Istruzioni per un rave. Simone Bergantini in mostra a Milano

Il progetto di Simone Bergantini, che si propone ironicamente come un “manuale didattico”, sfocia in una mostra che raccoglie spunti visivi assieme ruvidi e raffinati, ospiti della galleria Giampaolo Abbondio.

Con il progetto How to dance rave music, Simone Bergantini (Velletri, 1977) sottopone la cultura e il linguaggio del rave a una sorta di scomposizione e ricomposizione analitica.
Un libro d’artista, base del progetto, si propone ironicamente di spiegare come accostarsi al rave, con la bonarietà di un manuale d’antan. In mostra, le fotografie singole isolano i ballerini e i luoghi utilizzati per i rave, creando nel secondo caso scorci di paradossale bellezza.
Le installazioni fotografiche riprendono invece più volte un singolo soggetto nell’atto di ballare, con stile diretto ma allo stesso tempo dotato di sottintesi e raffinatezze (ad esempio il confronto/fusione tra il soggetto e l’ambiente). E ogni ciclo di immagini trova la sua “custodia” in una cassa di quelle tipicamente usate per trasportare cavi e amplificatori.
L’intero progetto è, in fondo, una dimostrazione di come per comprendere specifici fenomeni culturali sia necessario adottare la corrispondente, specifica forma mentis.

Stefano Castelli

Evento correlato
Nome eventoSimone Bergantini - How to dance rave music
Vernissage20/04/2021 no
Duratadal 20/04/2021 al 22/05/2021
AutoreSimone Bergantini
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA GIAMPAOLO ABBONDIO
Indirizzovia Porro Lambertenghi 6 - Milano - Lombardia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).