Una mostra appesa alle Mura Aureliane. Ora c’è il libro

A distanza di alcuni mesi dalla mostra organizzata alla fine del 2020, una pubblicazione ripercorre il progetto espositivo ideato dall’artista Gianni Politi a Roma.

AA. VV. – Insieme (Quodlibet, Macerata 2021)
AA. VV. – Insieme (Quodlibet, Macerata 2021)

Un tratto breve, qualche decina di metri dei circa dodici chilometri di lunghezza complessivi ancora rimasti in piedi. È la porzione di Mura Aureliane che l’artista Gianni Politi osserva quotidianamente recandosi al suo studio nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Deve averle scrutate a lungo, negli oltre tre anni da quando ha stabilito il proprio studio in via dei Rutoli, un piccolo vicolo a senso unico che termina proprio a pochi passi dalla cinta muraria meglio conservata della città.
Per noi contemporanei, che abitiamo e viviamo la città di Roma, quelle mura non devono difendere più da nulla, da nessuno, e sono addirittura diventate qualcosa che ci abbraccia anche se le guardiamo da fuori […]. Ho desiderato possederle, usarle, allestirci una mostra”: è questo il pensiero che – come lui stesso spiega nel catalogo – ha spinto Politi a immaginare Insieme, progetto espositivo che, tra ottobre e novembre 2020, ha visto l’allestimento di diversi interventi ancorati (o nell’immediata prossimità) al segmento di mura che corre lungo via Labicana.

AA. VV. – Insieme (Quodlibet, Macerata 2021)
AA. VV. – Insieme (Quodlibet, Macerata 2021)

INSIEME: DALLA MOSTRA AL CATALOGO

Politi ha agito da artista, presentando una propria opera, e da curatore, invitando una nutrita schiera di autori, tutti di base a Roma: Maurizio Altieri, José Angelino, Micol Assaël, Elisabetta Benassi, Joanne Burke, Alessandro Cicoria, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Giuseppe Gallo, Vostok Lake, Emiliano Maggi, Marta Mancini, Andrea Mauti, Nunzio, Lulù Nuti, Alessandro Piangiamore, Pietro Ruffo, Delfina Scarpa. Ne è nata una mostra eterogenea, in cui, al di là delle singole opere, a saltare agli occhi è il valore simbolico dell’operazione, nel nome di una ritrovata unità tra gli artisti a margine dell’inaspettata diffusione del virus.
A distanza di alcuni mesi, un bel libro edito da Quodlibet (in collaborazione con lo sponsor Ghella, impresa specializzata nella realizzazione di grandi infrastrutture pubbliche) offre l’occasione per ripercorrere il progetto. Disegnato da Filippo Nostri, il libro presenta una ricca documentazione fotografica e una serie di contributi che inquadrano Insieme da un punto di vista storico e delle intenzioni artistiche. Gli scatti (di Alessandro Dandini de Sylva) restituiscono la complessità dell’allestimento (a cura di Matteo d’Aloja): opere installate ad alta quota, spesso sostenute da poderosi tiranti che, in rapporto alla mole delle mura, somigliano quasi a delle catenelle per appendere dipinti di piccolo formato. E in effetti la scala monumentale è stata sicuramente una delle cifre della mostra, unita all’eccezionalità di vedere esposte all’aperto – e dunque alle intemperie, illuminate direttamente dalla luce del sole o dai lampioni – opere per lo più destinate a spazi interni.

AA. VV. – Insieme (Quodlibet, Macerata 2021)
AA. VV. – Insieme (Quodlibet, Macerata 2021)

IL SIGNIFICATO DI INSIEME

Da questo punto di vista Insieme rivela un’ambizione quasi d’altri tempi, che rimanda a iniziative che hanno segnato la storia recente dell’arte contemporanea, a Roma e non solo. Un’affiliazione dichiarata esplicitamente nel catalogo, sia attraverso una veste grafica dal sapore vagamente Anni Settanta, sia attraverso la conversazione che vede protagonista Achille Bonito Oliva, chiamato in causa da Politi e d’Aloja proprio a partire da esperienze espositive come Contemporanea (1973) e Avanguardia Transavanguardia (1982), rispettivamente allestite nel parcheggio di Villa Borghese e – appunto – su un tratto delle Mura Aureliane (allora la mise en scène fu curata dall’architetto Costantino Dardi).
Tra i testi in catalogo si segnalano anche i contributi di Maria Vittoria Marini Clarelli, Maria Gabriella Cimino, Paola Chini, Lorenzo Fornaciari – incentrati sul ruolo e le vicende legate alle Mura Aureliane nella storia di Roma – e quello di Salvatore Lacagnina (ex responsabile artistico dell’Istituto Svizzero di Roma), che chiude la pubblicazione con una lunga lettera-testo rivolta a Politi sul ruolo dell’artista nella società, sulla dimensione collettiva della creazione artistica, sulla fuoriuscita dell’arte dai luoghi deputati – di cui lo strappo di Courbet con la creazione nel 1855 del Padiglione del Realismo, contrapposto al Salon ufficiale, rappresenta uno dei momenti più significativi.
E, a proposito di strappi, si è parlato di Insieme come di una specie di “contro-Quadriennale” degli artisti romani, delusi dalla scarsa rappresentanza all’interno della rassegna ospitata al Palazzo delle Esposizioni. Al di là di eventuali intenti polemici – aspetto poco interessante da discutere in quest’occasione e a distanza di così tanto tempo –, ben vengano iniziative come questa, basate sul fare, su rilanci e reazioni nel segno della creazione artistica, non della schermaglia dialettica. Il catalogo di Insieme ricostruisce le premesse e gli esiti di un’esperienza che merita di essere ricordata e – perché no? – estesa, con il coinvolgimento di altri artisti e di altri luoghi così magnetici.

‒ Saverio Verini

AA. VV. – Insieme
Quodlibet, Macerata 2021
Pagg. 144, € 22
ISBN 9788822906335
www.quodlibet.it

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Nome eventoInsieme
Vernissage21/10/2020 SOLO SU INVITO
Duratadal 22/10/2020 al 30/11/2020
CuratoreGianni Politi
Generearte contemporanea
Spazio espositivoMURA AURELIANE
Indirizzovia di Porta Labicana - Roma - Lazio
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Saverio Verini
Saverio Verini (1985) è curatore di progetti espositivi, festival, cicli di incontri legati all’arte e alla cultura contemporanea. Ha all’attivo collaborazioni con istituzioni quali Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, MACRO, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, American Academy in Rome, Fondazione Ermanno Casoli, Fondazione Pastificio Cerere, Istituto Polacco di Roma, Civitella Ranieri Foundation. Attualmente si occupa del coordinamento mostre della Fondazione Memmo di Roma. Nel 2018 ha pubblicato per PostmediaBooks la monografia “Roberto Fassone. Quasi tutti i racconti”.