Il gallerista Perrotin organizza una caccia al tesoro di opere d’arte al Grand Palais di Parigi

Il noto gallerista francese con sedi in tutto il mondo ha organizzato una caccia al tesoro all’interno del Grand Palais: chi riuscirà a trovare le opere d’arte nascoste (di artisti tra cui Elmgreen & Dragset, JR e Takashi Murakami), potrà portarsele a casa

Vista esterna Grand Palais - foto Claudia Brivio
Vista esterna Grand Palais - foto Claudia Brivio

Chi cerca trova, e si porta a casa anche un’opera d’arte: è questa la semplice regola del gioco che i prossimi 24 e 25 ottobre si svolgerà all’interno di una navata vuota del Grand Palais, lo storico padiglione espositivo nel cuore di Parigi, sede della fiera FIAC. A organizzare la speciale caccia al tesoro è Emmanuel Perrotin, galleristar francese con all’attivo spazi nella capitale francese, a Hong Kong, New York, Seoul, Tokyo e Shanghai. Nell’arco di 24 ore, i visitatori potranno cercare venti opere di venti artisti della galleria Perrotin, nascoste nella navata dell’edificio risalente ai primi del Novecento e che il prossimo anno chiuderà per restauro. Una sorta di mostra “non in mostra”, allestita in maniera non convenzionale e “decostruita nello spazio e nel tempo”: con la differenza, però, che contrariamente alle usuali mostre, le opere protagoniste dell’iniziativa WANTED! potranno essere portate a casa dai fortunati visitatori che riusciranno a trovarle. 

WANTED!, IL PROGETTO DI PERROTIN AL GRAND PALAIS DI PARIGI 

Chiho Aoshima, Iván Argote, Daniel Arsham, Genesis Belanger, Johan Creten, Elmgreen & Dragset, Bernard Frize, Laurent Grasso, Thilo Heinzmann, Gregor Hildebrandt, JR, Bharti Kher, Klara Kristalova, Takashi Murakami, Jean-Michel Othoniel, GaHee Park, Paola Pivi, Emily Mae Smith, Aya Takano e Xavier Veilhan sono gli artisti le cui opere saranno disseminate nella navata vuota del Grand Palais, in attesa di essere trovate dai visitatori che, per partecipare alla caccia al tesoro, dovranno prenotare la propria visita, indossare la mascherina e rispettare il distanziamento fisico. Ogni sessione di caccia dura 50 minuti, e ogni fascia oraria non dovrà superare i 500 visitatori. “In questo momento di grande incertezza, ho avuto un’idea poco ortodossa”, commenta Perrotin. “Sono felice che i nostri artisti abbiano accettato di partecipare a questo progetto senza precedenti. Le opere d’arte sono più preziose che mai, ecco perché è importante proporle a quante più persone possibile. Desidero ringraziare il team della galleria che ha messo tutte le sue energie in questa avventura, anche se sta lavorando attivamente a molte altre mostre”. L’idea della caccia al tesoro si ispira a un lavoro del 2016 di Elmgreen & Dragset, che un mese prima dell’inizio di FIAC, avevano allestito all’interno della navata vuota del Grand Palais uno stand fieristico che, in quella circostanza, diventava così un oggetto scultoreo. 

LA CACCIA AL TESORO AL GRAND PALAIS 

“Questi esperimenti fanno parte della storia dell’arte d’avanguardia ed è davvero sorprendente come alcuni degli artisti partecipanti abbiano nascosto con inventiva il loro lavoro all’interno del Grand Palais”, commenta Chris Dercon, presidente di RMN-Grand Palais. “In WANTED! il valore dell’opera dipende dall’impegno dei visitatori. In effetti, il vero amore per l’arte è spesso una questione di fortuna: spesso trovi quello che non stavi davvero cercando. Ed è anche vero che in molte collezioni pubbliche e private le opere d’arte sono nascoste”. 

– Desirée Maida 

www.perrotin.com 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.