Biennale LIAF: Francesco Urbano Ragazzi cura l’edizione 2022 nelle Isole Lofoten in Norvegia

Sarà il duo italiano Francesco Urbano Ragazzi a curare il Lofoten International Art Festival (LIAF), biennale d’arte contemporanea che dal 1999 si svolge in sedi sempre diverse del Circolo Polare Artico. “Una delle modalità di lavoro che adotteremo sarà basata su workshop e residenze, ma vorremmo ripensare questi formati in un’ottica ubiquitaria che integri la presenza con l’assenza”, ci ha raccontato Francesco Urbano Ragazzi

Francesco Urbano Ragazzi, Photo Courtesy of Giorgio De Vecchi, GerdaStudio
Francesco Urbano Ragazzi, Photo Courtesy of Giorgio De Vecchi, GerdaStudio

La Norvegia ama l’Italia. Dopo la presenza del curatore Théo-Mario Coppola, italiano attualmente di base a Parigi, prevista nell’undicesima edizione di MOMENTUM, in programma dal 12 giugno al 10 ottobre 2021 nella cittadina della contea di Viken, nella parte meridionale del Paese, un’altra biennale norvegese, questa volta sul versante settentrionale, annuncia un curatore italiano: il duo Francesco Urbano Ragazzi. Si tratta del Lofoten International Art Festival (LIAF), manifestazione d’arte contemporanea che dal 1999 porta nell’arcipelago artico delle Isole Lofoten noti nomi internazionali: in passato hanno partecipato Olafur Eliasson, Pipilotti Rist, Tori Wrånes. Saltata l’edizione 2021 causa pandemia, l’organizzazione ha lanciato una call nel novembre 2020 per cercare “uno o più curatori per LIAF 2022, con un periodo di progetto che va dall’1 aprile 2021 al 1 novembre 2022”. La scelta è ricaduta su questo duo curatoriale fondato a Parigi nel 2008 (ma di base a Milano) con il desiderio di sperimentare formati di produzione, esposizione, scrittura e ricerca diversi: le sue principali linee d’interesse sono gli studi di genere, le estetiche digitali e i territori emergenti. “Siamo lieti di annunciare che Francesco Urbano Ragazzi curerà l’edizione 2022 del Lofoten International Art Festival”, dichiarano gli organizzatori, North Norwegian Art Center (NNKS) e Artistic Advisory Board del LIAF. “Il duo ha un’esperienza di progetti espositivi radicali e avvincenti. Scrivere e raccontare storie è una parte vitale della loro pratica, e non vediamo l’ora di vedere a cosa porterà il loro incontro con le isole Lofoten e il Nord”.

IL LOFOTEN INTERNATIONAL ART FESTIVAL (LIAF) 2022

L’arcipelago artico delle Isole Lofoten, la drammatica bellezza dei picchi a strapiombo sui fiordi e la quiete di questi luoghi ha sempre ispirato artisti di tutto il mondo e tuttora ospita spazi espositivi indipendenti, programmi di residenze d’artista e, nei periodi estivi, progetti e festival internazionali. È questo il caso del Lofoten International Art Festival che parte dal presupposto che l’elemento artistico sia linfa vitale per raccontare questo territorio e mostrarne l’essenza e le radici più autentiche. La biennale non ha una sede fissa nelle isole Lofoten, ma viene ricreata ogni volta esplorando e integrando i suoi contorni. Mostre e opere d’arte sono state, infatti, presentate in luoghi come la cima di una montagna, un parco, un garage, una biblioteca, una pescheria e una casa privata. “Espandersi, esplorare e acquisire nuove conoscenze attraverso l’arte è la forza motrice del festival”, continuano gli organizzatori. “Il LIAF considera tutta la Norvegia settentrionale come la sua regione d’origine. Una responsabilità dei curatori del LIAF 2022 è quella di assegnare borse di produzione agli artisti che vivono e lavorano in questa zona. LIAF 2022 si concentrerà sulla collaborazione e sui processi collettivi. Faciliterà la produzione artistica e creerà valori e conoscenza attraverso l’arte, basata su incontri e interazioni tra persone e luoghi. I laboratori e le residenze d’artista saranno elementi centrali nello sviluppo del festival”.

Nordbrygga, spazi espositivi di LIAF in Henningsvær. Photo Kjell Ove Storvik
Nordbrygga, spazi espositivi di LIAF in Henningsvær. Photo Kjell Ove Storvik

CHI È IL DUO FRANCESCO URBANO RAGAZZI

Il duo ha sviluppato The Internet Saga, una piattaforma di ricerca e un ciclo di mostre iniziato con l’omonima personale del filmmaker indipendente Jonas Mekas a Palazzo Foscari Contarini (2015), stringendo con lui (fino alla morte avvenuta nel gennaio 2019) una stretta collaborazione, curandone mostre, pubblicazioni e proiezioni in tutto il mondo. Tra esse: Again, Again It All Comes Back to Me in Brief Glimpses, la prima retrospettiva dell’artista in Asia (National Museum of Modern and Contemporary Art, Seoul, 2018), la sua ultima mostra personale (Ásmundarsalur, Reykjavik International Film Festival, 2018) e il progetto editoriale Transcript 04 44′ 14″: Lithuania and the Collapse of the USSR (Humboldt Books, 2020). Dal 2017 il duo dirige The Church of Chiara Fumai, l’archivio dell’artista femminista Chiara Fumai. 

LA PAROLA AL DUO FRANCESCO URBANO RAGAZZI

Nella storia di LIAF abbiamo ritrovato anche un po’ della nostra storia curatoriale. Fin dagli anni ’90 il Lofoten International Art Festival invita i propri curatori a ripensare costantemente i confini del dispositivo mostra, spingendoli a vivere l’arte come un’avventura esistenziale. Cambiando a ogni edizione le proprie sedi, LIAF si è adattata quasi come un organismo al proprio territorio”, racconta il duo Francesco Urbano Ragazzi ad Artribune. “Per parte nostra abbracceremo questa natura evolutiva dell’istituzione, provando a immettere degli elementi allucinatori nel tessuto del reale così come abbiamo fatto in passato. LIAF si svolge in un contesto remoto eppure oggi centrale come il Circolo Polare Artico. Questa condizione ci spingerà a chiederci che cosa, di una biennale, sia davvero necessario. Una delle modalità di lavoro che adotteremo sarà basata su workshop e residenze, ma vorremmo ripensare questi formati in un’ottica ubiquitaria che integri la presenza con l’assenza. È ovviamente ancora presto per dare anticipazioni riguardo la lista degli artisti, i temi e le azioni che svolgeremo, ma vi terremo sicuramente aggiornati”. 

– Claudia Giraud 

www.liaf.no

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).