La Tate Britain di Londra torna ad accogliere il pubblico insieme a “Year 3”, l’installazione fotografica realizzata da Steve McQueen prima che l’ondata del virus si abbattesse sul mondo intero. Protagonista assoluta la scuola, tema quanto mai caldo in questi giorni di riapertura.

I need this city because it’s given me my belief system (…) my viewpoint of life.” 
Steve McQueen

Per tutto il 2018 un team tra artisti, fotografi e curatori della Tate è andato in oltre 1.500 scuole primarie di Londra a fare la foto di classe ai bambini del terzo anno. Quella foto che in molti ricordiamo annunciata con mesi di anticipo in modo che si arrivasse a scuola pronti allo scatto, al sorriso e preparati all’inevitabile giudizio non solo a casa, ma anche tra compagni, faceva parte di un giorno “diverso,” in un periodo della vita in cui tutto è un po’ speciale. Ed è intorno a questo senso nostalgico del tempo e dell’“eccezionalità” di un appuntamento comune a qualunque scuola al mondo che si articola l’ultimo progetto di Steve McQueen (Londra, 1969).

Steve McQueen alla Hotham Primary School. Courtesy © BBC London
Steve McQueen alla Hotham Primary School. Courtesy © BBC London

LA SCUOLA SECONDO STEVE MCQUEEN

Year 3 è una collezione di circa 3mila foto di classe esposte in file di 12 x 5 o x 8, o x 9 o x 35, in modo da apparire come enormi tele di altezze identiche e larghezze che si adattano alle pareti delle Duveen Galleries della Tate Britain. L’impressione è di ordine, simmetria, regolarità. Le foto, identiche nel formato, nella cornice, ma anche nell’inquadratura e nell’esposizione, messe una sopra all’altra, potrebbero anche essere componenti di colossali quadri del geometrico astratto. È solo avvicinandosi che saltano all’occhio i 7mila bambini che hanno partecipato al progetto. Si tengono tutti più o meno stretti intorno all’insegnante al centro, protetti dagli assistenti ai lati, chi in piedi, chi seduto su una sedia, i più bassi a terra a gambe incrociate. Le classi vanno dai trenta ai cinque alunni, hanno gli sfondi più vari, i colori delle divise, atmosfere che si intuiscono e un tratto comune che riempie di speranza: questi piccoli londinesi sono il ritratto di una tra le città più diversificate del nuovo millennio.

Steve McQueen, Year 3, 2019. Clifton Primary School © Steve McQueen & Tate
Steve McQueen, Year 3, 2019. Clifton Primary School © Steve McQueen & Tate

LONDRA, LA SCUOLA, LA DIVERSITÀ

A ognuna di queste classi, in cambio della foto e della preparazione che l’accompagna, la Tate ha offerto un programma di workshop creativi durante l’anno; una visita guidata al museo in modo da andare insieme a “ritrovarsi” e, come ringraziamento, la foto stessa una volta terminata la mostra, a gennaio 2021.
Di questo incredibile ritratto di Londra che mette sotto i riflettori un contesto ‒ quello della scuola ‒ spesso screditato e dimenticato, McQueen dice: “It is a telescope and a microscope situation. You are looking through a telescope and seeing all these people, but it is also reflecting back on you, making you think ‘Who am I in all of this?’”.
Chiunque, potremmo rispondere. Il bambino che va alla Tate e si ritrova tra i compagni sulla parete di un museo nazionale; il genitore che lo accompagna, l’insegnante che va a spiare il proprio lavoro e quello dei colleghi. Il curatore che si compiace; il fotografo che si ricorda che faticaccia è stata far sorridere quel gruppo di bambini che ora lo guarda finalmente fermo! Tutti noi che andiamo a cercarci e ritrovarci in questo grande ritratto che racconta come siamo, come siamo stati e come saremo, nella città che, nonostante le correnti avverse, continua a garantire la libertà di essere chi siamo, così come siamo: diversi.

‒ Maria Pia Masella

Londra // fino al 31 gennaio 2021
Steve McQueen – Year 3
TATE BRITAIN
Millbank
www.tate.org.uk

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AutoreSteve McQueen
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Maria Pia Masella
Laureata in Lingue e Letteratura Francese a Roma (La Sapienza), ha proseguito gli studi con un Master in Comparative Literature (University College London) e un secondo Master in Arte Contemporanea (Christie’s Education/University of Glasgow). Scrive per la rivista letteraria In-Arte, collabora con la Fondazione FAP. Vive a Londra dove lavora come curatrice indipendente e consulente d’arte.