Poetic Hotel: l’albergo di Padova in quarantena dal 1997 diventa uno spazio d’arte inaccessibile

Un hotel, abbandonato da oltre vent’anni, diventa contenitore di opere di scultura, pittura, fotografia, letteratura, poesia, street art. Nato già con le stanze chiuse al pubblico per preservarne il microclima, è visitabile online

Poetic Hotel Padova
Poetic Hotel Padova

Nato negli anni ‘50 come locanda e diventato albergo negli anni ’80, ora, dopo oltre vent’anni di oblio, è un Poetic Hotel, con tutto il suo contenuto di ricordi, mobili e suppellettili cristallizzato da allora, ma trasformato in arte. Stiamo parlando del progetto dell’artista Simone Berno: un’installazione artistica allestita a Padova all’interno di un albergo abbandonato dal 1997 e riaperto per la prima volta nel dicembre 2019, le cui stanze, lasciate come sono state trovate, nel loro stato di decadenza, sono diventate lo sfondo di pitture, sculture, foto, poesia, performance di una trentina di artisti invitati a farsi ispirare dalle suggestioni del luogo.

POETIC HOTEL A PADOVA 

I primi ospiti che ho invitato sono stati i ragazzi del Mep, Movimento per l’Emancipazione della Poesia”, racconta ad Artribune il suo ideatore, “chiedendo loro di tappezzare di poesie una camera. Hanno coperto tutto, muri, pavimento, letti, cuscini, armadio, soffitto”. Stanze tutte rigorosamente inaccessibili al pubblico, non a causa del Coronavirus ma per una precisa scelta poetica già a monte del progetto: evitare che l’affluenza di visitatori ne alteri il “microclima” interno creatosi nei 23 anni di abbandono, essendo questi spazi parte integrante dell’installazione. “Il Poetic è in quarantena dal 1997”, spiega Berno. “Era già non visitabile prima, nel suo manifesto riporta chiaramente che è un luogo visitabile solo o-line, precursore dei tempi, tristemente”. Le installazioni allestite al loro interno, relegate all’inesorabile usura del tempo, non potranno infatti più essere ammirate dal vivo fin quando lo stabile non verrà abbattuto ed assieme ad esso sarà distrutta l’intera collezione di opere. “L’accordo e patto col proprietario è attendere che il tempo faccia il suo corso”, continua Berno. “L’albergo non è restaurabile, c’è solo da attendere assieme che i tempi diventino maturi per l’abbattimento e questo è ciò che stiamo pazientemente aspettando”. Nel frattempo, si può godere del Poetic Hotel solo in formato video e foto collegandosi al sito e visitando i suoi canali social. 

– Claudia Giraud 

https://www.poetichotel.org/

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).