Il passo della storia. Tre artisti a Roma

Baldo Diodato è con Schirin Kretschmann e Yorgos Stamkopoulos alla Galleria Mario Iannelli di Roma per creare uno spettacolo che ha il gusto della totalità.

La nuova e coinvolgente azione polifonica modellata da Baldo Diodato negli spazi della Galleria Mario Iannelli di Roma, in occasione del progetto espositivo Cast, pone ancora una volta lo spettatore al centro dell’opera, come parte attiva di un ingranaggio in cui la contemplazione richiama in causa anche il gesto, il movimento (magari involontario, distratto), il passaggio del pubblico, il peso del corpo, il segno, il residuo, l’indizio, l’impronta della vita vera. Varcare la soglia della galleria – nel cortile è presente anche uno stiacciato in progress – significa infatti entrare prima di tutto in un dispositivo che si nutre delle orme lasciate dallo spettatore, attore attivo di un grande Frottage Multicolore (i colori adottati sono il nero, il giallo, il rosso, il blu, il verde) che ricopre l’intero pavimento dello spazio espositivo per tramutarlo in racconto d’una traccia corale e circostanziale.
Sulle pareti, accanto agli straordinari lavori che questo nostro maestro nato a Napoli nel 1938 ci propone (tra questi ci sono anche dei ritagli scollati dal grande manto che durante l’opening hanno accettato la regola e il caso dello struscio spettatoriale), bisogna ricordare che nel palinsesto espositivo della galleria era prevista lo scorso 21 gennaio una sua personale (Walking on Canvas) spostata purtroppo a data da destinarsi, alcune piccole ma preziose note visive di Schirin Kretschmann e Yorgos Stamkopoulos (tutte realizzate tra il 2019 e il 2021) donano al racconto visivo una armonia che ha il sapore della completezza, della globalità.

Antonello Tolve

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Nome eventoCast
Vernissage02/03/2021 ore 16-20
Duratadal 02/03/2021 al 23/04/2021
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoGALLERIA MARIO IANNELLI
IndirizzoVia Flaminia 380 00196 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.