Rinasce la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri. Intervista ad Andrea Cancellato

Il Lodigiano ripartirà dall’arte contemporanea. Nella provincia epicentro dei contagi da Covid in Italia, è alle battute finali il progetto per la rinascita della Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri. La suggestiva opera, realizzata a Lodi in riva all’Adda, abbattuta il 23 dicembre 2019 su decisione dell’amministrazione comunale di centrodestra, dopo la scoperta di diversi problemi […]

Cattedrale vegetale @ Ass. Giuliano Mauri
Cattedrale vegetale @ Ass. Giuliano Mauri

Il Lodigiano ripartirà dall’arte contemporanea. Nella provincia epicentro dei contagi da Covid in Italia, è alle battute finali il progetto per la rinascita della Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri. La suggestiva opera, realizzata a Lodi in riva all’Adda, abbattuta il 23 dicembre 2019 su decisione dell’amministrazione comunale di centrodestra, dopo la scoperta di diversi problemi strutturali, punta a rinascere attraverso una raccolta fondi. L’iniziativa è sostenuta da Andrea Cancellato, 65 anni, presidente di Federculture, sindaco di Lodi dal 1980 al 1990 ed ex direttore della Triennale di Milano. Il business plan, con il piano dei costi da sostenere per rimettere in piedi il “tempio naturale” sul fiume (costata quasi 300mila euro, tra soldi pubblici e privati), verrà presentato alla città e all’amministrazione comunale nelle prossime settimane. Al momento mancherebbero le valutazioni legate al punto dove realizzare la nuova Cattedrale: in dubbio la qualità del terrapieno sull’Adda dove sorgeva la prima opera, punto dove la struttura era troppo esposta al vento.

LA RACCOLTA FONDI

Mancano solo gli ultimi pareri tecnici e poi presenteremo il progetto per la rinascita della Cattedrale vegetale”, spiega l’ex direttore della Triennale di Milano, Andrea Cancellato. “È un’iniziativa che stiamo portando avanti da mesi e che con il Covid ha subito un rallentamento. Ora che vediamo la luce in fondo al tunnel della pandemia, è il momento di accelerare. Presto presenteremo il progetto, ci metteremo la faccia. Poi faremo partire un crowdfunding per raccogliere fondi”. Nella realizzazione della nuova Cattedrale vegetale è stata ovviamente coinvolta anche la famiglia dell’artista lodigiano deceduto nel 2009. Il nuovo progetto prevede la richiesta al Comune di ottenere il terreno in comodato d’uso gratuito e un’ampia raccolta fondi per finanziare la realizzazione del maestoso tempio composto da 108 colonne di legno per 5 navate, con un’altezza di 18 metri e 72 di lunghezza.

Cattedrale vegetale @ Ass. Giuliano Mauri
Cattedrale vegetale @ Ass. Giuliano Mauri

LA NUOVA VITA DELLA CATTEDRALE VEGETALE

L’installazione è stata un punto turistico importante”, dice Cancellato. “Ha avuto un grande successo a Lodi e anche fuori. È giusto che un’opera di arte contemporanea susciti dibattito. Secondo noi è il momento di rilanciarla”. Nel frattempo, continuano gli accertamenti per chiarire le cause dei cedimenti della prima Cattedrale vegetale. Su questa vicenda, l’amministrazione comunale di Lodi ha chiesto numerosi pareri legali e tecnici, scoprendo che i crolli dei supporti erano da ricondurre al peggioramento delle condizioni del legno avvenuto per cause biologiche e in particolare per l’attacco di un fungo. Intanto, dopo quasi un anno e mezzo dall’abbattimento dell’opera, i resti delle colonne della Cattedrale di Mauri sono ancora accatastate in riva al fiume. “Stiamo aspettando i pareri legali per capire come procedere“, assicurano dal Comune di Lodi che sul caso sta valutando la possibilità di aprire un’azione civile nei confronti di chi ha costruito l’opera.

-Carlo D’Elia

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Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.