La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo riparte dal suo Parco d’Arte a Guarene

A raccontare del nuovo corso della fondazione piemontese è in una lunga lettere la sua stessa presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo: il 5 giugno nella sede di Guarene (nel settecentesco Palazzo Re Rebaudengo) verrà inaugurata la mostra “Prima che il gallo canti”, e saranno inoltre presentate le nuove installazioni del Parco d’Arte sulla collina di San Licerio

Parco d’arte Sandretto Re Rebaudengo
Parco d’arte Sandretto Re Rebaudengo

Riparte da Guarene, ovvero dove tutto ha avuto inizio, il post pandemia della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che, il prossimo 5 giugno, festeggerà il 25esimo anniversario dalla sua nascita, con un anno di ritardo a causa dei lockdown del 2020. E in vista dell’estate, la Fondazione presieduta dalla collezionista e mecenate Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha deciso di inaugurare, negli spazi del settecentesco Palazzo Re Rebaudengo, una mostra dal titolo Prima che il gallo cantiOpere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo a cura di Tom Eccles, Liam Gillick e Mark Rappolt e, al Parco d’arte Sandretto Re Rebaudengo sulla Collina di San Licerio a Guarene, le sculture di Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Carsten Höller, Mark Handforth e Wilhelm Mundt, che vanno così ad aggiungersi a quella di Paul Kneale già installata nel 2019. “Nel Parco della collina di San Licerio l’arte contemporanea convive con il selvatico e il coltivato”, racconta Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. “Abita accanto ai filari di una vigna di Nebbiolo, fra i castagni, le querce e le file ordinate dei giovani salici nani. Un viale conduce al belvedere, affacciato su un panorama che si estende a perdita d’occhio fino alle montagne. Una promenade ci guida alle installazioni permanenti”.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

GUARENE CONTEMPORANEA. I PROGETTI DELLA FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO 

La mostra Prima che il gallo canti presenta una selezione delle opere più significative della Collezione, della quale si vuole così raccontare e mettere in evidenza l’essenza e gli sviluppi maturati nei suoi 25 anni di esistenza, ovvero la trasformazione da collezione privata a fondazione aperta al pubblico. Il titolo della mostra è ispirato al titolo del libro che contiene due novelle di Cesare Pavese, Il Carcere e La Casa in Collina, pubblicate nel 1948. Pavese è nato a Santo Stefano Belbo, nella provincia di Cuneo, la stessa che ospita Palazzo Re Rebaudengo, e l’esposizione si ispira inoltre ad alcuni temi trattati nelle due novelle: azione e inazione, sicurezza e rischio, i modi in cui le persone affrontano o fuggono dalle situazioni di catastrofe e caos, con opere di Alis/Filliol, Matthew Barney, Maurizio Cattelan, Giulia Cenci, Manuele Cerutti, Chao Kao, Jake e Dinos Chapman, Olga Chernysheva, Hans-Peter Feldmann, Peter Fischli e David Weiss, Isa Genzken, Liam Gillick, Sanya Kantarovsky, Josh Klein, Zoe Leonard, Sherrie Levine, Nathaniel Mellors, Damián Ortega, Elizabeth Peyton, Susan Philipsz, Laure Prouvost, Magali Reus, Pietro Roccasalva, Yinka Shonibare, Andreas Slominski, Rosemarie Trockel,Helen van Meene ,Marianne Vitale, Li Wei, Richard Wentworth, Lynette Yiadom-Boakye e Jakub Julian Ziolkowski. Nel giorno di apertura della mostra, è inoltre in programma la presentazione di Come una falena alla fiamma, libro d’artista progettato da Liam Gillick con testi di Anselm Franke e Hito Steyerl.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

IL PARCO D’ARTE DELLA FONDAZIONE SANDRETTO A GUARENE

Il Parco, progettato dagli architetti paesaggisti Lorenzo Rebediani e Vera Scaccabarozzi, ospita installazioni di artisti internazionali, tracciando una sorta di sistema di orientamento che porta il pubblico “a guardare vicino e lontano, a conoscere, ad accendere l’immaginazione, a inventare e a raccontare storie”. Tra le installazioni che verranno inaugurate il 5 giugno, quella di Mark Handforth consiste in due ampie panchine, realizzate “utilizzando il legno di un cipresso caduto naturalmente, cresciuto sulla collina per oltre cent’anni”, continua Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Dopotutto il Parco, inaugurato nel 2019, “è ispirato da un’idea di naturacultura come ricerca di equilibri possibili e plurali”, visione questa che ha portato alla piantumazione nel Parco di oltre 2500 nuovi alberi, “grazie all’impegno di Asja Ambiente, l’azienda di mio marito Agostino Re Rebaudengo che dal 1995 produce energia rinnovabile e che con le molte iniziative condivise negli anni, rappresenta la nostra coscienza ambientale”, continua la collezionista. 

IL POST PANDEMIA DELLA FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO. TRA ECOLOGIA E ACCESSIBILITÀ 

“La Fondazione sta inclinando le sue missioni verso un’ecologia di condotte e di pratiche che coinvolgono le attività e gli strumenti consueti”, spiega in una lunga lettera Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. “Le mostre, la ricerca, l’educazione, la formazione, i laboratori, la mediazione culturale. L’accessibilità è più di un concetto: è il nostro modo quotidiano per fare cittadinanza, per considerare le differenze e le fragilità come chiavi di una progettualità inclusiva, aperta a tutti e a tutte. In Fondazione parliamo al femminile. Diciamo e scriviamo artista, curatrice, direttrice, bambina. Sperimentiamo una lingua – e così un’architettura e una cultura – capaci di fare spazio alle identità di genere e non binarie. Usiamo la voce, i segni, le repliche tattili. Facciamo attenzione alle parole. Rifiutiamo quelle ostili. Lavoriamo alla costruzione di un lessico consapevole dei significati e degli effetti politici, capace di sfidare qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione. Nei prossimi mesi”, ci conclude la lettera, “condivideremo questo impegno con gli under trenta e le under 30, investendo su una progettualità che metterà al centro delle nostre mostre, dei laboratori e della comunicazione, una generazione di giovani che consideriamo cittadine e cittadini di oggi, ancor prima che di domani”.

– Desirée Maida 

Guarene (CN) // dal 5 giugno all’1 agosto 2021
Prima che il gallo canti
Palazzo Re Rebaudengo
Piazza Roma 1
www.fsrr.org

Guarene (CN) // inaugurazione 5 giugno ore 18:30
Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo
Collina di San Licerio, Viale Bouillargues 34
www.parcoarte.fsrr.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.