HYPERMAREMMA, il festival per riscoprire la Toscana

Dopo il successo dello scorso anno nonostante la pandemia, la rassegna HYPERMAREMMA torna ad animare un’ampia area del territorio toscano, da Vulci al Lago di Burano. Ne abbiamo parlato con gli organizzatori.

Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone
Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone

Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione HYPERMAREMMA – che l’anno scorso, in pieno periodo pandemico, ha avuto una eco mediatica, social e di presenze eccezionale grazie all’opera Spazio Amato di Massimo Uberti, una scritta di 16 metri posizionata in un campo di grano che ha finito per essere l’opera arte contemporanea più visitata in Italia – è pronta per ri-partire. E durerà fino a ottobre, con un sacco di novità. La rassegna ha preso il via con una speciale installazione luminosa a led a cura dello studio milanese Mandalaki, dotata di colorazioni pensate ad hoc, che resteranno accese per un mese, ma non in maniera fissa. Verranno accese a intervalli irregolari e il pubblico potrà sapere sui social quando vederle in funzione.
A spiccare quest’anno è una costellazione di opere e installazioni site specific, in grado di ridisegnare il paesaggio maremmano con l’intento di restituire allo spettatore un nuovo e inaspettato punto di vista. Il programma prende forma in un’ampia porzione di territorio: da Vulci fino ai vigneti di Scansano, passando per la baia di Talamone, la Laguna di Orbetello, l’Oasi WWF del Lago di Burano e altri luoghi d’eccezione.
Ne abbiamo parlato con Matteo d’Aloja, collezionista-manager, in veste di ambasciatore dell’intero team composto dai galleristi Carlo Pratis e Giorgio Galotti, da Lorenzo Bassetti, collezionista-imprenditore, Massimo Mininni, già curatore della Galleria Nazionale di Roma, tutti soci fondatori di HYPERMAREMMA, Associazione di Promozione Sociale.

Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone
Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone

INTERVISTA A MATTEO D’ALOJA

Sicuramente il coraggio dello scorso anno vi ha premiato.
Senz’altro è andata oltre le più rosee aspettative. L’artista Massimo Uberti si è fidato di noi perché non era facile pensare un’opera in quel momento e in quel contesto, in cui nessuno si poteva avvicinare, ma era perfetta, stava in un campo, tra la laguna, la ferrovia e la pista ciclabile libera, all’aperto, in un luogo dichiaratamente vacanziero. Il nostro intento è offrire grandi spunti e avvicinare le persone all’arte. Il concetto è: se io ti insegno la meraviglia di un’operazione di land art chiara ma d’impatto, la tua curiosità ti porterà ad approfondire. E così è stato.

Allora partiamo dal nome e dal colore: chi ha scelto o proposto HYPERMAREMMA?
Il nome parte ‒ ça va sans dire ‒ dal territorio, che di per sé è sinonimo di lentezza. Noi volevamo dargli un’accelerazione, un twist contemporaneo con un superlativo. Et voilà. Il colore del brand giallo fluo arriva invece dalla cartellonistica locale, quella legata alle sagre di paese da cui abbiamo preso spunto. Intuizione di Giorgio e Carlo. Obiettivo: massima visibilità. Il logotipo nasce nero, in realtà, solo dopo abbiamo deciso di utilizzare questa impostazione cromatica. Abbiamo iniziato a distribuire ovunque questi cartelli e così, ormai, HYPERMAREMMA è giallo fluo per tutti.

Per questa edizione c’è anche un nuovo sito, realizzato grazie alla collaborazione di Vulcano Agency, parte di una strategia di comunicazione vincente, sia online sia offline. Ce ne parli?
La comunicazione si avvale di entrambi i medium, ovviamente. Ma c’è una forte sinergia tra reale e virtuale. Ci saranno manifesti stampati distribuiti sul territorio, mappati e geolocalizzati, con QR code che riportano al sito, pensato esso stesso come un’opera d’arte.
Il ridisegno della dimensione virtuale è stato infatti affidato al digital designer e artista Ivan Dal Cin, che ha saputo esprimere l’anima e le finalità di HYPERMAREMMA attraverso un’esperienza chiamata Ummaremma, definita una site specific art fiction, “scultura sociale come mappa antropica, rappresentazione ibrida di un luogo alieno del nostro tempo”. I 24 racconti sono fiction, quelle che sembrano interviste reali ad artisti non solo altro che invenzioni pensate da altri artisti che non hanno alcuna attinenza con la realtà: una specie di Inception in Maremma.

Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone
Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone

HYPERMAREMMA 2021

Tra le novità principali di questa edizione, a proposito di comunicazione, c’è la HYPERMAREMMA Station. Di cosa si tratta?
Del mozzarellificio dei fratelli Corso, una pompa di benzina in calcestruzzo degli Anni Sessanta sull’Aurelia, che per i mesi della manifestazione si trasformerà, diventando, innanzitutto, tutta gialla fluo e poi dedicando parte dei suoi spazi interni a un infopoint in cui ricevere materiale. Concettualmente il gate d’entrata a HYPERMAREMMA.

