Su Instagram parte M’Odo, un progetto artistico basato sull’ascolto

Può il suono di una parola generare nuove e inaspettate visioni? È su questo interrogativo che nasce M’Odo, un progetto artistico indipendente legato all’ascolto, ideato dagli artisti Alessandro Scarabello, Serena Fineschi e Laura Viale.

M'odo
M'odo

In un mondo inondato di input visivi gli artisti mantengono vivo il bisogno di un momento di pausa e di riflessione per creare scenari nuovi nei quali immergersi. Ma come è possibile farlo oggi? Il primo passo è sicuramente l’ascolto (o meglio l’ascoltarsi): su questo principio nasce il progetto artistico indipendente M’Odo, ideato da Alessandro Scarabello, Serena Fineschi e Laura Viale. “M’Odo”, ovvero, “sentire se stessi”, propone una pratica lenta e contemplativa invitando gli artisti a registrare delle piccole tracce audio pronunciando una parola, in qualsiasi lingua e senza alcuna limitazione di concetto. “Il risultato concreto di questa operazione artistica, con tutte le suggestioni che racchiude, si trova nella voce collettiva”, spiegano gli ideatori dell’iniziativa a Artribune, “un appello corale nonsense creato montando in un’unica stringa sonora le parole in sequenza di tutti gli artisti invitati. Crediamo fortemente che oggi più di prima, sia necessario concentrarsi su pratiche di coralità e modelli di collaborazione”. Tra gli oltre 50 artisti partecipanti ci sono Hans Op De Beeck, Bianco Valente, Marco Neri, Silvia Giambrone, Guglielmo Castelli, Elena El Asmar, Gabriele Tinti, Nadia Kaabi-Linke, Caterina Silva, Lorenza Boisi, Loredana Longo, Greogy Forstner, Joris Van De Moortel, Vera Portatadino, Elena Bellantoni (per citarne solo alcuni).

M’ODO, UNA VOCE COLLETTIVA CONDIVISA SU INSTAGRAM

L’idea di M’ODO è nata spontaneamente, interrogandosi su come poter (ri)proporre le potenzialità immaginifiche della parola e dell’ascolto in un momento di estrema saturazione di informazioni visive, fruite con scarsa profondità”, proseguono gli autori del progetto. “Come spesso avviene in studio, ogni pretesto come anche una semplice parola, può diventare un veicolo per attivare la genesi di un’opera. Ci è sembrato utile in questa fase complessa, ma anche di lavoro intermittente, amplificare questa dinamica dando letteralmente voce agli artisti invitati provenienti da diversi background e differenti nazionalità”. M’Odo è un progetto artistico di natura sonora che trova nella piattaforma Instagram il suo canale di diffusione. Ma come è possibile se il suddetto posa le sue solide basi sulla condivisione di immagini? Ribaltandolo, e condividendo sottoforma di post un susseguirsi di brevi tracce audio, contraddistinti da una semplice firma del contributor vocale. L’obiettivo è quello di immergersi in un immaginario altro sospinti dalla voce dell’artista, dalla scelta della parola, dall’intonazione e dalla velocità con la quale ha voluto comunicarla. “Gli artisti invitati hanno partecipato con entusiasmo e i post audio sono diventati un appuntamento fisso giornaliero per molti utenti del web. Noi per primi ci siamo appassionati e divertiti nell’ascolto di voci così eterogenee ma unite per un’unica idea”. Un intervento che trova nella singolarità delle voci un coro unanime per tornare a parlare di collettività.

RELAZIONE E PARTECIPAZIONE NONOSTANTE L’ISOLAMENTO

“L’isolamento ha sicuramente contribuito a far nascere l’idea di questo progetto, ma crediamo che la partecipazione attiva e virtuosa sia piuttosto frequente quando si collabora spontaneamente con rispetto e stima tra gli artisti. Con MODO asbl (la nostra associazione culturale indipendente con sede a Bruxelles), concentriamo parte delle nostre energie nel nutrire e stimolare le dinamiche relazionali tra artisti, oltre a voler riportare al centro del dibattito contemporaneo l’importanza dell’opera d’arte come elemento di produzione di valore”, concludono Serena Fineschi, Alessandro Scarabello e Laura Viale. “Gli artisti e le loro opere sono un grande patrimonio da difendere”.

– Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.