I passi d’oro: la scultura di Roberto Barni conservata agli Uffizi ispira il risotto di Max Alajmo

Lo zafferano che richiama l’eternità dell’oro e la polvere di liquirizia che rappresenta le tenebre e la tragedia: lo chef pluristellato ha rivisitato un suo grande cavallo di battaglia ispirandosi a una scultura esposta sulla facciata esterna degli Uffizi.

Si chiama I passi d’oro l’opera dello scultore italiano Roberto Barni (Pistoia, 1938) realizzata nel 2013 e collocata all’esterno del complesso degli Uffizi a Firenze, sul lato destro che dà su Via dei Georgofili. La scultura ha dato l’ispirazione a Max Alajmo – fondatore di Le Calandre e ristoranti a Padova, Venezia, Roncade (Treviso), Parigi e Marrakech – per la rivisitazione di uno dei suoi grandi classici, il risotto allo zafferano con polvere di liquirizia. Una ricetta che si lega all’opera esposta a Firenze per la composizione formale, ma anche per il rimando a un capitolo oscuro della storia italiana. “L’opera mi ha colpito soprattutto per la bellezza che riesce a superare e rendere poetica anche la tragedia più sconvolgente”, racconta Massimiliano Alajmo. “Così le tenebre della liquirizia contrapposte alla luce e al colore intenso dello zafferano con i suoi pistilli. Il riso giallo, simbolo dell’oro nel linguaggio gastronomico, si svela nella sua luminescenza quando tocca la polvere tenebrosa. L’esperienza gustativa diventa più forte, una staffetta del gusto per ricercare un principio di fede e di visione, come una Nike che cerca il senso con la bellezza.” Le Calandre, anche centro creativo e laboratorio culinario a Sarmeola di Rubano, in provincia di Padova, ha ricevuto nel 2002 la tripla stella Michelin, conferendo a Max Alajmo – all’epoca ventottenne – il primato di chef più giovane in assoluto a ottenere questo riconoscimento. Il piatto si trova in carta, quest’estate, a Le Calandre.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da ITALIAN CULINARY EXPERIENCES (@alajmo)

LA SCULTURA DI ROBERTO BARNI AGLI UFFIZI

Proprio in via dei Georgofili, nella notte del 27 maggio 1993 ebbe luogo un terribile attentato mafioso che causò la morte di cinque persone, numerosi feriti e ingenti danni al patrimonio architettonico e storico-artistico. I passi d’oro è un’opera commissionata dalle Gallerie degli Uffizi a Roberto Barni nel 2013, in occasione del ventesimo anniversario della strage. La scultura, posta a circa 20 metri da terra, costituisce un autoritratto dell’artista realizzato in bronzo e finiture in foglia d’oro, rappresentato nell’atto di incedere, a passo leggero ma deciso, trasportando altre cinque figure su di sé. “Ho pensato di usare i materiali più eterni, il bronzo, ma soprattutto l’oro che con la sua luce acceca le tenebre”, ha spiegato Barni durante la presentazione dell’opera. “Ho pensato che su una lama simbolo di morte si potesse ergere una figura come una vittoria, come una Nike, che con passo deciso avanzasse portando con sé le cinque persone dorate proprio per ricordare gli esseri umani nel loro splendore della vita, nelle loro case, nelle loro strade”.

      Giulia Ronchi

https://alajmo.it/

Dati correlati
AutoreRoberto Barni
Spazio espositivoGALLERIA DEGLI UFFIZI
IndirizzoPiazzale Degli Uffizi 1 - Firenze - Toscana
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.