Ritorna la MuseumWeek. Con un’edizione 2020 tutta in digitale e dedicata alla #Togetherness

Gli eroi del personale ospedaliero, l’ambiente, la tecnologia, i sogni. Ma soprattutto lo “stare insieme” come chiave per affrontare l’emergenza. Ecco di cosa tratterà il festival internazionale in digitale quest’anno.

British Museum
British Museum

Pare che, in questa situazione di distanziamento sociale, in questo periodo di distacco fisico forzato da amici e legami affettivi, si sia verificato un fenomeno contrario, ovvero una ricerca di contatto attraverso la comunicazione e tutti i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione. Anche per questo forse, al centro dell’edizione 2020 della MuseumWeek c’è una parola, “togetherness”: letteralmente lo “stare insieme” intrecciare relazioni e scambi per arricchirsi e far fronte, tutti uniti, alle situazioni emergenziali come quella inedita che si è abbattuta in questi mesi sul nostro pianeta. La vocazione al digitale di questo evento globale è stata presente fin dai suoi esordi del 2014, usando prima Twitter, poi Instagram, Snapchat, fino al social cinese Weibo e al network russo Vkontakte. L’utilizzo degli hashtag – che ogni anno rappresentano i temi più attuali e urgenti – permette di raccogliere gli interventi di musei di ogni tipologia e provenienza. In questo così peculiare 2020, la MuseumWeek si svolge dall’11 al 17 maggio, al ritmo di “7 giorni, 7 temi, 7 hashtag”. Vediamo quali.

MUSEUMWEEK 2020: GLI HASHTAG

Mentre una crisi sanitaria senza precedenti colpisce l’umanità intera, molti di voi ci hanno chiesto se la MuseumWeek 2020 avrebbe avuto luogo. Dopo aver riflettuto a lungo, abbiamo deciso di modificare il focus degli hashtag per avvicinarci alla realtà della nostra situazione internazionale”, spiega Benjamin Benita, organizzatore della manifestazione e Presidente di Culture For Causes Network. “Crediamo che ora, più che mai, sia importante sentirci connessi a livello globale. All’inizio di quest’anno, abbiamo adottato l’hashtag #togetherness come tema globale per la MuseumWeek 2020. Ora, più che mai, questa parola ha valore. L’unione è fondamentale ed è l’unico modo con cui l’umanità può affrontare le sfide del 21° secolo. È in gioco la prosperità del nostro pianeta, della nostra gente e delle nostre società. La crisi sanitaria del coronavirus ha rafforzato il nostro desiderio di promuovere con la MuseumWeek questo messaggio universale alle popolazioni confinate e coloro che combattono questa malattia”. Gli hashtag, quindi, si susseguiranno per tutta la durata dell’evento, cambiando ogni giorno secondo questo calendario:

11 maggio: #EroiMW
12 maggio: #CulturainQuarantenaMW
13 maggio: #InsiemeMW
14 maggio: #MomentialMuseoMW
15 maggio: #AmbienteMW
16 maggio: #TecnologiaMW
17 maggio: #SogniMW

In queste date sarà possibile esplorare i social media attraverso queste parole chiave per accedere a video, conferenze e a tutti i contributi che i musei del mondo vorranno dare a quello che è nato come primo festival culturale internazionale dedicato alle istituzioni sui social media. La MuseumWeek, infine, è supportata da UNESCO e Europa Nostra.

-Giulia Ronchi

https://museum-week.org/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.