Roma: nell’archivio Pilade Bertieri nasce il project space Atelier dedicato al contemporaneo

La galleria Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery di Venezia apre una sede nella Capitale, all’interno di uno spazio già fortemente connotato. La prima mostra sarà incentrata sulla musica e metterà a confronto tre contemporanei con le opere di un importante artista del Novecento.

Atelier Roma
Atelier Roma

È prevista per i giorni del 13, 14 e 15 maggio 2021 l’apertura di Atelier, la nuova project room di Roma che si confronta con uno spazio fortemente connotato: ovvero lo studio dell’artista Pilade Bertieri (Torino, 1874 – Roma 1965), dove oggi risiede il suo archivio. Dietro c’è l’impegno di Beatrice Burati Anderson, fondatrice dell’omonima galleria che sorge nel cuore di Venezia, vicino a Campo San Polo, attiva da maggio 2017. Anche in questo caso, si tratta di un luogo carico di storia, affacciato su una corte trecentesca: un ex magazzino che mantiene intatte le stratificazioni del tempo, come le travi del Quattrocento, l’antico parquet e il teatro d’opera al piano superiore. Due delle sue porte si aprono direttamente sul canale Rio de la Madoneta. “È come stare nella pancia di Venezia”, racconta la gallerista. Biografa e studiosa di lunga data di Pilade Bertieri, Beatrice Burati Anderson approda a Roma con una mostra che tesserà un dialogo su diversi registri, tra pittura e scultura, contemporaneità e arte del Novecento.

CHI ERA PILADE BERTIERI

Pilade Bertieri, nato a Torino nel 1874, ha vissuto a New York, Londra, Parigi e infine a Roma, dove si stabilisce in una casa-studio in cui continua a lavorare fino alla sua morte. Straordinario ritrattista, è stato allievo di Cesare Tallone e Giacomo Grosso e ha stretto un profondo legame di amicizia con Giacomo Balla (di cui si pensa che sia stato anche uno dei primi maestri). Ha fatto la sua fortuna in giro per il mondo, ricevendo importanti cariche soprattutto a Parigi, come membro della Société Nationale des Beaux-Arts e selezionatore per il Salon. “Un suo lavoro fu acquistato negli anni Cinquanta da Palma Bucarelli per la Galleria Nazionale di Roma, attualmente si trova al Museo Boncompagni Ludovisi”, spiega Beatrice Burati Anderson, raggiunta da Artribune, a proposito della fortuna di questo artista. “Qualche anno fa la GAM di Torino, proprietaria di un paio di suoi lavori di cui uno importantissimo, ha fatto una mostra mettendo in dialogo una sua tela con un’opera di Cucchi. La stessa tela è stata esposta anche alle Gallerie d’Italia di Milano nell’ambito di una mostra intitolata La Grande Guerra, Arte e artisti al fronte, e poi di nuovo alla GAM di Torino, in una mostra sul giovane Balla [dal titolo ProtoBalla ndr] in virtù dell’amicizia tra Bertieri, Balla e Giuseppe Pellizza Da Volpedo”.

LA MOSTRA DI APERTURA DI ATELIER DI ROMA

L’avvio di Atelier a Roma rappresenta quindi un’occasione per continuare a promuovere la storia di questo artista, contestualizzandola in quella che è stata la sua dimora nell’ultimo periodo della sua vita. La mostra di apertura, curata da Bruno Corà, si intitola The Food of Love, titolo tratto dall’incipit de La dodicesima notte di Shakespeare, in cui il duca Orsino pronuncia la frase: “If music be the food of love, play on”. Il tema centrale sarà quindi la musica, evocata anche attraverso gli antichi strumenti presenti nell’atelier di Pilade Bertieri, come un pianoforte a mezza coda e degli antichi liuti. Gli artisti invitati (già presenti nella scuderia della galleria veneziana) sono Giovanni Rizzoli, presente con una scultura, Andrew Huston, con delle tele e Tristano di Robilant, con opere in vetro. “Se vogliamo dare il via onorando la vita e l’arte in questo momento”, conclude Beatrice Burati Anderson, riferendosi al tanto atteso momento di ripartenza per la vita culturale del nostro paese, “non possiamo che avere bisogno di musica, che sottende a tutte le cose”.

-Giulia Ronchi

The Food of Love
Dal 13 maggio 2021, Roma

www.beatriceburatianderson.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.