“Power Joy Humor Resistance”: Monica Bonvicini all’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma

L’artista italiana, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 1999, ha realizzato per l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma una installazione al neon che vuole essere uno stimolo per superare le difficoltà affrontate nel 2020

“Power Joy Humor Resistance”: Monica Bonvicini all’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma - (dettaglio opera)
“Power Joy Humor Resistance”: Monica Bonvicini all’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma - (dettaglio opera)

Si conclude con l’intervento dell’artista italiana naturalizzata berlinese Monica Bonvicini (Venezia, 1965) la trilogia di installazioni site specific promosse dall’Istituto Italiano di Cultura C.M. Lerici di Stoccolma, un progetto finalizzato alla valorizzazione dell’arte italiana all’estero che hanno visto protagonisti nel 2018 Bianco-Valente con l’opera Relational e Mariangela Levita con TUTTO.Leonardo, nel 2019. Power Joy Humor Resistance è invece il titolo del lavoro di Bonvicini, a cura di Adriana Rispoli e realizzato nell’ambito della 16esima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.

L’OPERA DI MONICA BONVICINI PER L’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA A STOCCOLMA 

Power Joy Humor Resistance, un’installazione a neon che fino al 28 febbraio 2021 sarà collocata sull’edificio che ospita l’Istituto Italiano di Cultura (progettato nel 1958 da Gio Ponti), ripercorre temi tipici della ricerca di Monica Bonvicini – artista che, nel corso della sua carriera, ha ricevuto prestigiosi premi, tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, il Preis der Nationalgalerie für junge Kunst dello Staatliche Museen zu di Berlino nel 2005 e il Premio Oskar Kokoschka nel 2020 –, ovvero il femminismo, la questione di genere e l’esercizio del potere. Riflessioni, queste, più che mai attuali in questo 2020, anno che ha assistito alla pandemia, alle lotte per i diritti LGTBQA+ e alle proteste per la morte di George Floyd al grido di Black Lives Matter.

“Power Joy Humor Resistance”: Monica Bonvicini all’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma
“Power Joy Humor Resistance”: Monica Bonvicini all’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma

POWER JOY HUMOR RESISTANCE DI MONICA BONVICINI 

“Il linguaggio, l’uso di materiali industriali, l’interesse per l’architettura e per la parità di genere sono le caratteristiche distintive del lavoro di Monica Bonvicini, che si ritrovano nella grande scritta a neon Power Joy Humor Resistance”, scrive la curatrice Adriana Rispoli. “Tra il 2019 e il 2020 l’artista ha lavorato ad una serie di opere su carta concentrate sul tema della rabbia come energia positiva femminista. Non sorprende, quindi, che il grande cartellone a neon prende spunto dal libro “Rage Becomes Her. The Power of Women’s Anger” di Soraya Chemaly, giornalista americana e attivista per i diritti delle donne. L’uso del linguaggio come scultura è centrale in molti lavori di Monica Bonvicini, così come il suo “montaggio” di citazioni. Power Joy Humor Resistance può e deve essere letto alla luce degli avvenimenti che hanno contraddistinto questo 2020: come segno di partecipazione al movimento internazionale Black Lives Matter e alla comunità LGTBQA+, e come auspicio per un futuro per tutti più leggero e non per questo comodo, il post Covid19. Consapevole del peso del linguaggio, attraverso la collocazione della scritta nel punto più visibile dell’edificio realizzato da Gio Ponti a Stoccolma, Monica Bonvicini sfrutta il potere della semiotica commerciale per inviare, con il suo solito sguardo graffiante, un messaggio positivo nell’oscurità del lungo inverno svedese”. 

– Desirée Maida 

Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma

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AutoreMonica Bonvicini
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.