L’Oskar Kokoschka Preis 2020 lo vince un’artista italiana: Monica Bonvicini

Momenti di soddisfazione senza confini nella carriera artistica di Monica Bonvicini, già Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1999. Ora, mentre Torino dà spazio a una sua composita installazione da set cinematografico alle OGR, Vienna omaggia l’artista veneziana con un alto riconoscimento artistico.

Monica Bonvicini, @archive TBA21 ©Nguyen Phuong Thao
Monica Bonvicini, @archive TBA21 ©Nguyen Phuong Thao

L’aveva intitolata con una frase veemente come un lamento sanguigno – I cannot Hide my Anger (Non posso nascondere la mia rabbia) – la sua recente personale viennese al Belvedere 21, conclusasi nello scorso ottobre. Beninteso, non è solo per questo che ora la capitale austriaca assegna a Monica Bonvicini (Venezia, 1965) il Premio Oskar Kokoschka 2020. In effetti l’artista italiana, con base a Berlino, è ben nota all’ambiente viennese, sia per l’insieme della sua opera e per i tanti riconoscimenti, sia per aver insegnato per un quindicennio – a partire dal 2003 – arte performativa e scultura nella prestigiosa Accademia di Belle Arti (Akademie der bildenden Künste), anche se in quest’ultimo ruolo è ormai attiva nella capitale tedesca. Il premio è stato annunciato da Gerald Bast, presidente della giuria, nonché “Rektor” dell’Università per le Arti applicate di Vienna (Universität für angewandte Kunst Wien). “A nome di tutta la giuria”, queste le parole di Bast, “mi congratulo vivamente e mi fa molto piacere onorare un’artista che, superando le tecniche tradizionali, da molto tempo è impegnata in tematiche sociologiche e politiche”. La cerimonia ufficiale avrà luogo il 28 febbraio prossimo nell’Auditorium dell’Università delle Arti applicate, luogo in cui il giorno precedente si terrà un simposio internazionale dedicato proprio a Oskar Kokoschka, che, per l’appunto, chiuderà in bellezza con la premiazione dell’artista italiana.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI 

Per la cronaca, c’è da annotare che la galleria viennese di riferimento della Bonvicini, l’influente Krinzinger, ha immediatamente contribuito a enfatizzare la notizia, rimarcando che tale premio è un alto riconoscimento austriaco “che rende onore ai più stimati artisti nazionali e internazionali”. Messaggio accompagnato dalla foto di un’opera dell’artista italiana, protagonista lo scorso anno, nella sede della galleria, della collettiva tutta femminile To a Passer-by, insieme a Marina Abramović, Angela de la Cruz (Turner Prize, 2010), e altre.  Ma a breve, nelle sale del Kunstforum Wien, lei sarà ancora presente nella straripante collettiva The Cindy Sherman Effect, in corso dal 28 gennaio prossimo.  Nel frattempo, allo ORG di Torino, l’infaticabile Monica ha raccolto e intrecciato le proprie esperienze poetiche, lontane e recenti, nella complessa e scenografica installazione As Walls Keep Shifting.

LA STORIA DEL PREMIO

La storia dello Oskar Kokoschka Preis inizia nel 1980, istituito con l’obiettivo di diventare uno dei riconoscimenti più impostanti nell’ambito delle arti visive in Austria. Patrocinato dal Governo, e dotato di 20mila Euro, il premio viene assegnato ogni due anni da una giuria tradizionalmente presieduta dal rettore della Università delle arti applicate. Simbolico il giorno della cerimonia, in quanto di norma si celebra il 1° di marzo, giorno in cui nel 1886 nacque Kokoschka; tuttavia quest’anno, in occasione del succitato simposio internazionale, tale avvenimento verrà lievemente anticipato. Personaggi eccellenti tra i vincitori del premio, il primo dei quali fu Hans Artung nel 1981, seguito da Mario Merz all’appuntamento successivo. Quella dell’anno in corso è la ventunesima edizione; ed ecco, oltre ai nomi già menzionati, un elenco abbreviato dei premiati: Gerard Richter, Jannis Kounellis, John Baldessari, Ilya Kabakov, William Kentridge, Yoko Ono. 

-Franco Veremondi

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.