Vetrine accese: in Piazza San Marco vanno in mostra gli artisti degli atelier Bevilacqua La Masa

Per ovviare al problema della prolungata chiusura dei musei, le quattro vetrine del centro di Venezia ospiteranno quindici opere d’arte, realizzate da altrettanti giovani talenti selezionati dall’istituzione per il proprio programma di residenze

Vetrine accese a Venezia
Vetrine accese a Venezia

Tre mesi e quindici opere per riportare l’attenzione sull’arte: così la Fondazione Bevilacqua La Masa rinnova per il 2021 l’impegno nel formare e dare visibilità ai giovani talenti dell’arte contemporanea. In occasione dell’evento Vetrine accese, infatti, i quindici artisti che hanno meritato un posto nel programma di residenze dell’istituzione – negli atelier di Palazzo Carminati e del Chiostro dei Santi Cosima e Damiano – allestiranno un’opera ciascuno nelle quattro vetrine della Galleria di piazza San Marco (per il momento chiusa a causa della pandemia). Queste, rigorosamente site specific, si alterneranno per i prossimi tre mesi a partire da mercoledì 27 gennaio.

GLI ARTISTI DI VETRINE ACCESE A VENEZIA

Gli artisti esporranno dunque a gruppi di quattro (eccetto l’ultima tornata, di tre persone) per le quattro vetrine affacciate sulla Seconda Calle de l’Ascension, con interventi che spazieranno dall’arte pittorica alle installazioni video, dalla fotografia alla stampa. Da mercoledì 27 gennaio a domenica 14 febbraio toccherà a Rémi Deymier, Giuseppe Di Liberto, Sara Manzan ed Edoardo Ongarato; da mercoledì 17 febbraio a domenica 7 marzo saranno ospitati Giacomo Bianco, Francesco Casati, Giulia Deganello e Jingge Dong; da mercoledì 10 marzo a domenica 28 marzo sarà il turno di Bruno Fantelli, Stefano Cescon, Federica Zanlucchi, Alessandro Zonta; infine, da mercoledì 31 marzo a domenica 18 aprile concluderanno Simone Carraro, Elena Della Corna e Angela Grigolato. Questi artisti erano stati selezionati tramite bando per l’anno 2019-2020 ma, a causa della pandemia, la permanenza negli atelier è stata prolungata per l’anno 2021, offrendo loro la possibilità di restare e continuare a formarsi.

LA STORIA DELLE RESIDENZE DI FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA

Il programma di residenze dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa è uno dei più antichi d’Europa ed ha origine nel 1898 con la nascita dell’istituzione stessa: fu la fondatrice, la duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, a disporre che la sua residenza privata di Palazzo Ca’ Pesaro sul Canal Grande fosse destinata alla promozione dei giovani artisti a Venezia. Dopo la trasformazione dei Musei Civici Veneziani in Fondazione, la Bevilacqua La Masa è rimasta l’unico ente del Comune dedicato all’arte contemporanea, stabilendo la sua sede principale a Palazzetto Tito e integrando a questa sede espositiva la vetrina della Galleria di Piazza San Marco. L’Istituzione ha mantenuto inalterata l’originaria missione di promozione dei giovani artisti attraverso l’attività degli Studi d’Artista, considerati un elemento di straordinaria attualità: “La mission del programma”, ricordano dalla Bevilacqua La Masa, “consiste del promuovere, aiutare, formare, con gli strumenti e il supporto adeguati, i giovani artisti. Vetrine accese nasce all’interno di questi obiettivi, offendo visibilità alla creatività contemporanea, ancora in una fase di emergenza e di speranzosa attesa della prossima riapertura della Galleria”.

– Giulia Giaume

www.comune.venezia.it/fondazionebevilacqua-la-masa

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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.