Come festeggiare 40 anni d’impresa guardando all’arte e al territorio? Un esempio dalla Romagna

Un docufilm e un’installazione urbana sono due delle esperienze a carattere culturale organizzate da un’azienda specializzata in serramenti per i suoi quarant’anni. Obiettivo: un omaggio pieno di gratitudine al territorio d’appartenenza e ai suoi protagonisti. 

Piazza Baracca di Lugo di Ravenna ©Gianluca Gasperoni
Piazza Baracca di Lugo di Ravenna ©Gianluca Gasperoni

Si dice che le finestre siano gli occhi dell’architettura, quadri in grado di raccontare storie. E anche che le storie che funzionano (e l’Italia ne è piena) siano quelle fatte di alchimie e di passione, quelle dove lo sguardo riesce ad andare oltre. Per l’azienda di serramenti Edilpiù il famoso “C’era una volta” ha una data precisa: 16 gennaio 1981. E oggi, in occasione dei 40 anni dalla sua fondazione, propone due progetti (più uno, editoriale) che più che omaggiare sé stessa rappresentano un omaggio al proprio territorio. Parliamo di Openings, progetto dedicato alla scoperta di uno dei temi cari all’azienda: il concetto di soglia, di apertura e relazione tra interno ed esterno. Racconta Marcello Bacchini, alle redini dell’azienda con il fratello Antonio: “volevamo creare un progetto non autoreferenziale per abbracciare un pubblico più vasto oltre a quello di settore, che fosse un generatore di coscienza, storie e cultura. Unire così grazie a Openings racconto, documentazione, arte e architettura nella celebrazione di un percorso di storia imprenditoriale legato a tradizione, territorio e innovazione”.

Openings. Sguardi oltre il limite – Trailer from Muse on Vimeo.

I PROGETTI: LUNETTE + OPENINGS

Il primo progetto porta la firma di Federico Babina, architetto e graphic designer attivo a Barcellona che fa atterrare, nel giardino ai piedi della Rocca del centro storico di Lugo (Ravenna), città in cui ha sede Edilpiù, Lunette, un’inedita installazione che esplora il concetto di finestra, a partire da una più ampia riflessione sull’architettura e sugli elementi che la compongono. “Le finestre scandiscono la melodia dell’architettura, le danno il ritmo. Inoltre, hanno questa capacità di portare il paesaggio nell’architettura. Lunette nasce così, come un assemblaggio, un ibrido tra una folie, un diorama, un giocattolo e un’architettura domestica in miniatura”. Installata nella piazza principale resterà li per tutta l’estate e invita, attraverso le sue articolate aperture, a guardare all’abitare con uno sguardo diverso, a curiosare e a sbirciare gli interni domestici, per ripensare la finestra come una cornice in grado di delimitare ed enfatizzare le storie e i paesaggi che la circondano.

Lunette, Federico Babina per Edilpiù ©Gianluca Gasperoni
Lunette, Federico Babina per Edilpiù ©Gianluca Gasperoni

OPENING: IL DOCUMENTARIO SULLA VIA EMILIA

Inoltre, è stato proiettato in anteprima “Openings. Sguardi oltre il limite”, il film documentario diretto dalla regista e curatrice di design Francesca Molteni e da Mattia Colombo. Un film corale, fatto di riflessioni, contemplazioni, ricordi e immagini di repertorio. Un viaggio sentimentale lungo la Via Emilia, lunghissima soglia tra due sponde della stessa regione, spartiacque, confine, opportunità. Protagonisti del docufilm, architetti italiani e internazionali da Alvaro Siza a Cino Zucchi, da Alfonso Femia a Simone Sfriso a Fiorenzo Valbonesi, il fotografo Guido Guidi, gli sportivi Andrea Stella e Davide Cassani, la presidente di Emergency Rossella Miccio, lo chef stellato Massimiliano Mascia e una figura di riferimento per il territorio romagnolo, Raoul Casadei, recentemente scomparso.

– Giulia Mura

www.edilpiu.eu 
https://federicobabina.com/

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.