La Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri a Lodi potrebbe ritornare in vita. Grazie ai privati

Dopo l’abbattimento da parte dell’amministrazione comunale di Lodi, la Cattedrale Vegetale dell’artista Giuliano Mauri potrebbe essere ricostruita, diventando così il simbolo della città dopo la crisi sanitaria

Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale, Lodi
Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale, Lodi

La Cattedrale vegetale di Lodi potrebbe risorgere grazie ai privati.  ambizioso il progetto che prevede la realizzazione di una seconda versione del tempio naturale di Giuliano Mauri, l’artista lodigiano scomparso nel 2009, maestro della Land Art, al posto di quella abbattuta poco prima di Natale – dopo una serie di problemi strutturali – dall’amministrazione comunale di centrodestra. L’imponente installazione artistica realizzata su un terrapieno di fianco all’Adda potrebbe così diventare il simbolo della città di Lodi, fortemente colpita dall’emergenza Coronavirus. Della questione gli eredi dell’artista Giuliano Mauri stanno discutendo da marzo.

Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale, Lodi
Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale, Lodi

IL FUTURO DELLA CATTEDRALE VEGETALE DI GIULIANO MAURI

In piena pandemia, dall’associazione Giuliano Mauri era trapelata la volontà di riportare in vita la Cattedrale attraverso la richiesta al Comune del terreno in comodato d’uso gratuito e un’ampia raccolta fondi per finanziare la realizzazione del maestoso tempio composto da 108 colonne di legno per 5 navate, con un’altezza di 18 metri e 72 di lunghezza. Tra i promotori di questa iniziativa, che avrebbe la funzione anche di fare da volano per turismo in città, c’è l’ex sindaco di Lodi, Andrea Cancellato, ex direttore della Triennale di Milano e guida di Federculture.  Un progetto ambizioso per l’opera inaugurata dal critico d’arte Philippe Daverio (e visitata anche da Vittorio Sgarbi) nel 2017, e che è rimasta in piedi poco più di un anno. La nuova opera andrebbe a sostituire la prima versione della Cattedrale che era stata inaugurata il 23 aprile 2017 e poi abbattuta definitivamente il 23 dicembre scorso su decisione dell’amministrazione comunale. L’opera era costata quasi 300mila euro (di cui 125mila euro di soldi pubblici stanziati da Regione Lombardia e il resto dei privati).

CATTEDRALE VEGETALE DI LODI. DALL’ABBATTIMENTO ALLA POSSIBILE RICOSTRUZIONE

A incidere sulla decisione del Broletto sono stati i continui cedimenti che ne avevano minato inesorabilmente la solidità. I primi crolli, infatti, risalgono al settembre 2018 quando alcune delle colonne da 18 metri di altezza hanno iniziato a collassare mentre due trombe d’aria e la cattiva manutenzione hanno fatto il resto, spazzando via alla fine il 90% della Cattedrale di alberi che fino ad allora aveva richiamato migliaia di visitatori da tutta Italia e anche dall’estero. Sulle cause dei crolli, al momento, resta aperta la vicenda legale. L’amministrazione comunale di Lodi ha chiesto numerosi pareri legali e tecnici, scoprendo che i crolli dei supporti erano da ricondurre al peggioramento delle condizioni del legno avvenuto per cause biologiche e in particolare per l’attacco di un fungo. Intanto dopo quasi sette mesi dall’abbattimento dell’opera, i resti delle colonne della cattedrale vegetale sono ancora accatastati in riva al fiume. La Giunta comunale sta valutando se puntare il dito contro la direzione dei lavori o potrebbe valutare come determinante la qualità del materiale utilizzato per la realizzazione della Cattedrale vegetale e quindi chiedere i danni al fornitore del legno.

– Carlo d’Elia

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Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.