Artribune Podcast. L’artista Daniele Puppi per Monologhi al Telefono

L’artista Daniele Puppi è protagonista del nuovo appuntamento di “Monologhi al Telefono”, la seguitissima serie podcast di Artribune a cura di Donatella Giordano

Roma - The road to the contemporary art-cose mai viste - nella foto l'artista Daniele Puppi - photo credit Cristiano Laruffa
Roma - The road to the contemporary art-cose mai viste - nella foto l'artista Daniele Puppi - photo credit Cristiano Laruffa

In occasione della sua terza mostra personale presso la Galleria Magazzino di Roma, conclusa da qualche giorno, Daniele Puppi (Pordenone, 1970) legge al telefono le riflessioni scritte da alcuni studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Roma che frequentano il corso di Allestimento Spazi Espositivi tenuto dalla docente Giuliana Stella. Aprendosi al confronto con le nuove generazioni, l’intento dell’artista è quello di mostrare quanto sia maggiore il loro interesse verso la componente sonora. Questo perché la risposta emotiva agli stimoli visivi è stata da tempo sperimentata anche e soprattutto attraverso la navigazione e lo scorrimento dei contenuti sulle diverse piattaforme online. Il suono, invece, sembra aver potuto preservare uno sviluppo più autonomo e meno abusato.

Ascolta “Daniele Puppi – Monologhi al Telefono di Donatella Giordano – Artribune” su Spreaker.

IL SUONO E L’IMMAGINE NELLE OPERE DI DANIELE PUPPI

È proprio la mescolanza dei suoni percepiti dal cortile ciò che avvia le prime singole riflessioni. Procedendo verso l’interno della galleria, poi, i singoli suoni associati alle opere rafforzano le scene presentate o suggeriscono nuove interpretazioni: una sequenza sonora accelera e rallenta al passo di Menocchio, una strana creatura antropomorfa prelevata dal film “Il Mago di Oz” diretto da Victor Fleming; più avanti si assiste a una tempesta elettromagnetica registrata dall’artista nello spazio esterno del suo studio; l’altra sala riproduce il ritmo ripetitivo di una ventola che dispone in più piani le scene del film “Fantastic Voyage” diretto da Richard Fleischer; infine il film muto “La palla n° 13” di Buster Keaton viene musicato cambiandone completamente lo statuto. Tutti suoni che coinvolgono i giovani spettatori, diventati in questo monologo gli attori principali di un’interessante lettura.

– Donatella Giordano

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".