Nuovi musei in Spagna. A Cáceres lo spazio della collezione di Helga de Alvear

Dalla prossima primavera, la Spagna avrà un museo d’arte contemporanea in più. Sorgerà a nella città spagnola di Cáceres in Extremadura

L’esterno del Museum of Contemporary Art Helga de Alvear. Photo: Amores Pictures
L’esterno del Museum of Contemporary Art Helga de Alvear. Photo: Amores Pictures

Sarà la sede di una delle più importanti collezioni d’arte contemporanea di respiro mondiale in Europa, quella della gallerista e mecenate Helga de Alvear: un patrimonio di oltre 3.000 opere di 500 prestigiosi artisti di tutto il mondo, fra i quali Joseph Albers, Paul Klee, Jenny Holzer, Anish Kapoor, Philippe Parreno, Gordon Matta-Clark, Olafur Eliasson, Kandinsky e Picasso. La mostra inaugurale proporrà una selezione di circa 200 opere, e sarà a cura di José María Viñuela, conservatore della collezione.

A sinistra, Joseph Beuys, Angelus, 1977. A destra, Nam June Paik, Beuys II, 1989. © Joaquín Cortés / Helga de Alvear Museum
A sinistra, Joseph Beuys, Angelus, 1977. A destra, Nam June Paik, Beuys II, 1989. © Joaquín Cortés / Helga de Alvear Museum

IL MUSEO DE ALVEAR

Il progetto, ideato dallo studio spagnolo Mansilla + Tuñón è stato portato avanti da Emilio Tuñón dopo la prematura scomparsa di Mansilla nel 2012, ed è in parte ispirato a quello che lo studio ha realizzato per l’hotel Atrio-Relais Châteaux, anch’esso situato a Cáceres e selezionato per il Premio Mies van der Rohe nel 2015. Il Museo è infatti concepito su due corpi: quello antico, risalente al 1913, che è stato la prima sede della Fondazione, e dove un lungo e attento restauro ha permesso di ricavare nuove ampie gallerie e sale espositivi; e quello moderno, di nuova realizzazione, che si sviluppa su una superficie di 17.000 metri quadrati, con ampie gallerie dai soffitti alti mediamente ben quattro metri e mezzo, ma in alcune zone si arriva fino ai nove metri, per accogliere le opere monumentali. Tuñón ha utilizzato una finitura in gesso bianco per pareti e soffitti, mentre il cemento industriale costituisce la pavimentazione. “Volevamo costruire uno spazio molto neutro in cui l’arte potesse sentirsi a proprio agio”, ha spiegato. Il Museo Helga de Alvear è stato fondato in risposta al desiderio di Helga de Alvear di condividere la sua collezione con il pubblico e per dare alla città un centro di ricerca, promozione ed educazione nel campo delle arti visive contemporanee. In un anno particolarmente difficile per la cultura, l’istituzione ha la vocazione di ricordarci che l’arte è un motore essenziale per continuare a guardare al futuro. Per volontà della proprietaria, alla sua scomparsa il Museo resterà patrimonio della città di Cáceres.

Helga de Alvear, 2021. Photo: Andy Solé
Helga de Alvear, 2021. Photo: Andy Solé

CHI È HELGA DE ALVEAR

Helga de Alvear ha collaborato negli anni Sessanta con il famoso mercante d’arte Juana Mordó, un ruolo che le ha permesso di conoscere direttamente molti dei più importanti esponenti dell’avanguardia spagnola del dopoguerra, fra cui Eduardo Chillida e José Guerrero. Dalla frequentazione di quel mondo, nacque l’idea di costruire nel tempo una propria collezione di opere d’arte, e, nel 1996, quella di aprire una propria galleria incentrata principalmente sulla fotografia, la videoarte e l’installazione, in un momento storico in cui, in Spagna, questi linguaggi creativi non erano ancora molto conosciuti e compresi. Notevole anche il suo impegno per lo sviluppo istituzionale della scena del contemporaneo spagnolo, poiché de Alvear nel 1982 ha collaborato alla fondazione di ARCO, una delle più importanti fiere d’arte a livello mondiale; inoltre, ha contribuito alla nascita della Fundación Museo Reina Sofía, e infine, nel 2006, ha dato vita alla Fundación Helga de Alvear (con il sostegno del governo regionale dell’Estremadura e del consiglio comunale di Cáceres) che si occupa di promuovere e sostenere l’arte contemporanea.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.