Il futuro distopico di Alexandre Bavard aka Mosa in mostra a Milano

Un artista multiforme e complesso, uno street artist, ma anche un drammaturgo. Alla Avantgarden Gallery di Milano MOSA mette in scena una periferia in macerie, dove gli unici protagonisti sono i simulacri di una società perduta, sculture totemiche e tele elettriche.

Cemento a terra, residui di indumenti sparsi e oggetti mangiati dall’acidità di sostanze tossiche. Reti come liane e varchi dimensionali. In conclusione della propria residenza milanese, l’artista di origine georgiana Alexandre Bavard, in arte Mosa (1987), anima un mondo post-apocalittico, ormai alla deriva. Acid Bleach, letteralmente “candeggina acida”, è il titolo della serie di opere realizzate attraverso una personale tecnica di scoloritura. Le tele alle pareti sono squarci di pura elettricità e colore, mentre sparsi per la sala si trovano ready-made di cemento e resina. A un primo sguardo sembrano semi liquidi, squagliati, ma appena ci si avvicina si comprende la loro pesantezza.
Il forte potere immaginifico dei lavori è accresciuto dalla teatralità dell’allestimento, che aiuta il visitatore a immergersi nel ruolo che gli spetta. Mai come oggi si potrebbe comprendere il significato di perdita, ma anche di resilienza, dopo la più totale distruzione.

Erica Massaccesi

Evento correlato
Nome eventoAlexandre Bavard - Acid Bleach
Vernissage29/10/2020 ore 18
Duratadal 29/10/2020 al 05/02/2021
AutoreAlexandre Bavard
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoAVANTGARDEN - GALLERY
IndirizzoVia Tertulliano 68 - Milano - Lombardia
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Erica Massaccesi
Erica Massaccesi, marchigiana di nascita, vive a Milano. Laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel 2018 inizia a lavorare per Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, dove affianca l’artista Nico Angiuli nella produzione e direzione della sua opera, “The Human Tools”, vincitrice della terza edizione di Italian Council. Successivamente assiste l’artista emergente Reverie per la realizzazione della performance “Sogno 1: archetipo del sé” alla Fondazione VOLUME! di Roma. Nel luglio 2020, in seguito alla collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, conclude la specialistica in Arti, Patrimoni e Mercati all’Università IULM con una tesi sperimentale in forme di archiviazione dell’arte. Ad oggi, porta avanti la sua ricerca all’interno dell’Archivio e scrive per diverse riviste online.