Il programma 2020 di Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Intervista a Bruno Racine

Il direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana a Venezia racconta come sarà il suo 2020. E introduce al programma del 2021 e ad una novità che attende la sua istituzione

Punta della Dogana © Thomas Mayer
Punta della Dogana © Thomas Mayer

Mentre Pinault annuncia l’apertura per gennaio 2021 del suo museo nella Bourse du Commerce a Parigi, l’avamposto veneziano di Palazzo Grassi e Punta della Dogana continua il programma espositivo per il 2020 e le attività del Teatrino, annunciando inoltre cosa avverrà nel 2021. Ci saranno inoltre alcune trasformazioni: Palazzo Grassi sarà interessato da interventi di manutenzione e si preparerà ad ospitare la programmazione 2022. Ci racconta tutto il direttore Bruno Racine.

Bruno Racine, photo Matteo De Fina
Bruno Racine, photo Matteo De Fina

Come sarà l’autunno 2020 per il tuo museo?
Gli spazi espositivi di Palazzo Grassi – Punta della Dogana hanno riaperto al pubblico l’11 luglio – anche se non a pieno regime, ma solo nei fine settimana per il primo mese – con le tre esposizioni che avrebbero dovuto inaugurare il 22 marzo: l’inedito progetto espositivo “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu”, la monografica “Youssef Nabil. Once Upon a Dream” a Palazzo Grassi e la collettiva “Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte di oggi” a Punta della Dogana. Dai primi giorni di settembre siamo ormai tornati al consueto calendario di apertura: tutti i giorni, tranne il martedì. Per noi era fondamentale dare un segnale alla città dopo un periodo tanto difficile, aprendo il prima possibile le mostre e potendo assicurare la nostra presenza al pubblico.

Come?
Proprio in questo senso, stiamo riattivando alcuni progetti che erano stati interrotti in primavera e altri sono già ripartiti, come per esempio la seconda edizione di un’iniziativa a cui teniamo molto, parte di un ciclo più ampio dedicato ai temi della migrazione: “Altri Sguardi”. Si tratta della seconda edizione del bando di mediazione culturale rivolto a richiedenti asilo e rifugiati politici del territorio che lavoreranno insieme allo staff di Palazzo Grassi e ad alcuni partecipanti della scorsa edizione alla realizzazione di speciali percorsi guidati in mostra, che avranno l’occasione di illustrare ai visitatori. Accanto a questo progetto, ripartono i laboratori dedicati alle scuole con nuove modalità – sia in presenza sia in modalità virtuale a distanza – e riapre la stagione degli appuntamenti al Teatrino, garantendo tutte le misure di sicurezza per il pubblico in presenza.

Che attività hai in programma?
Dallo scorso venerdì 4 settembre è ripartita l’attività del Teatrino con due serate dedicate alle mostre in corso. Sul palco e sullo schermo del Teatrino, data la particolare condizione in cui ci troviamo, si sono avvicendati ospiti d’eccezione. Il 22 ottobre è previsto un incontro con gli scrittori Leonardo Caffo, autore di “Quattro capanne”, e Chiara Valerio, ad esempio. Sempre in calendario per il mese di ottobre anche due appuntamenti molto particolari: una rassegna cinematografica dal titolo “Cinemapocalissi”, curata dal collettivo Il Colorificio, che ha trasformato l’auditorium del Teatrino in un cinema post-porno, e un talk con Bertille Bak, interessante artista francese, reduce da un periodo di studio e lavoro presso la residenza d’artista della Pinault Collection a Lens, in calendario martedì 27. (Le attività sono sospese a seguito del Dpcm del 25 ottobre 2020, ndr).

Palazzo Grassi © Palazzo Grassi, photo Matteo De Fina
Palazzo Grassi © Palazzo Grassi, photo Matteo De Fina

E la didattica?
Ripartono anche tutte le attività dei nostri Servizi Educativi per approfondire i contenuti delle mostre. In cantiere una nuova edizione live e digital dei Laboratori per tutti che presentano un’attività sempre diversa, tenuta da professionisti di vari settori della creatività contemporanea. È inoltre partito un nuovo ciclo di atelier St_Art per le scuole di ogni ordine e grado e proseguono i programmi dedicati agli adolescenti, così come la formazione per i mediatori culturali che incontrano il pubblico tra le sale espositive di Palazzo Grassi – Punta della Dogana per dialogare sulle opere esposte in tre lingue.

Farai delle modifiche ai tuoi progetti iniziali per adattarli alla situazione in corso?
Dal momento in cui ci è stato possibile, ci siamo adoperati per l’adozione di nuove pratiche relative alla gestione del lavoro e alla sicurezza dello staff e dedicati alla conclusione dei lavori di allestimento delle mostre, con la rimodulazione dei percorsi del pubblico, per rendere le sedi agibili in sicurezza. In questo modo abbiamo potuto riaprire al pubblico con le 3 nuove mostre l’11 luglio 2020. Dal 4 settembre Palazzo Grassi – Punta della Dogana sono aperti al pubblico a pieno regime orario ed è ripartita anche l’attività del Teatrino.

