Prosegue il progetto Through Time: integrità e trasformazione dell’opera dello CSAC di Parma con la mostra Il canone di Luca Vitone, visitabile fino al 18 ottobre nell’Abbazia di Valserena. È il secondo di tre appuntamenti di residenze d’artista che vedono protagonisti Massimo Bartolini, Luca Vitone ed Eva Marisaldi.

Il ‘canone’– ovvero la regola, lo schema – è il titolo della mostra di Luca Vitone (Genova, 1964), risultato della sua residenza d’artista presso lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università Parma. Eppure, entrando nei maestosi spazi dell’Abbazia di Valserena, ci si rende immediatamente conto che la mostra di Vitone di schematico ha ben poco. Nel bel mezzo della navata centrale, quanto di più sorprendente: un vecchio furgone dell’Università di Parma. Così si apre il percorso espositivo, dimostrando fin da subito la sua originalità, in netta discrepanza con l’armonia e la linearità del contesto abbaziale. Dal furgone, il mezzo con cui le opere venivano fisicamente raccolte e portate nell’archivio dello CSAC, fuoriescono gli oggetti selezionati da Vitone. Si tratta di una ‘parata’ di oggetti disposti in modo inedito, talvolta persino appoggiati l’uno all’altro, tanto disseminati nello spazio da essere costretti a procedere a zigzag per poterli osservare.

LA MOSTRA DI VITONE A PARMA

Vitone ha selezionato dall’immenso archivio ‒ oltre 12 milioni di pezzi ‒ 24 opere e oggetti che rientrano nella ricerca artistico-culturale italiana del Novecento provenienti dagli ambiti più disparati: arti visive, moda, architettura, design, fumetti e persino pubblicità. L’archivio dello CSAC infatti si distingue per il suo carattere multidisciplinare e per l’incredibile varietà di opere d’arte, fotografie e materiali progettuali che conserva e gestisce. Vitone, come afferma nell’intervista con il curatore Marco Scotti, ha voluto ‘appropriarsi’ dell’archivio, scegliendo oggetti rappresentativi dell’eterogeneità di quest’ultimo, nonché della propria natura di artista poliedrico. Infatti, questi oggetti sparsi e ritrovati, all’apparenza così distanti tra loro, confluiscono tutti nell’esperienza dell’artista, o meglio, nel suo Canone: un canone che si potrebbe definire come un incontro fra l’artista, la sua formazione, la sua vita, ma anche le sue curiosità e il territorio in cui si è trovato a operare.

Luigi Ghirri, Salisburgo, 1976. Archivio CSAC, Università di Parma © Eredi di Luigi Ghirri
Luigi Ghirri, Salisburgo, 1976. Archivio CSAC, Università di Parma © Eredi di Luigi Ghirri

LE CONNESSIONI DI VITONE

Non a caso lo stesso furgone con le 24 opere a seguito è l’evidente citazione dell’opera Das Rudel di Joseph Beuys, autore cruciale nella crescita artistica di Vitone ed emblema del suo legame con la Germania, dove tuttora lavora e risiede. Fra le tante connessioni si ritrovano anche opere di grandi autori come Ugo Mulas, Alighiero Boetti, Gianni Colombo, Lucio Fontana, Mario Schifano, Mario Nigro, Pietro Consagra – e molti altri – e oggetti come il Cartello Pubblicitario per Lambrusco Maranini di Erberto Carboni, una delle scelte chiaramente dettate dall’incontro fra l’artista e il territorio locale.

IL CANONE SECONDO VITONE

Le scelte di Vitone sono la sintesi di incontri e di vita vissuta e dimostrano come Il Canone sia tutt’altro che uno schema, un modello, ma piuttosto un percorso in continuo mutamento ed evoluzione e, soprattutto, di natura fortemente personale. Il percorso espositivo si chiude con il monocromo di Vitone donato allo CSAC, realizzato con la polvere dell’archivio stesso nel 2017, appoggiato in una nicchia della suggestiva abside. È la conclusione di quello che si può definire un percorso di corrispondenze, in cui le dinamiche e i temi confluiscono nella pratica dell’artista, nella sua vita, nelle sue passioni… nel suo Canone.

Laura Coppelli

Evento correlato
Nome eventoLuca Vitone - Il Canone
Vernissage06/09/2020 ore 11
Duratadal 06/09/2020 al 18/10/2020
AutoreLuca Vitone
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCSAC - CENTRO STUDI E ARCHIVIO DELLA COMUNICAZIONE
IndirizzoStrada Viazza di Paradigna, 1 Abbazia di Valserena - Parma - Emilia-Romagna
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Laura Coppelli
Laura Coppelli (Pavullo nel Frignano, 1996) si laurea nel dicembre 2018 in Lingue e culture europee presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, concludendo il suo percorso con una tesi in letteratura angloamericana sulle arti visive con l’obiettivo di unire le proprie conoscenze linguistiche alla passione per l’arte. Nel gennaio 2019 si aggiudica una borsa di studio per il master MaRAC (Management delle Risorse Artistiche e Culturali) dell’Università IULM con sede a Roma, che termina con un’esperienza lavorativa presso la Fondazione Modena Arti Visive, occupandosi principalmente di attività di ufficio stampa. Oggi frequenta il secondo anno di laurea magistrale del corso in lingua inglese EGArt (Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali) presso l’Università Ca' Foscari di Venezia e continua a coltivare l’interesse per l’arte anche a livello lavorativo collaborando alla realizzazione di progetti culturali, mostre ed eventi.