Come si sostiene economicamente questo ambizioso progetto?
Il progetto si sostiene in due modi: sia grazie agli sponsor sia grazie agli Amici che credono nel progetto di HYPERMAREMMA, tutti soci, divisi in cinque categorie: visionario, mecenate, sognatore, buttero e giovane buttero (sotto i 35 anni). A ogni categoria è chiesta una fee annuale di supporto, proporzionale, in cambio della quale, però, viene dato accesso diretto agli artisti e a ogni preview. L’anno scorso per esempio abbiamo fatto realizzare per gli Amici una tiratura di 10 chine e quattro piccoli neon di Spazio Amato, fatti da Massimo Uberti. Questo restituire valore in cambio di valore produce un processo virtuoso, che aiuta le persone a creare la loro collezione d’arte e gli artisti a sostenersi.

Un’operazione culturale di grande interesse, tra il temporaneo e il permanente, il pubblico e il privato. Qual è la vostra mission, quindi?
Parte della nostra missione è integrarci con le realtà locali, non arrivare a mo’ di invasori ma cercare una coesione forte con il territorio, restituire qualcosa a chi lo abita tutto l’anno. Insomma, nutrire un tessuto, rispettandolo ma provando ad arricchirlo attraverso un dialogo tra artisti, comunità e pubblico. Quest’anno, ad esempio, sulla strada che porta a Macchia Tonda, sulle Terre di Sacra, metteremo la nostra prima opera d’arte permanente, pubblica, che sarà pronta per ottobre: un fontanile di 10 metri alto 4, realizzato da Giuseppe Ducrot, sulla base di una preesistenza di inizio secolo (a cui vanno aggiunte opere di idraulica per renderla nuovamente funzionante, come richiesto dall’artista) che lui ricoprirà di ceramica gialla dagli stilemi barocchi, sue cifre stilistiche. Ci sembrava perfettamente in linea con il progetto HYPERMAREMMA.

Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone
Hypermaremma 2021. Mandalaki, Hymn to the Sun. Torre di Talamonaccio, baia di Talamone

IL PROGRAMMA DI HYPERMAREMMA

Raccontaci, in sintesi, alcuni dei progetti che vedremo nel corso della manifestazione.
Ne abbiamo diversi, alcuni prodotti da noi, altri collaterali quindi promossi da noi ma non curati personalmente. È il caso, ad esempio, dell’opera Amnios, frutto di una residenza d’artista a cura di Hippocampus Residency e Veronica Siciliani Fendi, direttrice di Galleria Continua Roma, in calendario per il 12-13 giugno, che trasformerà le antiche scuderie del Casale Casagrande di Pescia Fiorentina in laboratorio artistico. Molti degli artisti che ospitiamo sono giovani o addirittura giovanissimi, una generazione da cui dobbiamo imparare a dialogare fuori dalla nostra comfort zone, un fronte di avanguardia delle arti performative. Tra queste Agnes? ‒ nuovo nome scelto dall’artista Giovanni Vetere, classe 1995 ‒, protagonista di questa prima edizione con Malù Dalla Piccola (classe 1994) o Gaia de Megni, classe 1993, che a luglio proporrà la performance Il mito dell’eroe.

Ci fai altri esempi?
L’eccellenza ricettiva Terme di Vulci – Glamping & Spa ospiterà per tutto l’anno Sinfonia per orci di Michela de Mattei (classe 1984) mentre la cantina Terenzi a Scansano accoglierà l’artwork di Emiliano Maggi (classe 1977) Venus Anadyomene, un cancello gigantesco in ferro battuto e ceramica smaltata. Moira Ricci invece, classe 1977, artista figlia di contadini maremmani che quest’anno ha vinto la residenza della Fondazione Memmo a Londra, realizzerà per noi un avambraccio di Goldrake in metallo e vetroresina alto 6 metri e posto, in verticale, sulla sommità di una collina, e quindi visibile più o meno da ovunque. Infine Mario Airò, milanese classe ’61, presenterà un’installazione luminosa sul mulino di Orbetello, un fascio di raggi laser verdi con cui incorniciare la laguna, visibile per tutto agosto e sostenuto anche da MAG Assicurami.

Avete pensato a strategie ad hoc per la stampa straniera? In fondo la Toscana è pur sempre la Toscana.
Sì, principalmente grazie all’accordo con Mercedes Benz, che investirà molto nella comunicazione di questo tipo, proponendo tour ad hoc in accordo con strutture locali, per generare un indotto che faccia bene in primis al territorio. Anche se il nostro pubblico, ancora, è prevalentemente italiano.

E il sogno futuro?
Allargarci sulle isole! L’idea è crescere ogni anno un po’, ad esempio stiamo aiutando a disvelare via via location dal grande valore spesso ignorate dai più (come fu il caso della città di Cosa, metropoli etrusca in cima ad Ansedonia, regolarmente aperta e accessibile gratuitamente ma conosciuta da pochissimi). Oppure organizzare un concorso di idee aperto agli artisti più giovani. In generale ci piacerebbe continuare a creare contenuti culturali di qualità in sinergia con il territorio, con un’impronta sostenibile e inclusiva.

Giulia Mura

www.hypermaremma.com

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.