Cosa ci aspetta per il 2021?
È stata prorogata la data di chiusura di “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” e “Youssef Nabil. Once Upon a Dream” e annunciata una mostra personale dedicata a Bruce Nauman a Punta della Dogana, “Bruce Nauman: Contrapposto Studies” a cura di Carlos Basualdo, The Keith L. and Katherine Sachs Senior Curator of Contemporary Art al Philadelphia Museum of Art, e Caroline Bourgeois, conservatrice presso la Pinault Collection, in collaborazione con l’artista stesso. Bruce Nauman è una delle figure più significative del panorama dell’arte contemporanea, vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2009, celebrato dai musei di tutto il mondo. L’artista porterà nelle sale di Punta della Dogana la sua produzione più recente e in particolare la serie di opere video che ha realizzato negli ultimi cinque anni a partire dalla rivisitazione del celebre “Walk with Contrapposto” del 1968.  Al termine delle esposizioni attualmente in corso, Palazzo Grassi sarà invece soggetto a una serie di interventi di manutenzione straordinaria che si inseriscono nell’ambito delle operazioni di valorizzazione e miglioria dell’edificio che riaprirà poi al pubblico con un nuovo programma espositivo nel 2022. Possiamo forse dire che tutta questa situazione ci ha colpito, come tutti, ma non ci ha spinto a sconvolgere i nostri piani, perché sempre strutturati sul lungo periodo e progettati in una condizione di piena sicurezza.

Quali pensi che saranno le sfide che i musei dovranno affrontare nel prossimo futuro?
Palazzo Grassi – Punta della Dogana sta lavorando da diversi anni su alcuni binari fondamentali: sviluppare politiche e progetti rivolti all’inclusione, all’apertura verso nuovi pubblici, diversificando la propria proposta. Credo che questo sia diventata una necessità per ogni istituzione contemporanea. Si aggiunge poi il potenziamento dei supporti e degli strumenti digitali, con la produzione di contenuti multimediali ad hoc.L’incontro fisico tra visitatore e opera d’arte rimane il centro dell’attività di un museo e non può essere sostituito, ma il nostro compito rimane quello di rendere questo contatto un momento di crescita. Per farlo ci si può avvalere di strategie diverse, noi crediamo nella pluridisciplinarità e nella totale accessibilità. La cultura può contribuire a rendere il mondo del futuro meno minaccioso o inquietante, grazie alla capacità che ha di superare le barriere universali e di creare legami: questo il pensiero che anima il mio e il nostro lavoro.

Lorna Simpson, Woman on a Snowball, 2018 © Lorna Simpson. Courtesy of the artist and Houser & Wirth. Installation view at Punta della Dogana, Venezia 2020 © Palazzo Grassi, photo Marco Cappelletti
Lorna Simpson, Woman on a Snowball, 2018 © Lorna Simpson. Courtesy of the artist and Houser & Wirth. Installation view at Punta della Dogana, Venezia 2020 © Palazzo Grassi, photo Marco Cappelletti

Diamo i numeri: come è andata dalla riapertura in termini di pubblico? Quale è stata la cosa più bella da quando hai riaperto?
Al momento della riapertura non sapevamo davvero cosa aspettarci in termini di reazione del pubblico. Abbiamo lavorato per aprire le mostre il prima possibile, sicuri di dover dare un segnale positivo alla città di Venezia, profondamente colpita dalle conseguenze del periodo di contenimento, ma posso dire che il riscontro di pubblico ha ampiamente superato le caute previsioni che avevamo inizialmente. Siamo molto soddisfatti e grati ai nostri visitatori che hanno dimostrato un grande entusiasmo e un forte desiderio di ritornare a vivere i nostri spazi e a conoscere le nostre mostre e l’arte contemporanea. La risposta è stata, e continua a essere, davvero positiva in termini di affluenza, ma anche di coinvolgimento del visitatore, forse oggi ancor più consapevole e attento, in particolare rispetto alla mostra “Le Grand Jeu” che invita a dare uno sguardo personale rispetto alle immagini del grande fotografo Henri Cartier-Bresson. Ma il periodo che stiamo vivendo impone una riflessione più ampia rispetto alla relazione con il proprio pubblico e con la città e il contesto in cui si è inseriti.

Quali strategie?
La sinergia tra istituzioni oggi è ancor più necessaria, ed è proprio in questa direzione che abbiamo da poco lanciato un’iniziativa: Dorsoduro Museum Mile. Un circuito che comprende Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Gallerie dell’Accademia, la Galleria di Palazzo Cini e la Peggy Guggenheim Collection e che permette al pubblico di attraversare otto secoli di storia dell’arte in meno di un miglio. Il visitatore di un’istituzione potrà usufruire di sconti e agevolazioni presso le biglietterie degli altri musei del circuito e questo è il segno della volontà di fare sistema per poter rendere ancora più interessante l’offerta culturale a Venezia e potenziare l’attrattiva di tutte le istituzioni coinvolte.

Cosa chiedi alla politica in questo momento comunque difficile?
Palazzo Grassi – Punta della Dogana per la sua natura giuridica di ente privato, non dipende direttamente dal Ministero dei Beni Culturali. Ma siamo attivi in una rete che coinvolge amministrazioni pubbliche che si occupano di beni culturali a livello nazionale e con le diverse istituzioni museali italiane e locali. Sono diversi gli appelli rivolti al Ministero dei Beni Culturali, come quello lanciato dal Comitato delle Fondazioni di Arte Contemporanea italiane di cui facciamo parte o, per esempio, le proposte formulate da Sylvain Bellenger, Direttore del Museo di Capodimonte di Napoli, e da Sergio Risaliti, Direttore del Museo del Novecento di Firenze, o da altri direttori di istituzioni di cui condivido i principi. La situazione non solo dei musei, ma anche degli enti dello spettacolo dal vivo, teatro, musica, danza e ancor più degli artisti avrebbe bisogno di una rete solida a livello europeo e di un fondo europeo, non solo nazionale, per il sostegno alla cultura e per garantirne la sostenibilità.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.