 – ha fortemente contribuito alla diffusione del contemporaneo nella sua città natale, ideando nel 1955 il Premio Termoli d’arte contemporanea presso la Galleria Civica (e poi negli spazi del MACTE, Museo d’Arte Contemporanea Termoli). Un riconoscimento che ha ospitato nel tempo artisti illustri del panorama italiano come Burri, Capogrossi, Vedova, Fontana, i quali, donando alcune opere al Comune di Termoli, hanno permesso alla città di dar vita a un’importante collezione. La scomparsa dell’artista ha suscitato il cordoglio dell’amministrazione comunale, che lo ha voluto ricordare così: “figura illustre di spicco del panorama culturale, Achille Pace è stato e rimarrà sempre un punto di riferimento per la nostra città e per tutta la regione Molise. Grazie al ‘Premio Termoli’ ideato negli anni Sessanta, la Mostra D’Arte Contemporanea ha varcato i confini nazionali ritagliandosi un importante ambito a livello internazionale e facendo giungere in città artisti di indubbia fama che per anni hanno esposto le loro opere presso la Galleria d’Arte Contemporanea di Piazza Sant’Antonio”.

ACHILLE PACE E LA SPERIMENTAZIONE DELL’ARTE INFORMALE

Oltre al Premio Termoli, Achille Pace ha fondato nei primi anni Sessanta, assieme agli artisti Frascà, Santoro, Pace, Carrino, Uncini e Biggi, il Gruppo Uno, incentrato sulle ricerche di Arte Informale. Il gruppo proponeva la ricostituzione in termini razionali dei linguaggi visivi, attraverso precise proposte di strutture geometriche di valore percettivo, analizzando allo stesso tempo il rapporto artista-società. A influenzare fortemente lo stile di Pace, è lo studio dell’espressionismo tedesco e dell’opera di Paul Klee, osservati durante un lungo viaggio in Svizzera avvenuto nel ’57. L’artista rimase affascinato anche dall’Action painting di Jackson Pollock, che volle però superare dando un ordine alla gestualità istintiva del dripping tipico dell’artista americano.

Achille Pace - Labirinto uno, 1968
Achille Pace – Labirinto uno, 1968

ACHILLE PACE E LA POETICA DEL FILO

La sua ricerca, alla quale ha dedicato oltre 50 anni della propria vita, è connotata dalla “poetica del filo” e si caratterizza per l’uso di ampi sfondi monocromi – i colori più utilizzati sono nero, grigio, azzurro, bianco, blu, rosso – i quali vengono percorsi da un filo di cotone che delimita e definisce lo spazio disegnando linee sottili. Il filo è stato considerato da Achille Pace come una sintesi tra gesto, materia e colore, riproposto in infinite varianti. Tra le esposizioni più importanti, si ricordano la partecipazione alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia nel 1980 e 1982, ma anche a mostre internazionali come Orientamenti dell’arte italiana: 1947-1989 a Mosca e Leningrado e Contemporary Italian Art all’Akron University dell’Ohio. “La famiglia si stringe in un abbraccio nei confronti di tutti gli amici e di Achille che da questa mattina ha lasciato la vita terrena”, hanno scritto i familiari sulla pagina Facebook dell’artista. “Per chi volesse salutare Achille, le onoranze funebri saranno tenute presso la Chiesa degli Artisti, sita in Roma a Piazza del Popolo 18 il giorno sabato 2 ottobre 2021 alle ore 11.30”.

-Giulia Ronchi

Dati correlati
AutoreAchille Pace
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.