Ecco Watercolour. Affascinante progetto di Mario Airò per Hypermaremma

Prosegue il festival Hypermaremma in Toscana con una installazione luminosa evocativa e affascinante che pur effimera richiama ai valori della pittura e della tradizione. Per scompaginarli. Ecco le immagini

Mario Airò, Watercolour, Hypermaremma ph Giorgio Benni
Mario Airò, Watercolour, Hypermaremma ph Giorgio Benni

Una pennellata luminosa verde acido anima e fa vibrare la Laguna di Orbetello, in Toscana, e la facciata dell’Antico Mulino che sembra fuoriuscire impavido dalle acque: chiamare in ballo la poesia è d’obbligo in questo progetto notturno concepito dall’artista Mario Airò per Hypermaremma. Gioca con la tradizione, ed infatti il titolo è inequivocabile: Watercolour, acquerello, lasciando che la pittura si faccia liquida e lasci un segno di caratura ambientale. “Al centro dell’installazione”, scrive Massimo Mininni, nel suo testo di accompagnamento, “c’è il tema della luce e della luce in moto. Da sempre interessato a come differenti spazi producano differenti sensazioni, e a come può essere influenzata la nostra percezione, Airò con le sue opere realizzate con il laser crea una sorta di magia che ci trasporta in un altro mondo regalandoci nuove conoscenze provocate da una semplice leggerezza di segno che però da origine a una nuova e profonda coscienza”.

ARTE PUBBLICA TRA ORBETELLO E L’ARGENTARIO

Questa magia va arricchire il programma della terza edizione di Hypermaremma, che anche per quest’anno si è diffusa nel sud della Toscana (fino al 31 ottobre, mentre Watercolour sarà visitabile solo fino al 31 agosto) con installazioni, progetti a volte permanenti e performance con l’obiettivo di costruire una narrazione straniante dei luoghi. Così come avviene per l’opera di Airò, che permette allo spettatore un’esperienza percettiva inedita della laguna e del promontorio dell’Argentario. “Alla fine, cosa rende così accattivante ed estremamente interessante l’opera di Mario Airò?”, scrive ancora Mininni, “L’esperienza percettiva unica che ci permette di fare. L’artista, ci fa vedere cose che ci sfuggono, crea un grande disegno tridimensionale con soli fasci di luce e ci immerge nel colore del laser fino al punto di farci vedere una natura alterata. Ci mette davanti alle imperfezioni del nostro apparato percettivo e ci fa comprendere la relatività di tutto quello che vediamo. È esattamente questo che ci affascina: la possibilità di vedere qualcosa che non abbiamo mai visto”. Ecco le immagini del fotografo Giorgio Benni.

Santa Nastro

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CuratoriMario Airò, Massimo Mininni
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.