Svelato il murale di Maupal dedicato a Gigi Proietti al Teatro Brancaccio di Roma

“Ha sempre fatto ridere tutti con la sua ironia romanesca senza mai essere volgare”: lo street artist ci ha parlato della sua ammirazione per il maestro della comicità italiana e dell’opera realizzata in sua memoria

Il murale di Maupal dedicato a Gigi Proietti al Teatro Brancaccio di Roma
Il murale di Maupal dedicato a Gigi Proietti al Teatro Brancaccio di Roma

Nel giorno dei funerali del grande Gigi Proietti, scomparso la notte del 2 novembre nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il Teatro Brancaccio di Roma svela un’opera a lui dedicata. È il ritratto realizzato da Maupal – nome d’arte di Mauro Pallotta – sulla serranda dell’edificio lungo la storica Via Merulana, lo street artist che quattro anni fa aveva fatto parlare di sé grazie a Superpope, il graffito raffigurante papa Francesco nei panni di un supereroe.

Il murale di Maupal dedicato a Gigi Proietti al Teatro Brancaccio di Roma
Il murale di Maupal dedicato a Gigi Proietti al Teatro Brancaccio di Roma

IL MURALE DI MUAPAL PER GIGI PROIETTI A ROMA

L’opera è stata realizzata in una sola giornata, commissionata dal direttore artistico del teatro Alessandro Longobardi”, ci racconta lo street artist, raggiunto da Artribune. “Ho preso un’immagine non comune, che non si trova su internet. Ho fatto un ritratto abbastanza realistico e sullo sfondo ho messo ‘18 18 18 18’, che rievoca una delle sue barzellette più famose. Volevo sottolineare la sua ironia molto romanesca ma allo stesso tempo mai volgare, come purtroppo oggi capita. Spesso viene associata la comicità romana alla volgarità… invece lui, come Alberto Sordi, è stato tra i più grandi comici della storia italiana, hanno fatto ridere senza mai diventare scurrili. Ci tengo molto a sottolinearlo”. E conclude, spiegando la sua devozione per Proietti, che nella sua caleidoscopica figura di uomo di spettacolo ha saputo impersonarsi attore teatrale, attore cinematografico, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e direttore del doppiaggio italiano. “Sono profondamente romano, per certi aspetti mi sentivo visceralmente vicino a lui. Realizzare l’opera a lui dedicata sulla saracinesca del Brancaccio per me è stato come fare il ritratto di un parente. Riuscivo a capire le sfumature più sottili della sua ironia cinica, anche un semplice sguardo, tutta quella semantica non parlata”.

IL TEATRO BRANCACCIO INTITOLATO A GIGI PROIETTI

Dal mondo dello spettacolo c’è chi vuole di più per celebrare la memoria di Gigi Proietti, stimatissimo come protagonista del palcoscenico e ancora più amato come amico e maestro. “Mi farebbe piacere che a Roma venisse intitolato un grande teatro a Gigi Proietti, magari proprio il Brancaccio che lui ha diretto”, afferma commosso l’attore Tullio Solenghi sulla sua pagina Facebook. “Ho la sensazione che lassù stia facendo ridere tutto il creato, che stia facendo divertire con la sua classe, il suo meraviglioso talento e la sua umanità. Ciao Gigi sei tutti noi, il più grande di tutti noi”. Una proposta che, se confermata, sarebbe ben accolta dallo stesso direttore artistico Longobardi, secondo quanto riportato da Repubblica. Anche Carlo Verdone l’ha seguito a ruota, sollecitato su Rainews 24 l’idea di un “Teatro Gigi Proietti”, rinominando così il teatro di Via Merulana, di cui il mattatore romano è stato direttore artistico dal 2001 al 2007.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.