Morto Gigi Proietti. L’attore aveva 80 anni

È morto nel giorno del suo ottantesimo compleanno l’attore Gigi Proietti. La fine di un’epoca

Gigi Proietti

Nel giorno del suo 80esimo compleanno ci lascia un Maestro del cinema e del teatro italiano. Gigi Proietti era un artigiano dell’arte, ed è venuto a mancare in una clinica romana in seguito ad un arresto cardiaco. Gigi Proietti non era solo un mattatore dello spettacolo, era un uomo di grande cultura che tra una battuta e un’altra da anni gestiva in modo egregio il Globe Theatre di Roma facendo rivivere il mito di Shakespeare tra la gente. Sin da bambino Gigi Proietti aveva dimostrato un particolare interesse verso l’arte. Aveva infatti imparato a suonare la chitarra, il piano, la fisarmonica e il contrabasso. E dopo gli studi classici al liceo Augusto di Roma e si era iscritto all’università alla facoltà di giurisprudenza, una via mai portata a termine. In quegli anni si avvicina alla recitazione iscrivendosi – come racconterà poi lui stesso – per caso a un corso al Centro Teatro Ateneo dove diviene allievo, fra gli altri, di Arnoldo Foà, Giulietta Masina e Giancarlo Sbragia. Tra una lezione di diritto, una lezione di teatro e qualche serata a suonare nei locali per mantenersi, inizia la storia artistica del grande Gigi Proietti.

ATTORE PER CASO

Un giorno molto triste per l’Italia e per la cultura. La scomparsa di Proietti sta lasciando molti con il fiato corto e tantissimi sono i messaggi di cordoglio che sui social si stanno scrivendo. Gigi Proietti era un artista amato dal popolo, dal pubblico tutto, dai colleghi e dai collaboratori. In quanti sanno che dopo qualche ruolo da comparsa e alcune parti in vari film con ruoli minori, nel 1968 arriva al primo ruolo da protagonista con “L’Urlo” di Tinto Brass, presentato anche al Festival di Cannes? E si, perché la carriera di Gigi Proietti, lunga 50 anni, è veramente piena di sfumature. Mentre la fortuna teatrale arriva nel 1970 quando viene chiamato a sostituire Domenico Modugno per il ruolo di Ademar nella commedia musica “Alleluja brava gente” di Garinei e Giovannini. Un vero successo che lo stesso Proietti definisce “una botta di fortuna”. In teatro per Proietti sono gli anni della sperimentazione e della consacrazione come solista del palcoscenico. Nel 1976 porta in scena uno spettacolo che segna una tappa miliare della sua carriera: “A me gli occhi , please”, che sarà riproposto nel 1993, nel 1996 e poi nel 2000 allo stadio Olimpico. Sulla stessa linea seguiranno “ Come mi piace” (1983), “Leggero leggero” (1991) e, per la televisione, “Attore amore mio” (1982) e “Io, a modo mio” (1985). Anche al cinema seguono una serie di film ma fra tutti, del periodo “iniziale”, è da segnalare “Il casotto” (1977) di Sergio Citti, in cui recita accanto a Ugo Tognazzi e a una giovanissima Jodie Foster. Fra i film di maggior successo di quegli anni c’è “Febbre da cavallo” (1976), commedia di Steno che vede Proietti nei panni di Mandrake, uno sfortunato scommettitore disposto (quasi) a tutto per poter giocare con i suoi amici. Tra i registi con cui lavora e da cui viene cercato ci sono anche Monicelli, Bolognini, Lattuada, Lumet, Altman e Tavernier. Gigi Proietti attore non si ferma. Nel 1978 prende insieme a Sandro Merli la direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma (fino al 1997), creando un Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diventando insegnante, e come regista, portando in scena molti dei propri allievi e sviluppando numerosi adattamenti di film famosi. Al nome di Gigi Proietti, negli anni, è affiancata la direzione di altri due teatri: il Gran Teatro di Roma e il Globe Theatre.

NON SOLO ATTORE

Il Globe Theatre di Roma in questi anni è stato il quartiere generale del Grande Proietti che tra uno spettacolo e un altro si regalava e regalava al pubblico sublimi entrate in scena. Nei mesi scorsi presentando la stagione 2020 aveva detto: “Grazie al coronavirus ho imparato a fare le riunioni di lavoro su skype, ma che fatica. Io sul web vengo malissimo, non è colpa del virus, tutto storto. Ma il teatro non si può fare in smart working. Goldoni aveva fatto di tutto per eliminare le maschere della commedia dell’arte, che ora invece tornano di moda. Però adesso sono gli spettatori ad essere mascherati, gli attori invece devono stare a debita distanza di sicurezza.” Nella carriera di Proietti spiccano anche importanti ruoli come doppiatore, attività cominciata nel 1964 nel cartoon “Gatto Silvestro” della Warner Bros e cresciuta negli anni fino a doppiare attori del calibro di Robert De Niro, Richard Burton, Sylvester Stallone, Charlton Heston e Marlon Brando. E poi c’è stata tanta tantissima televisione. Protagonista di numerose serie tv, Proietti ottiene uno straordinario successo con “Il maresciallo Rocca” (1996-2005), ambientata a Viterbo e nella quale interpreta il ruolo di un sottufficiale dei carabinieri vedovo con tre figli che si innamora di una farmacista (Stefania Sandrelli). Questa è però un’altra lunga storia di una grande carriera.

-Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.