IONOI, il progetto di Nico Vascellari trasforma le case in palcoscenico per performance

L’artista, insieme alla sua band Ninos du Brasil, per 20 giorni realizzerà 20 performance in 20 case diverse, in 20 regioni d’Italia. Portando così la cultura dai suoi usuali luoghi di fruizione (per ora chiusi) direttamente nello spazio domestico

Nico Vascellari durante la performance
Nico Vascellari durante la performance "Do you trust me", in diretta su YouTube

Cinema, teatri, musei, sale concerti sono i luoghi che nell’ultimo anno sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia. In particolare cinema e teatri sono i luoghi che stanno subendo le conseguenze imposte dal distanziamento sociale e dalle chiusure, provocando ingenti problemi a tutti i lavoratori del settore ma anche ai fruitori. Come si può, infatti, concepire un tipo di fruizione diversa per gli spettacoli dal vivo? E in che luoghi? Queste sono solo alcune delle domande che da un anno a questa parte l’intero settore si pone per cercare di ovviare alla crisi dell’attuale momento storico, portando spesso a soluzioni resilienti, innovative, portatrici di riflessioni. E se la nostra casa, luogo in cui ci siamo rifugiati nell’ultimo anno, diventasse un po’ palco, un po’ cinema, un po’ teatro? Si connota per la sua essenza potentemente domestica il nuovo progetto dell’artista Nico Vascellari, IONOI, che consiste il 20 performance realizzate in 20 case di 20 regioni d’Italia.

Nico Vascellari, ph. Mattia Zoppelaro
Nico Vascellari, ph. Mattia Zoppelaro

SE LA CASA DIVENTA UN TEATRO. IL PROGETTO DI NICO VASCELLARI

Per 20 giorni, dal 26 marzo al 14 aprile, insieme alla sua band Ninos du Brasil, Vascellari farà tappa ogni giorno in una casa diversa (i nomi dei padroni di casa verranno svelati nel corso del progetto), e qui daranno vita a performance che si tradurranno “in un momento intimo, che annulla totalmente il distacco tra artista e pubblico e si adatta ai proprietari di casa e all’ambiente in cui si svolge”, spiegano gli organizzatori. “Dopo un anno di chiusure e di totale incertezza per un intero sistema culturale, il progetto si interroga su cosa potrà significare tornare alla normalità. Da luogo in cui siamo ‘chiusi’ la casa diventa il teatro, il museo, il cinema, il club: uno spazio dove inventare nuove modalità operative, in maniera positiva e propositiva”. IONOI culminerà nel documentario, con la regia di Nico Vascellari, co-prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle, e Codalunga. “IONOI è un’evoluzione di lavori sviluppati in precedenza. Penso a Nico & The Vascellaris, Cuckoo, Lago Morto e sicuramente a tutto il percorso di Codalunga”, spiega ad Artribune Nico Vascellari. “Sono meccanismi attivati per alterare la realtà, i sistemi e la loro percezione”.

IL PROGETTO IONOI DI NICO VASCELLARI

Già lo scorso anno, durante il primo lockdown, Vascellari è stato protagonista di Do you trust me?, progetto che ha visto l’artista impegnato, per 24 ore, in una performance trasmessa in live streaming dal proprio studio. In questa occasione, Vascellari ha recitato per tutto il giorno su una base elettronica la frase “I trusted you”. A distanza di poco meno di un anno, l’artista propone con il progetto IONOI “un singolare racconto dell’Italia in un tempo particolarmente complicato, in cui gli italiani, attraverso un evento culturale che entra nelle loro case, dalle grandi città alle province più remote, diventano protagonisti e partecipi di qualcosa di cui sono sempre stati spettatori”. Le performance – che si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid – verranno trasmesse in live streaming dal canale YouTube di Codalunga e comunicate attraverso i canali Instagram di Nico Vascellari, Codalunga e Ninos Du Brasil, appoggiandosi anche ai canali degli ospitanti che verranno annunciati giorno per giorno.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.