L’artista Gianni Politi colora interamente di rosa un ristorante di Piazza Navona

La grande installazione coinvolge non solo le pareti ma anche pavimenti, soffitti, boiserie, quadri e lampadari! L’artista romano ha lavorato con chef e proprietari di Camillo, nuovo progetto gastronomico che ha riportato i romani a sedersi dove fino al 2020 mangiavano esclusivamente i turisti

Il ristorante rosa a Roma. Gianni Politi a Piazza Navona: il colore si percepisce anche da fuori
Il ristorante rosa a Roma. Gianni Politi a Piazza Navona: il colore si percepisce anche da fuori
Camillo, nel pieno di Piazza Navona a Roma, è una specie di miracolo commerciale in grado di dirci qualcosa su come sarà il mondo della ristorazione dopo la peste. Camillo (che prima di trasformarsi in “Camillo”, un anno fa, si è per decenni chiamato Caffè Barocco) non lo vedi quasi mai nelle foto stereotipate di Piazza Navona perché è proprio da lì che si scatta, cioè Camillo è il punto migliore per inquadrare la Fontana dei Fiumi di Bernini e la chiesa di Sant’Agnese di Borromini nella miglior prospettiva. Uno dei posti più belli del mondo.
Il ristorante rosa a Roma. Gianni Politi a Piazza Navona
Il ristorante rosa a Roma. L’installazione di Gianni Politi a Piazza Navona

IL CAFFÈ BAROCCO DIVENTA CAMILLO, OGGI RISTORANTE ROSA

Il Caffè Barocco era uno dei tanti ristoranti iper turistici che avevano trasfigurato una delle piazze più iconiche del pianeta. Conti alti pagati non per la qualità del cibo bensì per la instagrammabile commodity del panorama. Tutto è cambiato a marzo 2020 quando il mondo si è fermato e il turismo internazionale ha frenato fino allo stop totale senza attendibili previsioni sulla ripartenza. La famiglia in realtà De Sanctis già aveva in progetto un passaggio di consegne alla generazione dei ragazzi: l’emergenza pandemica ha accelerato le cose. Tommaso e Filippo De Sanctis hanno così preso in mano il Caffè Barocco e l’hanno trasformato in Camillo, in onore ad un vecchio avo. Dove sta il miracolo? Semplice: i due sono riusciti in brevissimo tempo a riportare i romani a mangiare a Piazza Navona, a prendere un aperitivo, a passare una mattinata, a darsi un appuntamento per un pranzo di lavoro. Chi non è di Roma forse non può comprendere: ma fino ad un anno fa si trattava di una cosa semplicemente impensabile.

CAMILLO RISTORANTE ROSA: IL PASSAGGIO GENERAZIONALE

Il papà, comunque sempre presente, ha deciso di mollare la briglia e i giovani sono andati prima al trotto poi al galoppo. In cucina Tommaso, sfruttando le suggestioni dei suoi tanti viaggi e la voglia di proporre qualcosa di nuovo, inventa ogni giorno una cucina al contempo fusion e concreta ad altissimo tasso di golosità utilizzando (anche questa era impensabile a Piazza Navona!) materie prime di prim’ordine e riuscendo a contenere il conto finale entro cifre più che abbordabili anche per una clientela giovanissima.
@ph Andrea Di Lorenzo
Per l’occasione il progetto fotografico di Andrea Di Lorenzo

GIANNI POLITI RACCONTA IL RISTORANTE ROSA DI PIAZZA NAVONA

Tra i tanti clienti, ai tavoli sono rapidamente arrivati anche creativi, registi, attori e artisti. Gianni Politi (Roma, 1986) è, dai primi giorni, uno di questi. “Lo vorrei bruciare tutto e poi accogliere i commensali in uno spazio carbonizzato. Oppure te lo dipingerei completamente di rosa“, disse un giorno ai fratelli De Sanctis guardando il vetusto decor degli spazi interni del locale che fino ad oggi ha sempre lavorato sfruttando esclusivamente gli irresistibili tavolini all’aperto affacciati sui monumenti più famosi di Roma. In breve tempo la provocazione è diventata concreta e il progetto dell’artista ha preso corpo per davvero. Oggi, in attesa dell’inaugurazione ufficiale, gli interni di Camillo ci sono già una gigantesca installazione di Gianni Politi: pareti rosa, soffitti rosa, pavimento, boiserie, lampadari, lampadine, quadri. Tutto rosa. Come a cristallizzare il passato, però trasformandolo. E il colore, all’imbrunire, grazie ad un sapiente sistema illuminotecnico, esce dalle sale e si riverbera nel dehors a dialogare con le suggestive tonalità dei crepuscoli del centro storico di Roma e con la pelle barocca dei palazzi circostanti. Rapporti col cibo, con la storia dell’arte, con la maternità, con l’architettura, riflessioni sul dopo-epidemia. Tutto questo e molto altro nella lunga intervista a Gianni Politi che pubblichiamo qui sopra. “Ma non ci dimentichiamo”, ci dice Tommaso De Sanctis salutandoci, “che il vero eroe qui è papà che ad un certo punto ha capito che volevamo ricoprire di rosa tutto il ristorante di famiglia e s’è entusiasmato più di noi!“. Perché alla fine, Camillo, è la storia o quanto meno l’ipotesi di cosa potrebbe essere Roma se solo si svegliasse, se solo comprendesse la potenza e l’energia impareggiabile inespressa che sta nella sinergia tra antico, contemporaneo, artigianato, luce, paesaggio, architettura. Si tratta solo di passare dalla potenza all’atto, fosse anche necessario dipingere tutto di rosa lasciando percepibili i contorni ma modificando radicalmente il sapore.

– Massimiliano Tonelli
 

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune.